L’Argentina è a un passo dalla legalizzazione dell’aborto

Il presidente dell’Argentina ha annunciato che presenterà un disegno di legge per legalizzare l’aborto. Se approvato, il paese diventerebbe la prima grande nazione del Sud America a garantire questo diritto.

“Lo stato deve proteggere i suoi cittadini in generale, e le donne in particolare. Nel 21esimo secolo ogni società deve rispettare la scelta individuale di ogni persona di decidere liberamente del proprio corpo”. Con queste parole Alberto Fernández, presidente dell’Argentina da dicembre 2019, ha dichiarato la volontà di inviare nei prossimi giorni al Congresso un disegno di legge per depenalizzare e legalizzare l’aborto.

Attiviste a favore dell'aborto a Buenos Aires, in Argentina
Attiviste a favore dell’aborto a Buenos Aires, in Argentina © Mariano Martino/Getty Images

L’Argentina vuole legalizzare l’aborto, il discorso del presidente Fernández

Nel suo primo discorso inaugurale al Congresso, presentando le diverse proposte di legge in arrivo nell’anno, Fernández ha incluso e annunciato anche quella aspettata da anni, per la legalizzazione dell’aborto in quanto una questione di salute e di diritti umani.

Presenterò un progetto di legge sull’interruzione volontaria di gravidanza che legalizzi l’aborto nel periodo iniziale e permetta alle donne di accedere al sistema sanitario nel caso in cui prendano la decisione di abortire.Alberto Fernández, presidente dell'Argentina

Proprio sul diritto alla libera scelta di ogni persona, di ogni donna, e all’accesso alle cure ha posto infatti molta attenzione ed enfasi.

In Argentina la situazione delle donne incinta presenta diversi aspetti. Le sfide che affrontano le donne che vogliono tenere il bambino sono ben diverse da quelle di coloro che decidono di interrompere la gravidanza. Uno stato che si prende cura deve accompagnare tutte le donne affinché questi processi si sviluppino con il pieno accesso al sistema sanitario.Alberto Fernández, presidente dell'Argentina

Il presidente, poi, non si è limitato ad annunciare il disegno di legge, ma ne ha spiegato le ragioni alla sua base. Ad esempio, come l’illegalità della pratica abbia risvolti sociali negativi e sia discriminante per le donne, mettendo di conseguenza a rischio la vita.

La legislazione vigente non è efficace. Dal 1921 l’Argentina penalizza l’interruzione volontaria di gravidanza nella maggioranza delle situazioni. Cento anni dopo, la giurisprudenza ci dà prova dell’inefficacia di questa normativa da un punto di vista preventivo. Molte donne non si sentono minacciate dalla pena prevista che, anzi, condanna molte di loro – soprattutto coloro con poche disponibilità economiche – a ricorrere a pratiche di aborto nella più assoluta clandestinità, mettendo a rischio la propria salute e a volte la propria vita. Tutti sanno di cosa sto parlando. L’aborto si fa. È un fatto. Ed è proprio quell’ipocrisia che a volte ci blocca quella che ci fa cadere in dibattiti come questo”.Alberto Fernández, presidente dell'Argentina
Attiviste a favore dell'aborto a Buenos Aires, in Argentina
Attiviste a favore dell’aborto a Buenos Aires, in Argentina © Mariano Martino/Getty Images

Il discorso è stato accolto con un grande applauso, con commozione e gioia, dai politici e dalle politiche presenti, che da anni si battono per questa proposta. Inoltre, accanto al disegno di legge per l’interruzione di gravidanza, Fernández ha anche annunciato di volerne presentare un altro volto a proteggere la salute di madre e figlio nei primi mille giorni di vita.

Invieremo anche al Congresso un disegno di legge che istituisca il “piano dei mille giorni”, per garantire l’assistenza e la cura integrale della vita e della salute delle donne incinta e dei propri figli. In questo modo vogliamo diminuire in modo significativo i tassi di mortalità e denutrizione, proteggere i primi momenti della vita, lo sviluppo neurologico e la salute delle madri e dei loro figli in modo integrale.Alberto Fernández, presidente dell'Argentina

L’aborto in Argentina e in Sud America

Nel paese, ad oggi, l’aborto è infatti ancora illegale ma consentito solo in circostanze particolari, come in caso di stupro o se la salute della madre è in grave pericolo, una situazione simile a molti altri paesi latinoamericani. Nel 2018, tra l’altro, era stato quasi approvato dal Congresso un progetto di legge per legalizzare l’aborto nelle prime quattordici settimane di gravidanza ma poi rifiutato dal Senato, generando un’ondata di proteste da parte della popolazione femminile e non.

Se questa volta la proposta di legge dovesse essere approvata, l’Argentina diventerebbe il primo grande paese del Sud America (con una popolazione di 45 milioni di persone) a legalizzare l’aborto, considerato che solo nei più piccoli Cuba, Uruguay e Guyana al momento è legale. Al contrario, Honduras, Nicaragua, El Salvador e Haiti lo dichiarano completamente illegale.

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I fazzoletti verdi sono diventati il simbolo del movimento a favore dell'aborto
In Argentina i fazzoletti verdi sono diventati il simbolo del movimento a favore dell’aborto © Mariano Martino/Getty Images

I fazzoletti verdi, simbolo del movimento per l’aborto

Sulla base di decenni di lotta per il diritto all’interruzione di gravidanza, centinaia di migliaia di donne in Argentina hanno dato vita al movimento femminista a favore dell’aborto libero, sicuro e gratuito, chiedendo che venga garantito. Il loro simbolo, i fazzoletti verdi – los pañuelos verdes – che ormai riempiono le piazze delle città legati al polso, al collo, o sventolati in simbolo di ribellione e speranza, proprio come successo dentro e fuori dal Parlamento argentino nella capitale Buenos Aires dopo la dichiarazione del presidente.

Siamo sicuri in questo modo amplieremo i diritti delle donne proteggendo chi più ha bisogno nel momento della gravidanza.Alberto Fernández, presidente dell'Argentina

 

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