Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
Almeno 41 persone sono morte in un attentato a Kabul, in Afghanistan, e più di 80 sono rimaste ferite. L’agenzia di stampa dello Stato Islamico ha rivendicato l’attacco.
Un uomo si è fatto saltare in aria all’interno di un centro culturale sciita a Kabul, la capitale dell’Afghanistan, provocando la morte di almeno 41 persone tra cui un gruppo di studenti e dei bambini. L’esplosione ha colpito anche la sede dell’agenzia di stampa afgana situata al piano superiore dell’edificio e i feriti sono almeno 89.
Today Suisiad Attack KBL 2017 DEC 28: https://t.co/yT4yj3VYRi via @YouTube
— Pajhwok Afghan News (@pajhwok) 28 dicembre 2017
Le vittime si erano riunite al centro culturale per assistere a un dibattito sull’invasione sovietica in Afghanistan del 1979 quando il kamikaze si è infiltrato nella sala e ha azionato l’ordigno, racconta Ehsanullah Amiri, giornalista che ha assistito alla scena.
L’agenzia di stampa Amaq affiliata allo Stato Islamico (Isis) ha rivendicato la responsabilità del gruppo terroristico nell’attentato a Kabul. La città era già stata colpita dall’Isis nel giorno di Natale, ancora una volta con un kamikaze che ha causato la morte di dieci persone e mirava ad obiettivi diplomatici. La tensione in Afghanistan è molto alta e la minaccia arriva anche dai talebani.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
Un report evidenzia un aumento del 40 per cento degli attacchi contro l’istruzione rispetto al passato. Tra stupri, rapimenti e occupazione militare delle scuole.
Colpito un autobus che trasportava minatori e studenti nel quartiere sciita di Kabul, in Afghanistan. Almeno 40 i feriti.
Temperature record e controlli alle frontiere: il Mondiale mostra come i cambiamenti climatici e le politiche migratorie influenzino anche lo sport.
Dall’inizio del cessate il fuoco di metà aprile l’esercito israeliano ha ucciso almeno 331 persone in Libano. Ora sta intensificando gli attacchi aerei e via terra.
Un nuovo report di Dam Removal Europe certifica una crescita dell’11 per cento nella rimozione di dighe e barriere fluviali. Un trend in corso anche fuori dall’Europa.
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha decretato un’emergenza sanitaria internazionale. Già 90 i morti e centinaia i casi sospetti.
L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Non solo petrolio: la guerra in Medio Oriente blocca anche il mercato dei fertilizzanti, con gravi rischi per agricoltura e alimentazione.