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La Cina ha imposto la chiusura di numerosi campi da golf costruiti illegalmente. Una scelta dettata da ragioni ambientali ma anche da motivazioni politiche.
Togliete le bandierine, tappate le buche e andatevi a cercare un altro campo. O un altro sport. La Cina ha ordinato la chiusura di più di cento campi da golf costruiti illegalmente, su un totale di poco meno di 700 presenti nell’immenso territorio del paese asiatico.
https://www.youtube.com/watch?v=0o8gPPPo5Y4
Nel 2004, infatti, il governo di Pechino aveva introdotto una norma che imponeva il divieto di costruzione di nuovi campi da golf a livello nazionale. All’epoca, non se ne contavano più di 200 complessivamente, ma nonostante lo stop decretato dall’esecutivo, il numero è da allora quasi triplicato. La legge, dunque, secondo le autorità non è stata rispettata: le prospettive di business legate alla forte domanda in arrivo da parte dei ricchi cinesi hanno spinto infatti molti ad infrangere le regole.
Per questo la Commissione nazionale per lo Sviluppo e le Riforme ha deciso di rilanciare la questione. In particolare, l’organismo governativo ha denunciato il fatto che numerosi campi da golf sono stati costruiti all’interno di riserve naturali, o in zone sottoposte a particolari regole di tutela ambientale (in particolare per quanto riguarda le falde acquifere).
China shuts down over 100 golf courses in crackdown on ‘sport for millionaires’ https://t.co/2lOpZYmeQb
— The Independent (@Independent) 23 gennaio 2017
Ma i rapporti tra il golf e la Cina risultano in realtà difficili da parecchio tempo. Era il 1949 quando Mao Zedong decideva di imporre un divieto totale alla disciplina: essa era considerata infatti uno “sport per milionari”. Più di recente, nell’ottobre del 2015, il Partito comunista cinese ha fatto rientrare la questione nell’ambito della campagna anti-corruzione voluta dall’attuale presidente Xi Jinping. Quest’ultimo ha inoltre inserito la pratica del golf nella lista dei comportamenti considerati come “violazioni disciplinari” per tutti coloro che risultano iscritti al partito (ovvero circa 88 milioni di persone).
Allo stesso modo, nel corso del 2016, la provincia del Guangdong ha chiesto ai suoi funzionari di mostrare il buon esempio, astenendosi dal praticare lo sport. Mentre la compagnia aerea China Southern ha smesso di ricompensare con soggiorni vicini a campi da golf i propri clienti migliori.
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