L’orologio dell’apocalisse segna 100 secondi alla mezzanotte. Mai così vicini

Il gruppo di scienziati che dall’inizio della guerra fredda monitora i maggiori pericoli per la società umana avverte che il tempo per agire è quasi finito.

Il tempo è quasi scaduto. È questo il monito che arriva dal Doomsday clock (l’orologio dell’apocalisse), che ora segna soli 100 secondi alla mezzanotte, mai così vicino allo scadere simbolico del giorno, da quando è stato creato nel 1947. La minaccia nucleare dei primi giorni del 2020, la mancanza di un’azione decisa sui cambiamenti climatici e la minaccia di una guerra informatica, hanno fatto dare un balzo in avanti alle lancette.

orologio dell'apocalisse
I cambiamenti climatici sono una delle minacce più gravi che l’umanità deve affrontare secondo gli scienziati del Doomsday clock © Joe Raedle/Getty

Negli ultimi anni il tempo è letteralmente volato, passando dai tre minuti del 2015 agli attuali 100 secondi. Se nel 2019 le lancette del Doomsday clock non si erano mosse, negli anni precedenti sono avanzate di 30 secondi in 30 secondi. L’orologio è stato regolato nel 2017 a due minuti e mezzo alla mezzanotte, mentre l’anno precedente era a tre minuti.

“L’umanità continua ad affrontare due pericoli esistenziali simultanei – la guerra nucleare e i cambiamenti climatici – che sono aggravati da una guerra informatica che potrà indebolire la capacità della società di rispondere”, scrivono gli scienziati dell’organizzazione in una nota congiunta.La situazione della sicurezza internazionale è terribile, non solo perché esistono queste minacce, ma perché i leader mondiali hanno permesso alle infrastrutture politiche internazionali di diventare più deboli”.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato la propria volontà di uscire dall’Accordo di Parigi © Scott Olson/Getty Images

Nucleare, clima e disinformazione le principali minacce

Negli ultimi anni si è assistito ad un continuo deterioramento delle politiche di collaborazione tra le varie superpotenze mondiali, in particolare per quanto riguarda gli armamenti. Russia e Stati Uniti, dopo la fine della guerra fredda, non sono mai stati così distanti. Non solo, ma il ritiro degli accordi con l’Iran e i recenti venti di guerra che hanno soffiato in Medioriente, non hanno fatto altro che aumentare le preoccupazioni.

Ma sono i cambiamenti climatici a entrare con forza nel dibattito. “La consapevolezza pubblica della crisi climatica è cresciuta nel corso del 2019, in gran parte a causa delle proteste di massa dei giovani di tutto il mondo. Allo stesso modo, l’azione governativa sui cambiamenti climatici non è ancora all’altezza della sfida da affrontare”, scrivono gli scienziati. Manca infatti una reale risposta politica e degli impegni vincolanti per limitare le emissioni di CO2 in atmosfera. Tanto più i grandi “inquinatori” son quelli meno propensi a ridurre le emissioni. “Questa limitata risposta politica è arrivata durante un anno in cui gli effetti dei cambiamenti climatici causati dall’uomo si sono manifestati da uno degli anni più caldi mai registrati, da estesi incendi e dallo scioglimento più rapido del previsto del ghiaccio glaciale”.

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Stephen Hawking in compagnia dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama © Chip Somodevilla/Getty Images

Le tappe dell’orologio dell’apocalisse

Già nel 1949 ci si avvicinò di molto alla mezzanotte, essattamente a 3 minuti quando fu reso pubblico che i russi stavano testando un ordigno nucleare dando di fatto il via alla guerra fredda che durò fino al 1989. Ci sono stati anche periodi più distesi, ad esempio nel 1972 quando blocco americano e blocco sovietico firmarano il trattato di limitazione delle armi strategiche. Più recentemente anche Stephen Hawking prese posizione nel 2017, prevedendo che l’intera umanità avrebbe dovuto lasciare il pianeta entro un secolo. Quel che è certo è che la questione climatica ha dato una fortissima accelerazione al tempo, tanto che la nostra società non è mai stata tanto vicina al baratro.

 

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