Cosa sono i Pop, Persistent Organic Pollutants, banditi dalla Convenzione di Stoccolma

I Pop – inquinanti organici persistenti – sono sostanze chimiche che resistono a lungo nell’ambiente, si accumulano nella catena alimentare e provocano effetti negativi sulla salute. Alcuni saranno vietati, altri progressivamente ridotti.

Esistono sostanze chiamate inquinanti organici persistenti, prodotte industrialmente in tutto il mondo, che danneggiano la salute dell’uomo e l’ambiente. La convenzione di Stoccolma del 2001 si basa sul principio di precauzione e mira a garantire l’eliminazione sicura di tali sostanze, nonché riduzioni nella relativa produzione e uso.

Si chiamano Pop – Persistent Organic Pollutants gli inquinanti più diffusi nell’ecosfera. E fanno paura a partire dal nome, dal DDT alle diossine e PCB, da policlorur-dibenzo-P-diossine Ð PCDD, dibenzofurani Ð PCDF a PCB coplanari Ð Co-PCB.

Ognuno di essi persiste, permane e circola nell’ambiente ove è diffuso, nelle pozze d’acqua, nel terreno, nelle falde, nell’aria, per anni, per decenni.

I Pop sono poi assorbiti e s’accumulano nei tessuti grassi degli organismi biologici, animali (umani compresi, è ovvio) dove le concentrazioni possono ammontare fino a 70mila volte i livelli ambientali di background. Perciò si chiamano anche BCC (Bioaccumulative Chemicals of Concern).

Il primo serio passo per metterli al bando è stato compiuto a Johannesburg nel dicembre del 2000. Nel 2001 è stata adottata una convenzione mondiale entrata in vigore nel 2004. I firmatari sono 179, fra cui l’Unione europea.

Gli inquinanti organici persistenti danneggiano la salute dell’uomo e l’ambiente. La convenzione di Stoccolma si basa sul principio di precauzione e mira a garantire l’eliminazione sicura di tali sostanze, nonché riduzioni nella relativa produzione e uso.

La definizione di Pop: inquinanti organici persistenti

Gli inquinanti organici persistenti (Pop, Persistent Organic Pollutants) sono le sostanze inquinanti della peggior specie: non si biodegradano, si accumulano nei tessuti viventi, avvelenano tutto. Sono sostanze chimiche con determinate proprietà tossiche che resistono alla degradazione. Si accumulano negli organismi viventi, vengono trasportati dall’aria, dall’acqua e dalle specie migratorie e accumulate negli ecosistemi terrestri e acquatici. L’inquinamento provocato dagli inquinanti organici persistenti è un problema internazionale, transfrontaliero, che ha richiesto un’azione internazionale.

La lista dei Pop banditi in seguito alla Convenzione di Stoccolma contiene 12 di questi tremendi inquinanti, la cosiddetta ‘sporca dozzina’, tra cui PCB, i furani, le diossine e il DDT. Una lista che segna solo l’inizio e dovrebbe allungarsi progressivamente sempre di più.

