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La leader tedesca Angela Merkel ha annunciato le dimissioni dalla carica di presidente della Cdu dopo i magri risultati ottenuti alle elezioni regionali.
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato nella mattinata di lunedì 29 ottobre le dimissioni dalla presidenza del proprio partito la Cdu. A convincere la storica leader a fare un passo indietro è la nuova sconfitta elettorale patita domenica alle regionali in Assia. Le stesse che hanno portato, invece, i Verdi ai loro massimi storici.
Germany’s Angela Merkel has told her CDU party she will not run for re-election as its chairwoman – sources https://t.co/LTpVG6OkYX
— BBC Breaking News (@BBCBreaking) 29 ottobre 2018
L’Unione cristiano-democratica è infatti arrivata in testa con il 27 per cento delle preferenza, ma con un calo di ben dieci punti rispetto al precedente scrutinio nel 2013. Inoltre, alla metà di ottobre, la Cdu – tramite l’Unione cristiano-sociale (Csu), alleato di lunghissimo corso – era uscita con le ossa rotte anche dal rinnovo delle cariche nel land della Baviera.
A dare per primi la notizia delle dimissioni di Angela Merkel sono stati il magazine Der Spiegel e il quotidiano Handelsblatt. La decisione è stata quindi confermata da fonti interne al partito. Non sembra invece in discussione (salvo sorprese negli equilibri della coalizione di governo, che comprende i socialdemocratici della Spd) il cancellierato della leader conservatrice. Che tuttavia avrebbe annunciato anche la volontà di non ricandidarsi alla guida di un nuovo esecutivo alle prossime elezioni.
Angela Merkel è alla testa della Cdu dal 10 aprile del 2000. All’epoca, prese il posto di Wolfgang Schäuble che, successivamente, è stato per anni suo ministro delle Finanze. Risale al dicembre del 2016 l’ultima elezione alla presidenza del partito: in quel caso la sua era stata la sola candidatura. Ma l’immagine della lady di ferro della Germania cominciava già a scricchiolare. Alle elezioni legislative nazionali, così, la leader aveva vinto ma senza ottenere una maggioranza autonoma.
Leggi anche: Chi è Angela Merkel. La donna discreta e granitica alla guida della Germania
La leader tedesca è stata incalzata negli ultimi anni, in particolare, dalla destra estrema. Che ha contestato le politiche di apertura ai migranti (la Germania ha accolto più di un milione di richiedenti asilo tra il 2015 e il 2016). E anche alcuni funzionari del suo partito reclamano da settimane una virata a destra. Cosa che di certo non sarebbe accettata dalla Spd: “La situazione per Angela Merkel è seria. Si tratta di capire se la sua coalizione è ormai in liquidazione”, ha affermato in un editoriale il quotidiano Süddeutsche Zeitung. E la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha considerato l’ipotesi di un “accanimento al governo” come “un grave errore”.
La situazione politica nella prima economia europea, insomma, potrebbe evolvere. Nel frattempo, va registrato l’ottimo risultato ottenuto, sia nella tornata in Baviera che in quella in Assia, da parte dei Verdi. I consensi ottenuti dagli ecologisti sono stati compresi infatti attorno al 18 per cento.
In particolare, il risultato è apparso eccezionale nel primo caso: nella ricca e conservatrice Baviera, infatti, proprio mentre guadagnava terreno l’estrema destra, i “Grünen” sono andati controcorrente, difendendo le politiche di apertura delle frontiere e il progetto dell’Unione europea. Ciò grazie soprattutto alla giovane e carismatica Katharina Schulze, astro nascente dei Verdi in Germania. Che ha proposto un modello basato su una “società diversa e multicolore”. Perché, ha spiegato, “sono gli scambi che ci permettono di prosperare”.
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