New York, avvocato si dà fuoco per protestare contro i cambiamenti climatici

David Buckel, avvocato per i diritti Lgbt, si è suicidato come segno di protesta contro l’inquinamento e l’uso dei combustibili fossili.

David S. Buckel, 60 anni, noto avvocato per i diritti degli omosessuali e che sosteneva cause ambientaliste, si è suicidato dandosi fuoco lo scorso 14 aprile nel Prospect Park di Brooklyn, New York. Prima di cospargersi i vestiti di benzina e lasciare che le fiamme lo divorassero, l’uomo ha lasciato un biglietto in cui spiegava le cause del suo gesto: una protesta estrema contro la distruzione ecologica che stiamo infliggendo al pianeta. “Sono David Buckel e mi sono appena dato fuoco: un suicidio di protesta. Brucio nella benzina che uccide il nostro pianeta”.

David Buckel durante una conferenza stampa
Oggi i matrimoni omosessuali sono legali in tutti gli Stati Uniti anche grazie all’appassionato lavoro di David Buckel © Jeff Zelevansky/Reuters

Morire di combustibili fossili

La scelta di darsi fuoco sarebbe infatti simbolica, un atto di accusa contro i combustibili fossili che stanno soffocando l’umanità e accelerando i cambiamenti climatici. “La maggior parte degli esseri umani sul pianeta respira aria resa malsana dai combustibili fossili e molti di loro muoiono prematuramente – si legge nel biglietto di cui Buckel ha inviato una copia a diversi quotidiani. – La mia morte precoce causata dalla benzina riflette ciò che stiamo facendo a noi stessi”.

 

Chi era David Buckel, l’avvocato visionario

Buckel era un avvocato specializzato in cause a difesa dei diritti Lgbt, era inoltre consigliere legale dell’associazione Lgbt Lambda Legal. Nel corso della sua carriera ha sostenuto grandi battaglie giudiziarie per i diritti gay, in particolare in Iowa e nel New Jersey, decisive per il processo di legalizzazione delle nozze tra coppie omosessuali negli Stati Uniti. Buckel rappresentava “la giustizia ma anche ciò che significa essere umani”, ha detto Susan Sommer, ex avvocato della Lambda Legal. “Grazie al suo lavoro ha dimostrato che era possibile e necessario per il nostro movimento parlare di giovani Lgbt vittime di bullismo e ostracismo”, ha affermato un’altra ex collega, Camilla Taylor. Numerosi casi che ha seguito confermano la sua visione pionieristica (o quantomeno fanno risaltare, per contrasto, l’arretratezza di certi stati). Oggi infatti i matrimoni omosessuali sono legali in tutti gli Stati Uniti, ma quando Buckel ha portato in tribunale una causa per un matrimonio gay in Iowa nel 2005, erano legali solo in Massachusetts.

Il caso con cui divenne famoso

L’avvocato era divenuto famoso per aver difeso i parenti di Brandon Teena, giovane trans stuprato e ucciso in Nebraska nel 1993. La causa era contro uno sceriffo della contea, colpevole di non aver fatto abbastanza per difenderlo. Nel 1999 la storia di Teena è diventata un film, Boys Don’t Cry, che valse a Hillary Swank il premio Oscar come miglior attrice protagonista per l’interpretazione del giovane.

Prospect Park a New York
Il suicidio di Buckel è avvenuto alle prime luci dell’alba di sabato nel parco Prospect, a poca distanza dalla sua abitazione. “Vi chiedo scusa per il disordine”, concludeva il biglietto lasciato da Buckel sul prato © Julian Madoz/Flickr

Un avvocato per l’ambiente

Dopo aver lottato per anni per i diritti di persone emarginate e ostracizzate, Buckel aveva negli ultimi anni iniziato a dedicarsi alla difesa dell’ambiente. L’uomo ha lavorato come giardiniere urbano ed ecologo al giardino botanico di Brooklyn, contribuendo a realizzare un programma di riciclaggio dei rifiuti organici basato solo sulle energie rinnovabili. Buckel ha deciso di terminare anzitempo la sua vita, in maniera fortemente simbolica, esortando le persone a condurre vite meno egoistiche per proteggere il pianeta, sperando che la sua morte potesse servire ad accendere le coscienze. “Cause nobili in vita esortano a cause nobili nella morte – ha scritto nel suo biglietto di addio. – Spero che la mia morte possa servire ad altri”.

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