  • Aldrin.
    Pesticida sparso al suolo per uccidere termiti, cavallette e altri pestiferi insetti. Puo’ anche uccidere uccelli, pesci, e gli esseri umani. In un incidente occorso di recente nella costa del Golfo del Texas, una partita di riso trattato con Aldrin ha sterminato centinaia di uccelli costieri.
  • Chlordane
    Usato intensivamente come insetticida a vasto spettro, il chlordane e’ uno dei veleni che impregna piu’ a lungo il terreno. Uccide uccelli, pesci e colpisce il sistema immunitario dell’uomo. Nei paesi occidentali era gia’ bandito. Nei paesi asiatici e’ molto usato.
  • DDT
    Il piu’ celebre dei POPs, il DDT fu usato largamente fin dalla seconda guerra mondiale, quando era irrorato sui campi per “sterilizzarli”, cioe’ per abbattere il rischio di malaria, tifo e altre malattie trasmissibili dagli insetti. Piu’ di 30 paesi hanno bandito il DDT, altri 30 cercano di ridurne l’uso. Un’esposizione a lungo termine e’ associata con malattie croniche nell’uomo, e tra gli uccelli causa sterilita’ o difficolta’ nella posa delle uova. Noi ce lo stiamo ancora mangiando.
  • Dieldrin
    Questo pesticida, usato perlopiu’ nei campi per il tessile, dimezza la sua presenza nel terreno (half-life) in cinque anni circa. e’ altamente tossico per i pesci e altri animali acquatici, tra cui le rane.
  • Diossine
    Composti chimici prodotti non intenzionalmente nei processi produttivi per imperfette combustioni, o nella produzione di pesticidi, di altri composti clorinati. Le maggiori quantita’ vengono rilasciate nell’ambiente dalle ciminiere degli inceneritori di rifiuti in citta’, negli ospedali, o di rifiuti industriali. Sono correlate a una serie di effetti avversi, disordini immunologici, enzimatici, linfatici. Il cibo di provenienza animale e’ la nostra maggior fonte d’approvvigionamento di diossine.
  • Endrin
    Un’insetticida assai amato dagli agricoltori. Lo spruzzavi, e ti liberavi in un colpo solo di insetti sgraditi, parassiti, e nel contempo di topi e altri roditori. Peccato che ti rovinava la salute. Avvelenava le falde acquifere, era mortale per i pesci. E persisteva nel terreno per 12 anni.
  • Furani
    Un altro prodotto di scarto dai processi di fabbrica. Simili alle diossine, anche negli effetti. Nel 1999 un camion cisterna contenente furani s’e’ ribaltato rovesciando il contenuto nel lagoÉ sono morti sei milioni di pesci. Il camionista, il messicano Irineo Montoya, lo hanno arrestato: era in stato d’ubriachezza. E non aveva la patente.
  • Heptachlor
    Diffusamente impiegato per uccidere gli insetti, lo si ritiene responsabile del declino di varie popolazioni di specie selvatiche, incluse l’anatra canadese e l’American kestrels nel bacino del fiume Columbia. Alte dosi sono fatali per i roditori, topi, castori, e per i conigli.
  • HCB
    Introdotto nel 1945 per trattare le coltivazioni, elimina funghi che possono decimare i raccolti. In Turchia hanno cominciato a usarlo negli anni ’50: e tra il ’54 e il ’59 intere fette di popolazione accusarono una varieta’ di sintomi, tra cui coliti emorragiche. In migliaia svilupparono un disordine metabolico chiamato porphyria turcica: dei casi emersi, 14 su cento morirono. L’HCB si trova ancora in cibi d’ogni tipo. In India la dose giornaliera media di questa sostanza potenzialmente letale che s’assorbono gli abitanti e’ 0.13 microgrammi per chilo.
  • Mirex
    Si puo’ usare come insetticida per formiche, o come additivo ignifugo (fire retardant) in plastica, gomma, materiale elettrico. Si puo’ anche usare per far venire il cancor a qualcuno. E’ cancerogeno.
  • Policloruri Bifenili (PCB)
    Composti usati nell’industria per fluidi-scambiatori di calore, trasformatori elettrici, additivi in vernici e plastica. Spesso concatenati a pericolose diossine, tossici per i pesci, connessi a malattie riproduttive e immunitarie in un numero di animali selvatici. Milioni di persone sono state, e sono, esposte al PCB attraverso la contaminazione del cibo. Il consumo di olio di riso contaminato da PCB in Giapppone nel 1968 e a Taiwan nel 1979 causo’ malattie della pelle, sintomi da fatica cronica, malattie digestive. Bambini nati da madri colpite fino a sette anni dopo l’incidente di Taiwan mostrarono patologie di sviluppo e comportamentali. Nel 1998 l’Europa fu attraversata dal disastro di polli, uova e maiali (prosciutti) con lati dosi di PCB. “E’ come se avessero condito la vostra insalata di pollo con olio di macchina usato”, titolavano i giornali.
  • Toxaphene
    Usato su cotone, cerealicolture, frutteti e orti. Altamente tossico. Trentasette paesi l’hanno bandito; altri 11 ne restringono l’uso. Contaminano l’aria, l’acqua, il suolo, entrano in circolo con l’evaporazione e le precipitazioni, i venti, penetrano nella catena alimentare e s’accumulano.

Cosa dice la Convenzione di Stoccolma

La convenzione stabilisce la cessazione della produzione, dell’uso, dell’importazione e dell’esportazione dei Pop, gli inquinanti organici persistenti.

L’obiettivo è ridurre al minimo e, laddove possibile, eliminare la produzione non intenzionale e il rilascio di inquinanti organici persistenti. A tale scopo i Paesi firmatari devono sviluppare piani d’azione e puntare all’uso di materiali, prodotti e processi sostitutivi.

Già così si tratta di una grande conquista perché i Paesi firmatari non potranno più produrre, utilizzare e rilasciare nell’ambiente queste sostanze. Sostanze che possono avere un impatto devastante sulla salute e sull’ambiente e causare proprio quei malesseri sociali sempre più diffusi, problemi al sistema riproduttivo e immunitario, squilibri nel sistema nervoso e ormonale, irregolarità di sviluppo o malattie ancora letali come i tumori.

Con il triste fioccare di ricerche scientifiche secondo cui queste sostanze vengono trasportate anche in posti isolati come l’Antartide, la comunità internazionale si è svegliata cercando di far aderire più nazioni possibile a un trattato che le mette al bando e che obbliga le aziende a segnalare la presenza di sostanze chimiche nocive nei prodotti.

Cos’è il principio di precauzione

Il principio di precauzione è un approccio alla gestione del rischio in base al quale, qualora vi sia la possibilità che una determinata politica o azione possa causare danno ai cittadini o all’ambiente e qualora non vi sia ancora consenso scientifico sulla questione, la politica o l’azione in questione non dovrebbe essere perseguita.

Anche se molte sostanze sono state vietate dalla Convenzione di Stoccolma, altre, invece, non sono ancora vietate eppure diffusissime nella quotidianità.

