Narges Mohammadi è stata condannata a sette anni di carcere per il suo attivismo contro il regime dell’Iran. Prosegue intanto la repressione nel paese dopo le proteste di inizio anno.
Sunčica Kovačević e Sara Tuševljak, due attiviste per l’ambiente della Bosnia ed Erzegovina, vanno a processo a Sarajevo con l’accusa di diffamazione. L’editoriale del portavoce di Amnesty International Italia.
Siamo ancora una volta di fronte a una Slapp (l’acronimo, che ricorda il suono di uno schiaffo, sta per Strategic lawsuit against public participation), un’azione legale che tende a bloccare la partecipazione alla vita pubblica attraverso cause per diffamazione in cui si richiede un risarcimento esorbitante. Sunčica e Sara hanno espresso pubblicamente la loro preoccupazione per il potenziale impatto di una centrale idroelettrica sul fiume Kasindolska e sull’ecosistema locale. A citarle in giudizio per diffamazione è l’impresa idroelettrica Buk, di proprietà della belga Green invest. Non è la prima denuncia, bensì la terza, nel giro di pochi mesi, con tanto di richiesta di 7.500 euro di risarcimento danni.
Sunčica e Sara fanno parte di un attivismo giovanile sempre più vivace che cerca di contrastare la prassi della concessione indiscriminata di licenze, da parte del governo bosniaco-erzegovese, per lo sfruttamento di risorse naturali a vantaggio di imprese multinazionali. Alla vigilia del processo, Sunčica ha pubblicato questo commento: “Questa infondata denuncia per diffamazione proviene da un’impresa che ha sede in Belgio e che non ha alcuna voce in capitolo sull’ambiente della Bosnia ed Erzegovina. Non conosce il nostro fiume, la sua bellezza né tanto meno i danni che la centrale idroelettrica causerebbe all’ambiente e alla foresta. È come se pretendesse di avere più diritti sul fiume rispetto a noi che ci siamo nate e vissute”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Narges Mohammadi è stata condannata a sette anni di carcere per il suo attivismo contro il regime dell’Iran. Prosegue intanto la repressione nel paese dopo le proteste di inizio anno.
Il presidente Donald Trump ha dato sempre più poteri all’Ice. Questo si è tradotto in retate anti-immigrazione molto violente e al di fuori della cornice legale.
Il presidente Donald Trump ha lanciato un grande piano di investimenti per impossessarsi del petrolio del Venezuela. Ma le aziende del settore non sono convinte.
Da fine dicembre in Iran sono esplose profonde proteste. La miccia è stata la crisi economica ma ora i manifestanti chiedono la fine del regime, che ha risposto con la violenza.
Il Belgio è uno dei paesi più esposti ai cambiamenti climatici. Le dune-diga sono una soluzione per fermare l’innalzamento dei mari.
Un nuovo progetto idroelettrico sul fiume Chhujung rischia di stravolgere la vita degli indigeni Bhote-Lhomi Singsa del Nepal. Che si stanno battendo per fermarlo.
Il progetto era fortemente contestato da associazioni ambientaliste e comitati cittadini. Alla fine il Guggenheim di Bilbao ha fatto un passo indietro.
I trattori hanno invaso la capitale europea per protestare contro l’accordo commerciale tra l’Ue e il Mercosur. La ratifica è stata rinviata a gennaio.
La misura è valida per tutta la Spagna e comprende autobus e treni a media percorrenza e suburbani. Sono esclusi per ora i trasporti pubblici locali.
