Attentato a Kabul, oltre 40 i morti in un centro culturale. L’Isis rivendica l’attacco

Almeno 41 persone sono morte in un attentato a Kabul, in Afghanistan, e più di 80 sono rimaste ferite. L’agenzia di stampa dello Stato Islamico ha rivendicato l’attacco.

Un uomo si è fatto saltare in aria all’interno di un centro culturale sciita a Kabul, la capitale dell’Afghanistan, provocando la morte di almeno 41 persone tra cui un gruppo di studenti e dei bambini. L’esplosione ha colpito anche la sede dell’agenzia di stampa afgana situata al piano superiore dell’edificio e i feriti sono almeno 89.

Le vittime si erano riunite al centro culturale per assistere a un dibattito sull’invasione sovietica in Afghanistan del 1979 quando il kamikaze si è infiltrato nella sala e ha azionato l’ordigno, racconta Ehsanullah Amiri, giornalista che ha assistito alla scena.

La responsabilità dell’Isis nell’attacco 

L’agenzia di stampa Amaq affiliata allo Stato Islamico (Isis) ha rivendicato la responsabilità del gruppo terroristico nell’attentato a Kabul. La città era già stata colpita dall’Isis nel giorno di Natale, ancora una volta con un kamikaze che ha causato la morte di dieci persone e mirava ad obiettivi diplomatici. La tensione in Afghanistan è molto alta e la minaccia arriva anche dai talebani.

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