La stima è di una revisione di Pesticide Action Network che contro l’avvelenamento da pesticidi chiede lo stop alle sostanze tossiche e alternative più sicure.
Il Consorzio di esportatori della Nuova Zelanda (OPENZ) ha annunciato che la Nuova Zelanda ha avuto dall’Unione europea l’OK ufficiale per le esportazioni di cibi bio in Europa. Il riconoscimento ufficiale e l’inserimento nell’ “elenco dei paesi terzi” sono il frutto di un lavoro da due anni. L’inserimento in questo elenco attesta che c’è un
Il Consorzio di esportatori della Nuova Zelanda (OPENZ) ha
annunciato che la Nuova Zelanda ha avuto dall’Unione europea l’OK
ufficiale per le esportazioni di cibi bio in Europa.
Il riconoscimento ufficiale e l’inserimento nell’ “elenco dei paesi
terzi” sono il frutto di un lavoro da due anni. L’inserimento in
questo elenco attesta che c’è un accordo di governo fra la
Commissione Europea e la NZFSA. Il programma faciliterà
l’accesso dei prodotti bio esportati in Europa, poichè
eviterà la necessità per gli esportatori della Nuova
Zelanda di dover richiedere le autorizzazioni all’importazione dai
diversi Paesi all’interno dell’UE. Nel contempo la Nuova Zelanda
fornisce una garanzia ufficiale all’UE che i prodotti organici
esportati dalla nuova Zelanda sono stati prodotti secondo le regole
equivalenti alle leggi europee.
Il direttore dell’Autorità di sicurezza alimentare
neozelandese (NZFSA), Tim Knox, ha detto che la nuova Zelanda
è tra i paesi nel mondo che ha una più vasta gamma di
prodotti biologici da esportare, dai prodotti caseari, alla frutta,
al miele.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La stima è di una revisione di Pesticide Action Network che contro l’avvelenamento da pesticidi chiede lo stop alle sostanze tossiche e alternative più sicure.
Alcuni agricoltori del Kansas, supportati dal Land Institute, stanno sperimentando la coltivazione del Kernza, cereale perenne che resiste meglio agli eventi estremi e sequestra più carbonio.
È un progetto di ricercatori di Città del Capo che ripulisce le acque di un fiume con pietre, legno e sassi e consente di irrigare gli orti di una comunità in espansione.
Alcuni scienziati italiani sostengono che un microbiota alterato anticipa il manifestarsi di malattie croniche. Sottolineando il potenziale di prevenzione, chiedono nuove norme per i cibi ultra-processati.
Si chiama “climateflation” l’inflazione dovuta agli eventi climatici estremi: numerosi beni alimentari vedranno i prezzi salire fortemente.
Secondo un rapporto di Greenpeace, c’è il rischio che il cibo riscaldato in contenitori di plastica venga contaminato da microplastiche.
Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
Al via un progetto per restituire vita, produzione e cura del paesaggio alla villa dell’ex imperatore romano.
Per Greenpeace i piani di espansione di Jbs sono incompatibili con gli obblighi dell’azienda in materia di clima e biodiversità e sta portando la causa al tribunale olandese.