L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Una fortissima ondata di caldo sta colpendo da settimane il Giappone e potrebbe durare fino alla fine di luglio.
Il Giappone sta affrontando un’ondata di caldo eccezionale. L’arcipelago dal 9 luglio scorso è una fornace: in particolare le regioni occidentali stanno sperimentando temperature mai raggiunte da quando i dati vengono misurati con regolarità, ovvero dal 1880. A Kyoto, ad esempio, la temperatura ha superato i 38 gradi centigradi.
La media dalla prima decade di luglio è di 35 gradi nella nazione asiatica, ovvero dieci gradi in più del normale. E le previsioni meteorologiche indicano che il fenomeno potrebbe durare fino alla fine del mese, comportando “un grave pericolo per la salute pubblica”.
Più di diecimila persone sono state già ricoverate in tutto il paese e i morti legati al caldo estremo sono ormai 30. I tassi di umidità particolarmente elevati, infatti, stanno incrementando la sensazione di caldo: così i 34 gradi raggiungi nel fine settimana nella capitale Tokyo sono stati percepiti come 40 dalla popolazione.
Ma la situazione più difficile è senza dubbio quella delle 4.400 persone evacuate a seguito delle inondazioni e degli smottamenti che hanno provocato 218 morti e dodici dispersi all’inizio di luglio. A ciò si aggiungono i problemi riscontrati da parte di militari, soccorritori e volontari che ancora lavorano nella zona per liberare le case dal fango.
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