Il fondo Primo Climate, che annovera LifeGate tra i partner del proprio ecosistema, continua a crescere con l’ingresso di Dolomiti Energia.
Dieci domande (e dieci risposte) per capire cos’è il conto energia e a cosa serve.
1. Di cosa si tratta?
Si chiama ‘conto energia’. Produci energia, si conta, e te la si paga.
2. Cos’è?
E’
il sistema disegnato dal Decreto del Ministero delle
Attività Produttive e dell’Ambiente il 5 agosto 2005 sulla
G.U. 181.
Garantisce 45 cent, quasi 1000 lire, per ogni chilowattora
d’elettricità che produrrai col tuo nuovo impianto
fotovoltaico, da qui a vent’anni. In pratica, con un impianto
piccolo (1kWp), si guadagnano 1.000 euro l’anno, fissi,
garantiti.
3. Come?
Il Decreto prevede incentivi in ‘conto energia’. Si presenta una
domanda e si installa il sistema fotovoltaico sul proprio tetto.
Non ci si stacca dalla rete elettrica, anzi, il sistema le è
connesso: di giorno vendiamo l’energia alla rete (guadagnando 45
cent per kwh), magari di notte ne useremo un po’.
4. Come si fa a capire quanto
consumo in un anno?
Il consumo lo puoi desumere dalle
bollette. Un kWh costa suppergiù 20 cent (dipende da
fornitore e orari). Chi paga oggi 40 euro a bimestre, per esempio,
in un anno consuma circa 900 kWh.
5. Di che potenza ho bisogno?
Quanto deve essere grande un impianto?
Una bolletta bimestrale di 40 € sarà coperta (e
pressoché anata) da un impianto di 1 kWp (8 metri quadri),
che in un anno genera da 1100 (al Nord) a 1600 kWh (al Sud).
Una bolletta da 55 € si copre con un impianto da 1.5 kWp (12
metri quadri di pannello). Una bolletta da 75 € con un
impianto da 2 kWp (16 metri quadri). A spanne.
Per i meccanismi di questo ‘conto energia’, la convenienza maggiore
si verifica quando la produzione del solare è minore o
uguale al consumo annuale dell’utenza.
6. Quanto conviene?
Dipende da molte variabili. Presto offriremo alcune tabelle di
calcolo/rientro. Secondo Enerpoint, a seconda che si opti per
detrazioni Irpef, altri finanziamenti, quanto si consuma, si
rientra in 7/9 anni. Alcuni dicono in 5 anni. Dopodiché,
è tutto guadagno.
7. E’ un buon
investimento?
Noi offriamo qui, ora, un’altra chiave di
lettura.
Con un impianto da 10.000 euro, si guadagnano, fissi, certi,
garantiti, 1000 euro all’anno. Per vent’anni. Il 10% annuo.
Quale banca, quale fondo d’investimento anche tra quelli più
estremi e temerari, offre un simile interesse?
8. E se hai un contatore da 3
kW?
Quasi tutti ce l’hanno, ma non significa che ci sia bisogno di un
sistema solare da 3 kWp (da 23 metri quadri!). I kW del contatore
non hanno niente a che vedere coi kWp (chilowatt di picco) del
fotovoltaico.
3 kW del contatore sono la potenza massima che può assorbire
la rete (oltre cui salta la luce in casa). I kWp del fotovoltaico
sono un’altra cosa, è la potenza massima che può dare
l’impianto in condizioni ottimali d’irraggiamento solare.
9. Dove li posso
mettere?
L’ideale è sul tetto di casa, propria.
Esposti verso sud. Il valore di una casa con il fotovoltaico
aumenta dal 6 al 10%.
Comunque sono incentivati anche gli impianti “a terra”, per cui se
uno ha un terreno…
10. A chi mi
rivolgo?
Su www.ilportaledelsole.it
si trovano gli elementi per costruire un impianto fotovoltaico,
mentre la grande catena di centri brico OBI è
l’unica, in Italia, ad offrire servizio di preventivo/modulistica e
installazione “chiavi in mano” e con un’interessante finanziamento
a tasso zero.
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