Sostanze tossiche vietate e non

  • PCB e DDT fanno parte dei prodotti chimici persistenti e bioaccumulabili e, in Europa, il loro uso è vietato già da molti anni. Nonostante questo sono ancora onnipresenti, vengono riscontrate per esempio negli esami del sangue o nelle carni dei pesci. I PCB risultano tutt’oggi tra i contaminanti più diffusi. Questo dimostra che dopo aver sentenziato un divieto ci vogliono molti anni per smaltire i danni.
  • Diossine e furani hanno proprietà e struttura chimica molto simile. Si formano in vari processi chimici e di incenerimento come sottoprodotto. Gli effetti sulla salute sono tra l’altro neuropatie, senso di affaticamento, depressione. Esposizioni a lungo termine portano al cancro del sistema respiratorio. Persistono nell’ambiente per molto tempo e si riscontrano in dosi alte negli animali acquatici, anche di posti non industrializzati. Normalmente le persone ne vengono contaminate attraverso il cibo animale. Vengono trasmesse con l’allattamento al seno.
  • Dieldrin, toxafene e clordano, insetticidi clorurati di prima generazione. Sono sostanze che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono provocare patologie acute o croniche fino ad effetti letali; sono resistenti alla degradazione nell’ambiente naturale e bioaccumulabili perché essendo liposolubili si concentrano nei tessuti adiposi ed in altri tessuti
    animali trasferendosi da un organismo all’altro lungo la catena alimentare fino a giungere all’uomo.

Sostanze tossiche non ancora messe al bando

  • Gli ftalati, esteri non alogenati derivati dell’acido ftalico, sono molto diffusi, prima di tutto come sostanze ammorbidenti nelle plastiche flessibili, ma anche nelle tappezzerie delle automobili, cablaggi e attrezzature mediche, come componenti di inchiostri, colle vernici, sigillanti, come fissativi e solventi nei profumi e in cosmetici. Da oltre 50 anni è riconosciuto la
    tossicità dei ftalati per il sistema riproduttivo maschile.
    Effetti tossici sul fegato e sui reni sono stati dimostrati, anche correlazioni tra l’asma nei bambini e la presenza di materiali contenenti ftalati. I controlli su uso e commercializzazione degli ftalati sono pochi, il più noto è comunque il divieto negli anelli da dentizione all’interno dell’Ue.
  • Perfluoroctani, si rintracciano facilmente nel sangue di umani e animali. Dagli anni ’50 sono ampiamente usati come emulsionante, in prodotti per la pulizia, per la pelle, negli shampoo e dentifrici, negli attrezzi da giardino, nelle chiusure lampo, per la produzione di Teflon e Goretex ecc. Sono nocivi per il sistema ormonale e il sistema nervoso e sono cancerogeni.
  • Paraffine clorurate a catena corta (SCCP), usate nelle vernici, nei rivestimenti e sigillanti, come ritardanti di fiamma nella gomma, in varie applicazioni industriali. Sono tuttora molto limitati i dati disponibili sulla distribuzione e sugli effetti di queste sostanze. Sono comunque altamente tossiche per i pesci e per l’ambiente marino. Sono classificati come cancerogeni di “categoria 3” e come pericolose per l’ambiente.
  • Fenoli, i cui vari composti sono presenti in tantissimi prodotti: shampoo e articoli di igiene personale, prodotti di pulizia, usati per la produzione di cd, caschi computer, bottiglie, gusci elettronici, lavorazione di pellami. Pesci e invertebrati acquatici sono particolarmente sensibili a questi prodotti in quanto provocano cambiamenti di sesso e anormalità dell’apparato riproduttivo. Bisogna tener presente che alla fine del ciclo vitale ogni prodotto finisce nell’acqua, sia di fiume, di mare o delle falde.

Gli effetti sulla salute dei Pop

Che effetto hanno questi POP sull’ambiente, e su di noi? Alcune risposte ce le suggerisce l’epidemiologia. Improvviso incremento nell’incidenza di tumori infantili negli ultimi 20 anni rispetto all’incidenza negli adulti. Il 40% degli americani di oggi svilupperà, nei prossimi anni, un tumore. Tessuti maggiormente coinvolti, seno, testicoli, prostata. Tumori e modificazioni cellulari precancerose in pesci in fiumi e baie ad alto inquinamento. Tasso pressoché raddoppiato di difetti genitali di nascita nei ragazzi Ð ipospadia Ð dal 1970 al 1993. Difetti genitali alla nascita e problemi di riproduzione correlati in specie selvatiche, problemi simili in aree anche molto distanti tra loro (se ne registrano tra gli alligatori e tra gli orsi polari). Problemi afferenti sviluppo e maturazione sessuale. Diversi studi epidemiologici hanno riscontrato forti correlazioni tra l’esposizione prenatale ai BCC (i POP) e un basso IQ, difficoltà di apprendimento, problemi comportamentali. Livelli epidemici di endometriosi, disturbo per cui i tessuti uterini migrano in altre locazioni nell’addome spesso causanti infertilità e dolori.

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