Animal Equality

Lo sfruttamento delle cavalle incinte in Islanda

Le cavalle incinte vengono sfruttate per il loro sangue per estrarre l’ecg, un ormone usato per farmaci veterinari in uso negli allevamenti intensivi.

Migliaia di cavalle incinte in Islanda vengono sfruttate in quelle che vengono chiamate “fattorie del sangue”, allevamenti dove viene prelevato il loro sangue per ottenere l’ecg (gonadotropina corionica equina), un ormone prodotto durante la gravidanza che viene utilizzato poi in farmaci ad uso veterinario impiegati negli allevamenti per indurre le scrofe a dare alla luce sempre più maialini, destinati poi al macello.

Anche noi di Animal Equality Italia, in quanto membri attivi di Eurogroup for animals e partner di Animal welfare foundation (Awf) in numerose inchieste, ci uniamo all’appello per vietare l’importazione nell’Unione europea di questo ormone frutto di una procedura crudele.

Cosa succede alle cavalle incinte

Nelle fattorie del sangue alle giumente  vengono prelevati ogni settimana cinque litri di sangue, per un massimo di dieci settimane, e non senza problematiche. Pochi giorni fa una nuova inchiesta di Awf ha rivelato infatti cosa succede in Islanda, svelando un business che coinvolge circa 100 stabilimenti e cinquemila cavalli islandesi.

Gli investigatori hanno scoperto una serie di violazioni del benessere degli animali, con le registrazioni fatte da Awf che mostrano gli operatori che picchiano i cavalli e usano i cani per spostarli, scene di vera crudeltà e orrore. I puledri che nascono da queste cavalle non sono più fortunati: i maschi vengono subito mandati al macello, mentre le femmine seguono la sorte delle madri.

I prezzi dei puledri, infatti, sono al minimo storico e lo sfruttamento delle giumente per il loro sangue è diventato molto più redditizio, stimolando ulteriormente la crescita di questo settore.

“Il trauma continuo imposto alle cavalle per la raccolta del sangue allo scopo di aumentare le gravidanze di altri animali allevati in strutture intensive in tutta Europa accende l’ennesimo segnale di allarme sul funzionamento e l’impatto degli allevamenti intensivi: nonostante i divieti, l’industria della carne sfrutta gli animali in un ciclo continuo di sofferenza per autoalimentarsi”, ha dichiarato Alice Trombetta, direttrice esecutiva di Animal Equality Italia.

La sofferenza delle cavalle incinte per alimentare gli allevamenti intensivi

Il vero lato assurdo di questo sistema, infatti, è che l’ecg prelevato dalle cavalle incinte viene utilizzato per la produzione di farmaci veterinari impiegati negli allevamenti intensivi, principalmente nel settore suinicolo.

In pratica l’ormone serve a far incrementare la fertilità delle scrofe confinate negli allevamenti intensivi che così possono dare alla luce un maggior numero di cuccioli destinati poi all’ingrasso e alla macellazione.

Il problema è stato “spostato” in Europa

Fino ad alcuni anni fa i principali hub di produzione dell’ecg erano in America Latina, in Argentina e Uruguay, ma dopo diverse inchieste che hanno mostrato le terrificanti condizioni in cui gli animali erano costretti nelle fattorie del sangue in questi paesi, diverse case farmaceutiche hanno dichiarato di non avvalersi più delle importazioni dal Sud America. Il problema però non è stato risolto, ma semplicemente “spostato” in Europa, in luoghi come quelli investigati da Awf.

In Islanda le condizioni delle cavalle sono le stesse dell’Argentina e dell’Uruguay. Ed è ancora più grave perché siamo in Europa, dove ci sono norme che vietano queste pratiche. Per questo insieme a tante altre organizzazioni internazionali per il benessere degli animali, chiediamo che ora venga vietata l’importazione e la produzione interna di ecg.

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