I climatologi negano l’esistenza di Donald Trump

Un gruppo di 500 climatologi e scienziati, riuniti a Parigi la scorsa settimana, ha messo in dubbio l’esistenza di Trump. La finta provocazione è stata pubblicata da un blog olandese.

Il mondo scientifico nega l’esistenza di Donald Trump. Cinquecento tra climatologi, geologi e scienziati vari si sono riuniti la settimana scorsa a Parigi per discutere sull’esistenza del “presunto 45° presidente degli Stati Uniti”. La notizia chiaramente a sfondo satirico è apparsa sul blog olandese Het beleg van Antwerpen.

La convention dei climatologi

Dal blog si legge che molti specialisti di rilievo rimangono scettici sulla reale esistenza di Trump, sebbene il fenomeno politico abbia avuto particolare risalto sulla stampa e i media in generale negli ultimi anni e, secondo diverse fonti, sia stato “osservato” anche in Europa.

trump climatologi parigi
Fin da quando Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti, i climatologi e gli esperti politici hanno vivacemente discusso circa la sua effettiva esistenza © Het beleg van Antwerpen.

“Non c’è niente di nuovo sui negazionisti di Trump”, ha detto Albert de Gier, responsabile del dipartimento di Meteorologia dell’Università di Amsterdam. “Ma è terribilmente frustrante vedere come i negazionisti rimangano ostinati davanti alle prove più concrete. Se si osservano i fatti, si può concludere che […] l’impatto dell’uomo sia diventato innegabile e sempre più irreversibile. Diviene quindi di fondamentale importanza che la comunità scientifica faccia luce su questi risultati per garantire la sopravvivenza del nostro pianeta”.

trump inaugurazione
La provocazione del post continua: la relativa scarsità di osservatori e testimoni oculari della cerimonia di insediamento di Trump che si è tenuta a gennaio è una prova della sua inesistenza? © Het beleg van Antwerpen

Migliaia di esperti del clima di tutto il mondo – si legge sempre nel post – sono prudenti, se non evidentemente recalcitranti, sulla verificabilità dell’esistenza del personaggio americano, mentre le campagne di sensibilizzazione, sempre più pressanti, sono state disinvoltamente etichettate e accantonate come ‘propaganda politica’ o classificate come ‘allarmistiche’.

trump manifestanti
Il post del blog olandese continua nel gioco affermando che anche molti cittadini americani rimangono dubbiosi sul fatto che il loro presidente possa effettivamente far parte dei fenomeni fisici osservabili © Het beleg van Antwerpen

C’è scetticismo tra gli scienziati sull’esistenza di Trump

Jack Schitt (che in inglese potrebbe essere male interpretato), la cui carica fittizia è di fenomenologo britannico, ha guidato per anni la campagna “Verità su Tump” ed è stato uno dei principali relatori alla conferenza di Parigi. “Il modo in cui i mezzi di informazione e i cosiddetti ‘esperti’ hanno cercato di fare il lavaggio del cervello alle masse con la paura di Donald Trump è semplicemente ridicolo”, ha detto Schitt.

“Bene, tutto è partito come una narrazione semi-plausibile di un magnate immobiliare invischiato in operazioni finanziarie non ben definite, ma presto il tutto è degenerato in una caricatura semplicistica di una star di un reality show dal temperamento hitleriano che in modo inspiegabile è arrivato nell’ufficio più potente del mondo. Dobbiamo credere che un individuo così assurdo, detestabile e probabilmente anche malato possa avere un ruolo nella politica internazionale dei giorni nostri? In quale genere di fottuto universo pensano che viviamo? Voglio dire, cerchiamo di essere seri!”

trump papa francesco
Il blog annuncia la pubblicazione di una finta enciclica da parte di Papa Francesco in cui chiede di non sottostimare l’esistenza di Donald Trump. Nel blog si legge la finta dichiarazione: “La chiesa rispetta le scoperte e i dubbi della comunità scientifica, ma chi si è trovato vicino ad una presenza opprimente come la sua, sa che deve realmente esistere” © Het beleg van Antwerpen

La chiusa del post arriva addirittura a ipotizzare che i leader politici di tutto il mondo hanno seguito con molta attenzione i lavori del vertice, anche solo per valutare se e in quale misura dedicare altro tempo e risorse per continuare i loro negoziati con un capo di stato che probabilmente non esiste. Questa la piccola vendetta divertente della comunità scientifica nei confronti di chi continua a non voler affrontare una delle minacce più gravi del nostro secolo: i cambiamenti climatici.

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