I consigli da leggere prima di scegliere un gatto per amico

Se si sceglie un gatto come compagno è bene tenere presenti alcune cose fondamentali per una vita insieme che sia il più possibile serena.

Un cucciolo di gatto è tenero e incantevole come pochi altri esseri viventi al mondo. Ma la scelta di condividere la casa con un gattino deve sempre essere attentamente ponderata e valutata, esaminando i pro e i contro che un animale domestico porta con sé nella vita di tutti i giorni.

“In questi casi dobbiamo tenere conto di tanti fattori: un ambiente e uno stile di vita adeguato nonché la disponibilità economica necessaria a soddisfare i bisogni di un piccolo essere. È vero che i gatti sono animali che si adattano molto bene alla vita di appartamento e ai ritmi di vita frenetici imposti dalla nostra società”, spiega la dottoressa Michela Galgano, medico veterinario. “A differenza del cane, il gatto infatti non è un animale strettamente sociale che necessita di interazioni continue e costanti con l’ambiente esterno e con i suoi simili e, sporcando in casa, rende la gestione molto più semplice. E anche dal punto di vista economico il gatto è un animale generalmente meno dispendioso; se lo paragoniamo, per esempio, a un cane di media taglia ci farà risparmiare sia per quanto riguarda l’alimentazione che per le cure veterinarie di base”.

Portrait of young cat by a large plan
Ogni gatto ha una sua precisa individualità.

Un gatto come compagno di vita

Se decidiamo di adottare un gattino è importante porsi alcune domande e rispondere molto sinceramente. Avremo del tempo da dedicargli? Sarà possibile gestirlo per i periodi nei quali ci allontaniamo da casa, magari per ferie o per impegni di lavoro? Abbiamo una sufficiente disponibilità economica per far fronte a eventuali cure qualora il gatto si ammali o necessiti di un intervento veterinario urgente?

Un’altra cosa da tenere presente è che acquistare un gattino, scegliendo una determinata razza con le sue precise caratteristiche, è una cosa, mentre scegliere l’adozione è un’altra. Nel primo caso è importante potersi rivolgere a un allevatore serio e qualificato che possa darci un soggetto morfologicamente in standard, ma anche un gatto sano e con un buon patrimonio genetico alle spalle. Ovviamente scegliere un animale di razza porta con sé anche una notevole contaminazione “pubblicitaria”. Sono tante, infatti, le razze di gatti “di moda” che magari vengono scelte sulla scorta di una foto più o meno accattivante trovata sul web. Niente di più sbagliato: anche nel caso del gatto è importante un’attenta disamina della razza alla quale il nostro piccolo amico apparterrà, con le sue caratteristiche comportamentali e gli eventuali problemi di salute che il suo corredo genetico porterà inevitabilmente con sé.

L’esempio del gatto siberiano

Un esempio per tutti. Il bellissimo gatto siberiano si è molto diffuso in questi anni. Razza sana e molto accattivante ha una piccola grande particolarità che lo rende da preferire per tutte le persone che soffrono di allergia al pelo del gatto. Il siberiano, infatti, ha un pelo che dà meno adito ad allergie e intolleranze cutanee per le persone che soffrono di questi disturbi. Anche nel caso del gatto, comunque, vale quello detto per i cani: è essenziale che insieme al cucciolo venga consegnato il pedigree, che è l’unico documento che ne certifica ed attesta la razza.

“Molto diverso è il discorso dell’adozione – continua la dottoressa Galgano – si tratta di solito di gatti presenti nei gattili o in associazioni animaliste. Questi soggetti vengono spesso trovati in condizioni molto differenti e quindi non si conoscono esattamente né la storia, né i genitori. Anche in questo caso vengono effettuati degli screening atti ad assicurare che si tratti di un animale sano, come l’esecuzione del test della FIV (immunodeficienza virale felina) e della FeLV (leucemia virale felina), due malattie che possono essere trasmesse dai genitori alla prole e che vanno notevolmente a influire sulla qualità di vita del gattino”. In ogni caso spesso, invece di un cucciolo, la scelta ricade su un soggetto già adulto. Sono moltissimi, infatti, anche i gatti di razza che vengono tolti dalla riproduzione perché a fine carriera o perché non adatti al ruolo di riproduttori.

“Per esempio alcune gatte possono avere uno scarso istinto materno o presentare difficoltà a restare incinte”, spiega Galgano. “Alcuni maschi possono essere eccessivamente territoriali e mal convivere con gli altri soggetti presenti in casa”. Anche all’interno dei gattili è facile trovare animali adulti che cercano casa. Spesso si tratta di randagi recuperati sul territorio perché vittime di incidenti, per esempio, e che non possono più essere liberati perché necessitano di un ambiente più sicuro e dell’occhio vigile di un umano che se ne prenda cura. O ancora, animali abbandonati o rimasti senza proprietario per una qualche, spiacevole, contingenza. In tutti i casi sarà fondamentale il colloquio e l’esperienza del veterinario che saprà consigliare e guidare sia nella scelta del soggetto che nei momenti successivi alla sua adozione.

Image of cat's portrait with yellow eyes
È bene sempre valutare attentamente la razza scelta, le sue caratteristiche e i suoi, eventuali, problemi di salute o di comportamento.

Tu e il gatto, i primi giorni insieme

Le prime giornate in compagnia del gattino saranno fondamentali per un futuro sereno. “Una volta scelto il gattino è importante prendersi qualche giorno per entrare in confidenza con lui. Portarlo immediatamente dal veterinario può essere poco produttivo. La prima visita dovrebbe, infatti, essere fatta circa una settimana dopo averlo accolto in casa, così che sarà più semplice rispondere alle domande che ci porrà il veterinario”, continua l’esperta. “Sarà importante delucidarlo sulla frequenza delle evacuazioni, su eventuali vomiti o diarree, su grattamenti e piccoli grandi problemi dermatologici. Ovviamente questa è un regola generale che non si può applicare nei confronti di un soggetto trovato per la strada. In questi casi, infatti, il trovatello necessita sempre di una prima visita immediata, per stabilirne le sue condizioni generali, l’eventuale necessità di cure urgenti, la presenza di ectoparassiti e via dicendo”.

Un’altra cosa importante nei confronti del nostro amico gatto è preventivare la sua sterilizzazione. Conclude la dottoressa Galgano: “Intorno ai 7-9 mesi di età è consigliata la sterilizzazione. Nella gatta, infatti, i calori ripetuti predispongono all’insorgenza di patologie mammarie e uterine, mentre i gatti maschi interi hanno spesso l’abitudine, poco compatibile con la convivenza in appartamento, di marcare il territorio spruzzando urina sui supporti verticali. Quindi la sterilizzazione è altamente consigliata in entrambi i casi e, a maggior ragione quando si tratta di animali che hanno accesso all’esterno per prevenire gravidanze indesiderate e fughe d’amore”.

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