Antartide, prelevata carota di ghiaccio di 2,7 milioni di anni fa

Servirà a dare un’istantanea della concentrazione di CO2 presenti in atmosfera alla fine del Neogene. Allora l’anidride carbonica non superava le 300 ppm.

È il ghiaccio più antico mai prelevato dalla calotta antartica. Finora si era riusciti ad andare indietro nel tempo di 800mila anni negli strati profondi e di 1 milione di anni negli strati del cosiddetto “blu ice”, ma con la scoperta dei ricercatori dell’Università di Princeton si è arrivati a 2,7 milioni di anni fa. All’incirca alla fine del Neogene e l’inizio del Quaternario.

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La carota di ghiaccio di 1 milione di anni prelevata dai ricercatori giapponesi. Foto via Koichi Kamoshida/Getty Images

La notizia, pubblicata su Science, spiega come le bolle d’aria intrappolate in questo ghiaccio antichissimo permetteranno ai climatologi di comprendere i cicli glaciali subiti dal nostro pianeta e di confrontare le concentrazioni di gas serra con i valori attuali. Secondo quanto riferito da Yuzhen Yan alla Goldschmidt Conference tenutasi a Parigi, i livelli di CO2 intrappolati nelle bolle d’aria non superano le 300 ppm, quindi ben al di sotto delle attuali 400 ppm raggiunte stabilmente lo scorso anno. La scoperta potrebbe aiutare i ricercatori a comprendere come siano iniziate le cicliche ere glaciali che hanno interessato la Terra, in particolare l’ultima, più intensa, avutasi intorno a 3 milioni di anni fa.

Estrazione delle carote di ghiaccio per misurare lo spessore del ghiaccio marino. Foto via Cumulus/Awi
Estrazione delle carote di ghiaccio per misurare lo spessore del ghiaccio marino. Foto via Cumulus/Awi

Il ghiaccio per comprendere il clima

Si tratta di una scoperta che ha fatto sussultare gli scienziati, perché finora non si era mai andati così indietro nel tempo. Ad oggi sappiamo che l’ultima glaciazione è iniziata circa 30 milioni di anni fa, con cicli di circa 40mila e 100mila anni durante i quali le calotte polari vedevano aumentare e ridurre la copertura glaciale.

Ma i ricercatori sono convinti si possa andare ben oltre. Lo conferma il geochimico Ed Brook, dell’università dell’Oregon, che spiega come si stia “solo grattando la superficie”. Gli scienziati vogliono tornare nell’area dove si trova il “ghiaccio blu”, poco profondo ma in grado di far affiorare gli strati più antichi. In questo modo pensano di poter andare molto più indietro nel tempo, prima ancora delle ere glaciali, quando i livelli di CO2 erano più elevati. Secondo Brook il prossimo tentativo potrebbe portare alla luce ghiaccio di 5 milioni di anni fa, quando le temperature si pensa potessero somigliare a ciò che la Terra sta iniziando a vivere con il riscaldamento globale.

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È anche il titolo di una celebre pellicola neorealista di Roberto Rossellini. Una citazione più che mai dovuta perché la crisi climatica, in Germania e non solo, è più reale che mai.