Animal Equality

Perché bisogna cambiare le leggi europee sul trasporto degli animali vivi

Ogni anno, più di un miliardo di animali vivi viene trasportato all’interno dell’Unione europea. Per tutti questo significa solo sofferenza.

Secondo le indagini di tante organizzazioni per la protezione degli animali, tra cui proprio Animal Equality, l’applicazione del regolamento europeo sui trasporti – che ha lo scopo di evitare lesioni o sofferenze indebite durante il trasporto degli animali vivi in Europa e verso Paesi terzi – negli anni si è rivelata molto scarsa. Per miliardi di animali all’anno, le strade europee rappresentano un vero e proprio viaggio della morte.

I viaggi quindi, dopo le sofferenze in allevamento, rappresentano l’ennesima tortura per questi animali, destinati a morire al macello. Animal Equality, grazie al lavoro investigativo e di pressione politica, ha messo in luce numerose problematiche legate al trasporto, ma ha deciso anche di continuare ad agire insieme ad altre organizzazioni proprio a livello europeo, per cambiare per sempre questa situazione.

Cosa succede durante il trasporto di animali vivi

Quello che sappiamo attraverso le investigazioni svolte dalle organizzazioni per la protezione degli animali è che i viaggi a cui gli animali sono sottoposti possono durare diversi giorni o addirittura settimane, esponendoli a gravi sofferenze, disidratazione, lesioni, malattie e persino alla morte. Questa è la sorte che ogni anno investe più di un miliardo di animali che vengono trasportati vivi all’interno dell’Unione europea, più di tre milioni nel caso degli animali esportati dall’Europa verso Paesi terzi.

Via terra o via mare, le condizioni che riguardano i trasporti degli animali ancora in vita sono tragiche. Essere ammassati come oggetti in camion rumorosi e privi di spazi adeguati è un’esperienza innaturale e altamente stressante per gli animali, che sono costretti a sopportare lunghi periodi senza riposo, cibo e acqua arrivando così a destinazione esausti e feriti.

Durante le traversate via mare, oltre ai lunghi tempi di percorrenza, agli spazi angusti, alla sporcizia e alla malnutrizione, la prassi è quella di gettare in acqua i corpi degli animali che muoiono. Il regolamento europeo non prevede la presenza obbligatoria di un veterinario a bordo né la tenuta di un registro degli animali deceduti durante il viaggio. Pertanto, non è possibile attestare il tasso di sopravvivenza degli animali trasportati nel corso di questi viaggi infernali.

L’indagine condotta a partire da dicembre 2020 in Spagna proprio da Animal Equality e Animal welfare foundation ha messo in luce pratiche terribili relative al trasporto via nave nel Mediterraneo. Dall’investigazione è emerso infatti che due navi dirette verso l’Arabia Saudita e partite da Cartagena e Terragona, dopo tre mesi di navigazione, ospitavano ancora la maggior parte degli animali a bordo in condizioni terribili, al punto che sono stati tutti abbattuti appena rientrati in Spagna. Alcuni di questi animali invece sono morti in viaggio, a causa delle condizioni pessime, e sono stati scaricati in mare per essere nascosti agli occhi delle autorità, in modo completamente illegale.

Come evidenziato dagli organismi scientifici – e come dimostra anche questa storia terribile delle navi Karim Allah ed Elbeik –, il trasporto di animali vivi comporta gravi rischi per la salute pubblica a causa della possibile diffusione di malattie. Le evidenze scientifiche dimostrano che lo stress associato ai maltrattamenti e al trasporto indebolisce il sistema immunitario degli animali, rendendoli più vulnerabili alle malattie. Anche questo è un costo nascosto di un sistema di trasporti ingiusto e crudele, ma soprattutto pericoloso.

