Come suona il ritmo circadiano del sonno

Il batterista di Björk ha composto un album per raccontare le diverse fasi del sonno e in particolare la sua privazione, a causa degli incessanti tour come musicista.

Il polistrumentista austriaco Manu Delago, pioniere dell’hang (o handpan) e batterista storico di Björk e Òlafur Arnalds, ha creato un album per ripercorre i vari cicli del sonno: la fase REM, il sonno leggero, il sonno profondo e il brusco risveglio.

Musica per mancanza di sonno

Circadian, il suo ultimo lavoro pubblicato il 13 settembre dall’etichetta indipendente One Little Indian, si ispira al concetto dei ritmi circadiani individuali, cioè le variazioni cicliche delle proprie attività biologiche, su cui si basa il sonno.

Un tema che ha interessato da vicino il musicista e compositore, vista la mancanza di sonno che ha accusato durante gli interminabili tour degli ultimi mesi, nei quali si è esibito con Björk, Olafur Arnalds, Cinematic Orchestra e Anoushka Shankar, ma anche con la propria band.

“Prima di realizzare questo album – spiega Delago in una nota stampa – ho attraversato una fase molto intensa di tour viaggiando più volte in cinque continenti diversi, per vari mesi e senza interruzioni. Mi sembrava letteralmente di andare a suonare con quattro band contemporaneamente, così nei miei sogni la musica e i collaboratori hanno iniziato a mescolarsi. Ho trovato interessante come il mio cervello stesse cercando di digerire tutte queste esperienze nelle poche ore di riposo. In effetti, durante il sonno REM il cervello è molto creativo. In quel periodo così stressante, ho consapevolmente iniziato ad apprezzare il sonno e a capire quanto esso contribuisca a superare qualsiasi sfida”.

Manu Delago ha dedicato una canzone a un gufo, dopo averne incontrato uno in casa a tarda notte
Manu Delago con un gufo per amico © Pascal Triponez

L’incontro ravvicinato con un gufo

Delago non scrive, né suona, musica per addormentarsi. Piuttosto lo fa per riflettere sulla scelta di alzarsi dal letto quando non si riesce più a dormire, ma anche per sfruttare al massimo quell’energia che si crea quando la coscienza diventa flusso, quando realtà e immaginazione si fondono.

Tra le esperienze notturne più insolite narrate attraverso i suoni di Circadian, c’è quella del primo singolo The Silent Flight Of The Owl, uscito lo scorso luglio, che celebra ed emula il suono delle ali del gufo in volo grazie a strumenti a fiato in legno: “Qualche anno fa ho avuto un incontro con un gufo – racconta – mentre mi lavavo i denti a tarda notte. Il gufo è atterrato a un metro di distanza da me appena fuori dalla finestra, sulla sporgenza. È molto insolito che i gufi si avvicinino così tanto. Quando l’ho detto ai miei vicini di casa non mi hanno creduto. A essere sincero, non sono ancora del tutto sicuro che l’incontro con il gufo sia realmente avvenuto, o se invece si sia trattato di un sogno”.

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L’omonima traccia di apertura è un continuo ripetersi dello stesso modello di ventiquattro note, con qualche variazione ritmica che simboleggia l’imperfezione dei ritmi umani nell’arco delle ventiquattro ore. Tutti hanno variazioni a questi ritmi. Nel caso di Delago, la responsabilità è dovuta ai continui jetlag.

Partendo dall’elettronica presente nei suoi album precedenti, il musicista ha poi aggiunto alcune percussioni sperimentate con strumenti scoperti durante i suoi tour mondiali, in paesi come Vietnam, Russia, Turchia e Indonesia: “Volevo incorporare elementi della musica elettronica che mi influenza. Ho usato clarinetti e fisarmonica come caldi sintetizzatori analogici, e ho aggiunto archi e trombone per dargli un carattere orchestrale ma molto intimo”.

Delta Sleep, il pezzo del sonno profondo, è un brano che dura venti minuti registrato a lume di candela, in piena notte, fino alle prime luci dell’alba. L’album si chiude a sorpresa con una sveglia musicale, Zeitgeber, che segna l’inizio, tra frenesia e disorientamento, di un altro giorno prezioso.

Manu Delago sulle Alpi per Parasol Peak
L’ensamble in spedizione sulle Alpi nel 2018 per registrare Parasol Peak © Manu Delago

Un album registrato sulle Alpi

La musica di Manu Delago conferma la sua originalità e ispirazione nelle situazioni più difficili, perfino estreme, dove trasforma la propria sofferenza in arte. L’amore per la natura e soprattutto per la montagna, l’anno scorso lo ha portato a realizzare l’impresa di registrare, in presa diretta e a diverse altitudini sulle Alpi, l’album e documentario Parasol Peak.

Per riuscirci, ha raggruppato un ensemble di sette elementi, tutti musicisti ma anche alpini esperti, che hanno portato con sé i propri strumenti acustici durante la spedizione e le scalate. Per produrre i suoni, il gruppo ha utilizzato anche gli strumenti tecnici dell’arrampicata, caschi, rampini, moschettoni, ed elementi naturali come l’acqua, i sassi, il legno e i tronchi degli alberi.

Immagine di copertina: artwork di Circadian © Monika Frick
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