Inquinamento indoor: cos’è e come mettersi al riparo

Gas di scarico delle auto e fumi delle caldaie: questo è lo smog, nell’immaginario collettivo. Ma anche in casa o in ufficio l’aria può essere inquinata: questo è l’inquinamento indoor.

Quello dell’inquinamento indoor è un fattore che non siamo abituati a prendere in considerazione: chiusi tra le quattro mura domestiche, pensiamo si essere al riparo da smog e sostanze nocive che invece inquinano l’aria all’esterno.

Cos’è l’inquinamento indoor

In realtà, l’aria delle nostre case e dei nostri uffici è più inquinata di quello che immaginiamo: oltre alle polveri sottili che possono penetrare dall’esterno per esempio quando cambiamo aria alle stanze, dobbiamo considerare anche i Voc, ossia i composti organici volatili, prodotti da diverse classi di sostanze chimiche e materiali cui siamo in contatto abitualmente. Tutte queste sostanze contribuiscono appunto all’inquinamento indoor, ossia all’inquinamento che si verifica all’interno degli edifici.

I possibili disturbi causati dall’inquinamento indoor

Sotto la sigla Sick building syndrome (Sbs) sono indicati alcuni disturbi, come irritazioni agli occhi, mal di testa, nausea, torpore, sonnolenza, che si manifestano all’interno dei luoghi chiusi e spariscono non appena si esce all’aperto.

Alla Sbs si aggiungono la Building related illness (Bri), disagio legato alle sostanze contaminanti presenti negli ambienti interni, e la Multiple chemical sensitivity (Mcs), ossia l’impossibilità di tollerare un ambiente chimico o una classe di sostanze chimiche.

Che fare, dunque, per migliorare l’aria negli ambienti chiusi ed evitare disagi per la salute?

spray per la casa
Spesso, gli spray e i detergenti per la casa contengono sostanze chimiche potenzialmente responsabili di diversi malesseri. © Getty Images

È sufficiente aerare le stanze almeno un’ora al giorno, usare panni elettrostatici o in microfibra per togliere la polvere, adoperare meno sostanze chimiche per la pulizia della casa.

I benefici dei detergenti naturali

Ideali sono i detersivi biologici, meglio se arricchiti con oli essenziali (per questo è necessario controllare l’etichetta): contengono principi attivi di origine vegetale che riducono il rischio di inquinamento delle acque di scarico e nel contempo disinfettano gli ambienti senza rilasciare Voc, ossia quei composti volatili responsabili dei malesseri sopra citati.

A seconda degli oli essenziali utilizzati per la detergenza, inoltre, è possibile ottenere vari tipi di benefici: la menta, per esempio mantiene alta la concentrazione; la lavanda abbassa lo stress e tiene lontane le zanzare; gli agrumi alzano le difese immunitarie.

 

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Gli oli essenziali sono un’ottima alternativa ai profumi di origine chimica.

 

E infine sfruttare le potenzialità di alcune piante. Secondo uno studio della Nasa condotto nelle stazioni orbitanti, beaucarnea, dracena, filodendro, edera, diffenbachia, spatifilio, ficus benjamina riescono ad assorbire ed eliminare parte dei gas inquinanti presenti nell’aria della casa. Ne basta una ogni 9 mq.

Insomma, bastano pochi accorgimenti per tirare un sospiro di sollievo.

Suggerimenti e informazioni utili

Evitate la naftalina

Usare i sacchetti di lavanda o i trucioli di cedro per profumare gli armadi. Le palline bianche di naftalina possono provocare emicranie, nausea, sindrome da affaticamento.

Preferite mobili italiani

Scegliere mobili in legno massello italiano, il meno possibile trattati, fabbricati con legname controllato. I mobili “etnici” possono essere, infatti, trattati con sostanze chimiche (si parla addirittura di DDT?) che, oltre ad evitare formazione di funghi e proliferazione di batteri, si diffondono nell’ambiente domestico.

Meglio evitare il truciolato

La stessa cosa vale per i pannelli in truciolato, tenuti insieme da colle che rilasciano, gradualmente, formaldeide nell’ambiente.

Filtri naturali

Laddove non fosse possibile un ricambio naturale dell’aria si possono utilizzare dei filtri, costituiti da materiali naturali assorbenti (come i carboni attivi, che riducono le concentrazioni di inquinanti) e apparecchi condizionatori.

scarpe all'ingresso
Lasciare le scarpe all’ingresso evita di portare in casa le particelle inquinanti presenti all’esterno. © Getty Images

Lasciate le scarpe all’ingresso

Contro le polveri sottili, che arrivano dall’esterno attraverso la suola delle nostre scarpe e che si
depositano sugli arredi, è consigliabile sfregare bene i piedi sullo zerbino prima di entrare in casa e lasciare poi le calzature in una scarpiera all’ingresso.

Stendete fuori

Contro le muffe e i funghi che possono formarsi in bagno o in cucina: stendere i panni ad asciugare fuori, o con le finestre spalancate e assicurarsi che non vi siano perdite d’acqua.

bucato steso ad asciugare fuori
Per ridurre l’umidità in casa ed evitare le perdite d’acqua, è bene stendere il bucato all’aperto. © Getty Images

Le stampanti: in un’altra stanza

In ufficio, sistemare stampanti laser, fotocopiatrici, macchine termiche lontano dalle scrivanie o dagli ambienti lavorativi, o ancora in apposite stanze ventilate.

Scegliete le piante mangia-smog

Le piante come l’areca palmata, filodendri, ficus, felci, dracena, edera, dieffenbachia, capaci di assorbire forti quantità di molecole volatili nell’aria, sono utili anche per combattere le allergie da polline!

Sì al tronchetto della felicità

Il comune “tronchetto della felicità” ha un’azione fenomenale contro la formaldeide e il benzolo (ne assorbe rispettivamente il 50 e il 52 per cento in un solo giorno).

tronchetto della felicità
Questo tipo di bambù noto come “tronchetto della felicità” combatte formaldeide e benzolo. © Getty Images

Limitate colle e solventi

Meglio usare il meno possibile i mastici, che sono gomme o resine sciolte in solventi (toluene, xilene, pentano, nitropropano, benzene e stirene, idrocarburi), che per “funzionare” devono evaporare, rilasciando particelle chimiche nell’aria.

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