Rimedi naturali

Dalla rinite all’asma, quanto conta lo stile di vita

Rinite e asma sono mali “moderni”, aggravati spesso dall’inquinamento atmosferico e da quello domestico. Cosa possiamo fare per limitare i danni?

In Italia, le varie forme allergiche sono passate a interessare dal 2 per cento della popolazione nell’immediato dopo guerra a circa il 20 per cento della popolazione. Tra queste annoveriamo rinite e asma, congiuntivite, orticaria, dermatite, allergie gastriche e intestinali. Tutte, comunque, riguardano organi che sono in contatto con l’ambiente esterno: apparato respiratorio, cute e intestino.

Rinite, cos’è e come si manifesta

La regina di tutte allergie è, in tutto il mondo, la rinite: scatenata da allergeni quali polvere o pollini, si manifesta in individui con un sistema immunitario particolarmente sensibile che, per reazione, innesca la produzione di anticorpi e il rilascio di istamina; i sintomi della rinite allergica sono prurito, occhi rossi, starnuti e bruciore in gola, produzione di muco. Quasi sempre, alla rinite si accompagnano la congiuntivite, mal di testa e talvolta anche l’asma.

Asma: caratteristiche

La seconda malattia allergica più diffusa, in fortissimo incremento anche tra i bambini, è l’asma: si caratterizza da contrazioni spastiche dei bronchi e notevole escrezione di muco viscoso nei polmoni, che provocano difficoltà respiratorie. Si manifesta sotto forma di attacchi ricorrenti che vanno da una lieve dispnea a un’incapacità di respirare potenzialmente letale.

Le concause dell’asma e delle allergie

Diverse ricerche hanno dimostrato che asma e allergie dipendono, o comunque vengono almeno in parte aggravate, dal luogo in cui abitiamo e dal nostro stile di vita: inquinamento atmosferico e domestico giocano infatti un ruolo fondamentale.

bambini e asma
Sono moltissimi in Italia e nel mondo i bambini che soffrono di asma. © Getty Images

Quanto contano smog e inquinamento atmosferico

Tra le possibili cause possiamo indicare un aumento dello stress sul sistema immunitario causato da inquinamento chimico dell’aria. Lo conferma uno studio pubblicato grazie alla collaborazione tra tre dipartimenti dell’IRCCS Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, secondo cui esiste una diretta correlazione tra livelli di polveri sottili in atmosfera (Pm10 e Pm2,5, prodotte principalmente da gas di scarico delle auto e caldaie) e uso del salbutamolo, farmaco che contiene il principio attivo usato contro l’asma. Dalle ricerche emerge che l’utilizzo del medicinale varia al variare dell’inquinamento atmosferico.

Quanto conta l’inquinamento indoor

Il Ministero della Salute ricorda che anche l’elevato tasso di umidità e l’inquinamento indoor, ossia quello degli ambienti domestici e lavorativi, dovuto ai composti organici volatili (Voc) prodotti da detergenti chimici, colle dei mobili e fumo di sigaretta, contribuiscono all’aggravamento dei disturbi respiratori e dell’asma, specialmente nei bambini. Secondo il rapporto Impatto dell’inquinamento indoor sulla salute della popolazione del 2015, l’umidità tra le mura domestiche aumenterebbe del 50 per cento le probabilità di disordini respiratori e del 13 per cento i casi di asma infantile. Il fumo passivo tra le mura domestiche, a cui è esposto il 40 per cento dei bambini nel mondo, sarebbe responsabile in Italia del 15 per cento dei casi di asma infantile.

fumo passivo
In Italia, il fumo passivo sarebbe responsabile del 15 per cento dei casi di asma infantile. © Getty Images

Animali e asma nei bambini

Diversamente da quello che si può credere, i bambini che crescono a stretto contatto con gli animali domestici hanno meno possibilità di sviluppare allergie: lo affermano due studi, uno pubblicato sul sul Journal of the American Medical Association del Medical College of Georgia e uno della University of California di San Francisco.

Cosa possiamo fare noi contro rinite e asma?

Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, che ci coinvolge tutti, gli unici suggerimenti possibili sono quelli di limitare l’uso dell’auto, di controllare periodicamente la caldaia, accertandosi che funzioni in modo corretto, e mantenere una temperatura degli ambienti domestici o lavorativi a norma di legge (tra i 18 e i 20°C) per evitare sprechi ed emissioni inutili di gas nocivi. Se ognuno facesse la propria parte, i centri urbani avrebbero un’aria meno malsana.

Riguardo all‘inquinamento indoor, invece, sono numerose le buone pratiche che il singolo individuo può mettere in atto per ridurre i problemi respiratori, propri o dei propri bambini, almeno tra le quattro mura domestiche: si va dall’utilizzo di detergenti naturali a base di tensioattivi vegetali e oli essenziali, all’adozione di piante “mangia-smog” (come ficus benjamin, dracena, edera, felci), dall’uso di mobili a basso contenuto di Voc, alla riduzione o all’eliminazione – per la propria salute e quella degli altri – del vizio del fumo.

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