“Contro la fame, un’altra alimentazione è possibile”

Dati e fatti sulla fame nel mondo. Per fare 1 kg di carne occorrono 3.000 l d’acqua. Ma quanta produzione di cereali si dirotta dall’uso umano a quello animale?

“Lo sapevi che…” – così comincia il manifesto degli
organizzatori della campagna italiana “Contro la fame, un’altra
alimentazione è possibile”. “Mangiare carne consuma le
risorse del Terzo mondo impedendo uno sviluppo equo del pianeta”,
è la sintesi del messaggio della campagna. ecco il testo del
messaggio.

Fame nel mondo
Produrre carne provoca un immenso spreco di risorse: il mondo
occidentale utilizza il 60% dei cereali per nutrire gli animali
d’allevamento. L’Europa importa milioni di tonnellate di alimenti
vegetali per nutrire le sue stalle intensive. Un vitello necessita
di 13 chili di grano e soia per aumentare di un solo chilo.

Terra
Il 70% delle terre agricole dell’occidente è usato per
allevare e nutrire gli animali. Un ettaro di terreno può
produrre in un anno 2500 Kg di proteine vegetali – oppure soltanto
200 Kg di proteine animali se utilizzato a pascolo o per coltivare
cibo per gli animali.

Acqua
Allevare animali per cibo consuma più di metà delle
risorse idriche del pianeta. Ci vogliono 3.150 litiri d’acqua per
produrre un solo chilo di carne bovina, mentre ne bastano 200 per
produrre un chilo di grano.

Deforestazione
L’allevamento di animali per cibo è una delle più
gravi cause di deforestazione. Le foreste pluviali vengono
distrutte a un ritmo di 310.000 chilometri quadrati all’anno per
fare spazio agli allevamenti di animali. Il costo ambientale di un
singolo hamburger è di mezzo metro quadrato di terra!

Energia
Allevare animali per cibo richiede più di un terzo di tutte
le materie prime e carburanti fossili dell’occidente. Produrre un
signolo hamburger richiede carburanti fossili che sarebbero
sufficienti a far funzionare per 20 ore un computer o per
illuminare una stanza per cinque giorni.

Inquinamento
L’industria della carne è tra le prime cause di inquinamento
delle acque. Gli animali da allevamento producono 130 volte
più escrementi che la popolazione umana, 40.000 chili al
secondo. Un’industria di 3.000 maiali genera rifiuti solidi
equivalenti a quelli di una città di 12.000 abitanti.

Multinazionali
L’attuale modello alimentare è sostenuto da poche
multinazionali che producono semi ogm e non, pesticidi, ormoni,
anabolizzanti, allevano e macellano animali, controllano la
distribuzione e l’immagine dei prodotti.

Mentre nel Nord del mondo le emergenze sanitarie sono
rappresentate da obesità e da patologia legate all’eccessiva
alimentazione, il Sud del mondo si vede sottrarre alimenti vitali
per la sopravvivenza.

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