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I parchi in Abruzzo Anche quest’anno, al concorso fotografico Immagini per la Terra, i parchi più fotografati di questa edizione sono stati i Monti Sibillini, il Gran Sasso e naturalmente il parco d’Abruzzo. L’Abruzzo è un concentrato di varietà morfologica, faunistica e paesaggistica in uno spazio geografico limitato, che delinea la peculiarità di una regione italiana
Anche quest’anno, al concorso fotografico Immagini per la Terra, i parchi più fotografati di questa edizione sono stati i Monti Sibillini, il Gran Sasso e naturalmente il parco d’Abruzzo. L’Abruzzo è un concentrato di varietà morfologica, faunistica e paesaggistica in uno spazio geografico limitato, che delinea la peculiarità di una regione italiana piena di suggestivi contrasti. Ci sono, parlando di natura, ben tre parchi nazionali, qualche parco regionale e altre ben 38 aree protette, che custodiscono un patrimonio di biodiversità, di esseri viventi, di vita, unico e prezioso. Grazie a cui ha il doppio primato di regione più verde, oltre quello di più alta d’Europa.
È un territorio, l’Abruzzo, in cui si fa tanto turismo, agricoltura sana (perfino nei parchi protetti come in quello della Majella) e si produce olio. La morfologia della regione ne ha favorito un lungo isolamento e ciò ha permesso alle sue ricette di sviluppare e mantenere delle caratteristiche originali ed esclusive. La cucina abruzzese è una delle tradizioni culinarie più apprezzate della penisola, offrendo una vastissima varietà di piatti in cui trovano spazio ingredienti di origine sia pastorale che marinara. Chi va in Abruzzo dovrebbe provare gli spaghetti alla chitarra, la pizza di Pasqua, il pane con le patate, la panonta (non per i vegetariani, perché è unta nel grasso di frittura della pancetta), le scrippelle. Poi, passare nei campi di zafferano o da qualche produttore di presidi Slow Food, legumi, miele, olive e il Canestrato di Castel del Monte fatto col latte delle pecore dei pascoli del Gran Sasso (300 erbe foraggere, dieci volte più che sulle Alpi; immaginate i sapori). Tra i dolci i bocconotti, le ferratelle, il pan ducale, il fiadone e i torroni e la celebre produzione di confetti, che gode di fama mondiale grazie a Sulmona, città che si è imposta fin dal XV secolo come il punto di riferimento per la fabbricazione di questa prelibatezza dolciaria.
Un nuovo festival s’aggiunge al panorama nazionale degli eventi estivi legati al clubbing di qualità: e questo parte bene, magneticamente. Lo fa in Abruzzo, a Pineto, provincia di Teramo, zona abitualmente non nei radar degli eventi di questo genere. Ma se però già nelle Marche (Fat Fat Fat, Harmonized) e in Umbria (Dancity, Serendipity) son state costruite di recente realtà interessantissime in posti inusuali con buon successo, anche lo Sticker Mule Festival potrà far scintille. Prima edizione, tre giorni di musica dalle 17 alle 2 del mattino: giovedì 24 agosto Ed Rodion, Tiger & Woods, Mr. Scruff e Carl Craig. Venerdì 25 agosto in sequenza Black Spuma (Lauer e Fabrizio Mammarella), Lovefingers, Moscoman, Sadar Bahar, Prins Thomas. Sabato 26 agosto la chiusura delle danze con Jacky O, Mumi, Jolly Mare, Boo Williams – Glenn Underground, Radio Slave. Prezzo dei biglietti aggressivissimo e buona scelta dei posti in cui dormire. Il luogo scelto (da vedere la ricognizione aerea sul sito del festival, qui) realizza in pieno il promettente, sacrosanto principio dello sfruttare, qui in Italia, paesaggi, particolarità e architetture nostrane – una chiave sempre più vincente su cui investire tantissimo, considerando che nessuno in Europa può competere con le nostre bellezze.
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