Doppio allarme delle associazioni ambientaliste: tagliati i fondi alle Regioni per il ripristino della natura, ritardi sulla giustizia climatica.
La coccinella arlecchino è stata introdotta come insetto antagonista nella lotta agli afidi. In pochi anni ha fatto diminuire le coccinelle locali
La coccinella arlecchino (Harmonia axyridis) viveva beata negli sterminati territori del continente asiatico, finché un bel giorno alcuni entomologi americani pensarono bene di violare la sua privacy e di mettersi a osservarla. Come sapete le coccinelle sono delle bestie feroci che divorano gli afidi, i famigerati pidocchi delle piante. Figuratevi lo stupore di questi entomologi alla scoperta che la coccinella arlecchino non solo era feroce come le sorella, ma era addirittura l’apocalittica bestia delle bestie, la numero uno di cattiveria. Infatti, se una coccinella normale si mangia circa 50/60 afidi al giorno, quella arlecchino se ne sbafa almeno 100.
Gli entomologi americani non si limitarono allo stupore, ma monetizzarono la scoperta: “potremmo allevare questa coccinella e liberarla nei campi infestati dagli afidi per ottenere delle piante sane senza dover usare i pericolosi insetticidi”, pensarono immediatamente. Detto fatto: dopo pochi mesi in California gli entomologi costruirono un piccolo insettario per studiare la biologia di questo insetto. E anche questa volta la mascellona degli entomologi americani era destinata a cadere per lo stupore: le coccinelle arlecchino avevo l’abitudine di passare il loro tempo libero ad accoppiarsi e a fare uova. Il risultato di tale attività era una prolificità impressionante. Dallo stupore alla pratica il passo è breve, tanto che questa coccinelle venne allevata in massa e liberata nei campi a secchiate; trascinati dall’entusiasmo americano, anche gli entomologi europei iniziarono ad allevare e a rilasciare questa coccinella.
Questa coccinella è talmente bestiale e prolifica che in pochissimi anni è riuscita a far diminuire le popolazioni delle coccinelle locali e ad invadere sia le campagne sia le città. Tra l’altro, al sopraggiungere dell’inverno, la coccinella arlecchino tende ad aggregarsi vicino alle case. E questo fenomeno lo possiamo osservare proprio in questi giorni soprattutto nel nord Italia. È per questo motivo che prende il nome di Halloween beatle, perché si fa notare soprattutto nei giorni prossimi al 31 ottobre, la festa di Halloween appunto.
Si chiama anche coccinella arlecchino perché può presentare tanti colori proprio come la famosa maschera bergamasca. Mentre le nostre sono tendenzialmente rosse con i puntini neri, quella arlecchino può essere rossa con i puntini neri, nera con i puntini rossi o bianchi, arancione con i puntini neri, tutta rossa, tutta arancione.
Dovete sapere che la natura ha una fenomenale capacità di riprendere il proprio equilibrio. E quindi già da qualche anno, le popolazioni delle coccinelle locali stanno aumentando mentre quelle della coccinella asiatica stanno diminuendo. Vedrete che tra qualche anno la coccinella arlecchino sarà solo una tra le tante e non l’unica come si sta verificando attualmente.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Doppio allarme delle associazioni ambientaliste: tagliati i fondi alle Regioni per il ripristino della natura, ritardi sulla giustizia climatica.
Con il progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi del settore della meccatronica hanno avviato la decarbonizzazione.
A chiedere di non considerare più gli orsi bruni come “specie fortemente protetta” sono Romania, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Finlandia.
Via libera del Senato al disegno di legge che allarga le aree venatorie, allunga i calendari, depotenzia l’Ispra e aumenta le specie cacciabili.
Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
Gran parte dell’Europa occidentale sta già facendo i conti con temperature che in molte città sfiorano o superano i 35 gradi.
Grazie al progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi hanno avviato un processo di decarbonizzazione. Anche per il settore agroalimentare.
L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