Una foto scattata a bordo della Karim Allah
Una foto scattata a bordo della Karim Allah © Animal Equality

Cosa propongono Animal Equality e le altre organizzazioni per gli animali

Fin dalla sua fondazione, Eurogroup for animals – organizzazione con sede a Bruxelles che rappresenta 70 associazioni per la protezione degli animali in 26 Stati membri dell’Ue, Svizzera, Serbia, Norvegia, Australia e Stati Uniti – si è adoperata per garantire una protezione efficace di tutti gli animali trasportati.

Nel 2007 è entrato in vigore il regolamento del Consiglio 1/2005 – conosciuto anche come Regolamento europeo sui trasporti – che ha lo scopo di evitare lesioni o sofferenze agli animali vivi durante il loro trasporto in Europa e all’estero. Tuttavia, secondo numerose indagini, le violazioni di questo regolamento sono molto frequenti e fonti scientifiche hanno riferito che le sue disposizioni sono spesso inadatte a garantire una protezione efficace per gli animali trasportati.

Un gruppo di agnelli schiacciati su un camion che li trasporta verso il macello in Italia
Un gruppo di agnelli schiacciati su un camion che li trasporta verso il macello in Italia © Animal Equality

Il problema è complesso. Secondo l’Eurogroup, mancano disposizioni specifiche in grado di tutelare ciascuna specie coinvolta nel trasporto e la volontà da parte di alcuni Stati membri di agire secondo raccomandazioni ufficiali. Ma non solo, in assenza di un’opportuna preparazione degli operatori che hanno a che fare con gli animali e di sistemi di segnalazione che permettano di affrontare in modo efficace le violazioni del regolamento stesso, il regolamento stenta ad essere applicato. E gli animali soffrono.

Per questi motivi, Eurogroup for animals ha pubblicato un Libro Bianco in risposta agli obiettivi dichiarati della Commissione europea di rivedere il regolamento sui trasporti per allinearlo alle più recenti evidenze scientifiche, ampliarne il campo di applicazione, renderlo più facile da applicare e garantire un livello più elevato di benessere degli animali.

Secondo il documento di Eurogroup, la Commissione dovrebbe favorire un maggiore rispetto e una più frequente applicazione del regolamento sui trasporti attraverso tre linee d’azione principali:

  1. Stabilire corsi di formazione obbligatori per consentire al personale coinvolto nelle operazioni di trasporto di riconoscere e alleviare i segni di stress fisici e psicologici degli animali
  2. Garantire il benessere di tutti gli animali trasportati fornendo definizioni chiare e disposizioni specie-specifiche a cui gli operatori, le autorità competenti e la Commissione europea devono attenersi
  3. Istituire un sistema di monitoraggio centralizzato e armonico in merito al regolamento

La campagna No animal left behind: perché però bisogna fare di più

Ma una riformulazione del regolamento dei trasporti non basta. I membri di Eurogroup for animals chiedono infatti all’Unione europea di vietare tutti i viaggi di lunga distanza per gli animali allevati a scopo alimentare e di introdurre regole su misura per suini, bovini, pecore, conigli, polli e ogni altra specie al fine di limitare la loro sofferenza in tutti gli altri viaggi inevitabili.

Per garantire davvero un cambiamento sostanziale anche in termini di benessere animale e il rispetto reale dei loro diritti, è stata lanciata la campagna No animal left behind promossa da numerose organizzazioni per la protezione degli animali in tutta Europa, tra cui Animal Equality.

Clicca qui per saperne di più e per firmare la petizione alla Commissione europea.

Un gruppo di pecore durante il trasporto di animali vivi
Mancano ancora disposizioni specifiche in grado di tutelare ciascuna specie coinvolta nel trasporto © Animal Equality

La campagna ha come scopo quello di mettere pressione alla Commissione europea, che sta revisionando tutta la legislazione Ue sugli animali, per fare in modo che vengano introdotti dei miglioramenti sostanziali importantissimi, tra questi proprio quelli sui trasporti.

Chiediamo che la Commissione vieti il trasporto di animali vivi nei paesi extra Ue e che vieti anche quelli sul territorio europeo sulle lunghe distanze. Bisogna fermare quanto prima le atrocità del trasporto di animali vivi.

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