A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
Dalla Sicilia, un Presidio Slow Food dedicato ad un ormai rarissimo pane artigianale. Il pane nero di Castelvetrano.
La forma è quella di una pagnotta rotonda, che in
siciliano si chiama vastedda, la crosta è dura e color
caffè (cosparsa di semi di sesamo), la pasta è
morbida e giallo grano. Celebre in tutta la Sicilia, il pane di
Castelvetrano è diventato negli anni sempre più raro
e ha rischiato addirittura di scomparire per la sua
particolarità di essere cotto esclusivamente nei forni a
legna e di essere prodotto con grani siciliani macinati a
pietra.
Il suo colore deriva dalla materia prima. Si impasta miscelando
due farine, quella di grano duro siciliano e quella ricavata da
un’antica popolazione di frumento locale, la ?tumminìa?,
entrambi integrali e moliti con macine a pietra naturali. Ed
è proprio grazie alla rarissima tumminìa che il pane
di Castelvetrano diventa nero e straordinariamente dolce e gustoso,
con profumi intensi e un particolare aroma di tostato. Gli altri
ingredienti sono acqua, sale e lievito naturale (lu criscenti, la
madre).
Prima della cottura l’impasto deve lievitare a lungo. Ogni
fornaio ha un vecchio magazzino ben areato dove far seccare la
potatura degli olivi. Le fronde servono per alimentare i forni di
pietra. Il fuoco – vivace e brillante – arroventa le pareti e la
temperatura, nel punto più alto, raggiunge i 300°C. A
fiamme spente si ripulisce accuratamente il forno con una scopa di
palma nana (curina) dal manico molto lungo e si inforna il pane,
che cuoce lentamente e senza fuoco diretto via via che la
temperatura decresce. Quando il forno si è raffreddato, il
pane è cotto.
Il Presidio ha riunito i panificatori in un piccolo consorzio e
ora lavora in collaborazione con il Consorzio Ballatore per
ricostruire l’intera filiera: incrementando la coltivazione della
varietà locale di grano (la tumminìa), e ridando un
po’ di ossigeno ai numerosi mulini a pietra locali, attualmente
sottoutilizzati.
Responsabile del Presidio è Franco Saccà, tel. +39
0923 559490 – [email protected]
A cura della Fondazione Slow Food per la
Biodiversità Onlus
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
Il presidente de la Espriella vuole cancellare le entità di autogoverno delle comunità in Amazzonia e Chocò. Allarme per omicidi e sequestri.
MC0, progetto transfrontaliero Interreg France-Italia Alcotra, accompagna le Pmi della filiera dei Servizi alla montagna verso un processo di decarbonizzazione.
Il boom degli affitti brevi e l’impennata dei prezzi delle case rende difficile trovare una casa in Cornovaglia. Molti scelgono di trasferirsi in furgone.
Se le donne tendono a sentire più freddo degli uomini, è tutta colpa di un retaggio di sessant’anni fa.
Anche il mondo accademico discute della possibilità di riformare lo Statuto di Roma per inserire tra i crimini contro l’umanità quelli ambientali.
Siamo stati in Albania insieme a Cesvi per raccontare la storia e il futuro del fiume Vjosa, uno degli ultimi fiumi liberi d’Europa. Il podcast è disponibile su tutte le piattaforme di streaming.
Grazie al progetto MC0 di Interreg-Alcotra, lo strumento LISE accompagna la filiera aromi e profumi verso la decarbonizzazione.
Dopo Milano, il progetto realizzato con LifeGate nell’ambito della Water Defenders Alliance arriva nel porto toscano. Obiettivo: prevenire l’inquinamento delle acque attraverso una tecnologia in grado di assorbire oli e idrocarburi.