Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
Ci vorranno tra i 200 e i 1.000 anni, ma il ghiaccio al Polo Sud è destinato a sciogliersi. E’ quanto affermano due studi statunitensi indipendenti, il primo condotto da Eric Rignot della Università della California e il secondo da Ian Joughin della Università di Washington. Secondo i gruppi dei due scienziati, che si sono
Ci vorranno tra i 200 e i 1.000 anni, ma il ghiaccio al Polo Sud è destinato a sciogliersi. E’ quanto affermano due studi statunitensi indipendenti, il primo condotto da Eric Rignot della Università della California e il secondo da Ian Joughin della Università di Washington. Secondo i gruppi dei due scienziati, che si sono entrambi focalizzati sul ghiacciaio Thwaites, nell’ovest dell’Antartide, il processo è ormai inarrestabile e comporterà un aumento del livello globale dei mari di almeno 60 centimetri.
Il Thwaites ricopre un’importanza fondamentale: poiché contribuisce a mantenere sotto controllo tutta la crosta glaciale dell’area ovest-antartica, la sua progressiva scomparsa minaccia tutta la zona e rischia di rilasciare in mare ghiaccio sufficiente per far aumentare il livello del mare di un altri 3-4 metri rispetto alle previsioni.
Il team di Joughin ha usato immagini radar per mappare la cosiddetta “linea di grounding” o di radicamento del Thwaites, cioè il punto che divide idealmente il ghiaccio che poggia direttamente sul mare da quello che poggia sulla terraferma.
In pratica, se la maggior parte del ghiacciaio poggia direttamente sull’acqua e solo marginalmente a terra, le crepe che si formano in quest’area saranno più pericolose perché, finendo in mare, hanno più probabilità di sciogliersi in tempi relativamente rapidi e di accelerare il processo di innalzamento (stimato in 10 centimetri ogni secolo).
Secondo il modello di Washington, quindi, il destino del Thwaites è ormai segnato e il suo scioglimento completo è previsto in un arco di tempo che va tra i 200 e i 900 anni.
Gli scienziati californiani hanno invece preso in esame anche altri due ghiacciai, ovvero il Pine Island e il sistema di ghiacciai Smith-Kohler, misurando di quanto si sono ritirati nel periodo che va dal 1992 al 2011: il Thwaites di 14 chilometri, il Pine Island di 31 km, e il sistema di ghiacciai Smith-Kohler di 35 km.
Entrambe le ricerche confermano un collasso inarrestabile e irreversibile.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
Uno studio conclude che la tempesta Harry che ha colpito il Sud Italia sarebbe stata meno devastante in assenza del riscaldamento globale.
Sicilia, Sardegna e Calabria sono le tre regioni più colpite dalla tempesta Harry. Ingenti i danni, ma non ci sono state vittime.
Facendo seguito a una proposta avanzata in estate, il presidente degli Stati Uniti Trump abrogherà un testo fondamentale: l’Endangerment finding.
Trump ha annunciato l’uscita degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, comprese quelle che si occupano di clima e ambiente.
Un novembre promettente, una prima parte di dicembre negativa, un recupero a Natale. La situazione della neve in Italia resta complessa.
Tra i mesi di ottobre 2024 e settembre 2025 la temperatura media nell’Artico è stata di 1,6 gradi centigradi più alta rispetto al periodo 1991-2020.
Uno studio spiega che, nella fase di “picco”, perderemo tra 2 e 4mila ghiacciai all’anno. Quelli delle Alpi tra i primi a scomparire.
Sulla base di un accordo del 2023, parte degli abitanti delle isole Tuvalu (che saranno sommerse dal Pacifico) potrà rifugiarsi in Australia.

