Darsena di Milano, quello che non vedrete

La Darsena di Milano è stata riportata al volto del Cinquecento, ma c’è qualcosa di quell’epoca che non rivedrete mai. Scopritela.

Ieri la Darsena di Milano è stata, come recitavano alcuni striscioni esibiti fieramente dai partecipanti all’evento cittadino, liberata. Alle 10.30 di mattina, in una grande festa che ha coinvolto circa 70.000 milanesi di cui alcuni illustri, come l’attrice e autrice Lella Costa, il sindaco Pisapia ha tagliato il nastro che inaugura la nuova vita dell’antico porto commerciale meneghino, attivo già dal XV secolo.

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Foto: © Adnkronos

L’idea è stata quella di dare un senso nuovo all’area, anche in occasione di Expo2015, riportandola – secondo i criteri moderni – a come doveva apparire in epoca spagnola, ridando dunque vita al porto.

 

Quella della riqualifica dell’area della Darsena è una storia lunga e molto travagliata: già prima degli scavi per il famigerato parcheggio, il cui progetto è stato abbandonato dopo il 2006 per problemi strutturali e legati alla conservazione, il porto appariva in un crescente stato di degrado. Per anni, invece di essere uno spazio dedicato alla vita sociale della città, la Darsena si era ridotta a un piazzale malamente asfaltato adibito a parcheggio improvvisato.

 

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Foto: © gruppodinterventogiuridicoweb

Un po’ di storia dei lavori
Come già accennato, nel 2004 lo spazio è stato chiuso alla cittadinanza e sono iniziati gli scavi archeologici per consentire, dopo la documentazione, la costruzione del megaparcheggio. La Darsena era diventata un cantiere da far quasi invidia alla Fabbrica del Duomo. E mentre i più maledicevano la lentezza degli archeologi, i responsabili dei comitati di quartiere speravano che questi trovassero qualcosa per bloccare i lavori. E infatti, i lavori si sono bloccati nel 2006: sono state trovate le mura spagnole del Cinquecento e il molo ligneo della fine del Quattrocento proprio dove doveva essere costruita la rampa di ingresso ai box.

 

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Foto: © Eco dalle città

A quel punto, vi sono prima stati dei rimaneggiamenti del piano originario, poi l’abbandono dello scavo con il reinterro delle mura e dell’assito (tra l’altro,  abbastanza delicato) in attesa di una imminente valorizzazione che tardava ad arrivare.

 

Prima che il progetto fosse ripreso in mano dal Comune, nell’area dell’antico molo, proprio sopra le tavole reinterrate crescevano i giunchi.

 

Il progetto della Darsena di oggi
Gli scavi sono quindi ripartiti nel 2013, riportando in vita inaspettatamente il ponte del Ticinello, che è stato restaurato e incluso nella nuova Darsena inaugurata ieri. Nel progetto di riqualifica, che intendeva ridare il senso del porto di Leonardo, però, non sono rietrati altri reperti come l’assito, cioè proprio quello che nel 2006 aveva bloccato i lavori evitando lo scempio. Oggi lo spazio restituito alla vita sociale della città comprende un mercato coperto, una via pedonale e alcune panchine.

 

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Il progetto. Foto: © Comune di Milano

 

Quello che però non vedrete è la vera Darsena del Quattrocento, ritrovata dagli archeologi negli scavi 2004-2006 e lasciata poi marcire per lungo tempo.

Tra la gioia generale dei milanesi, infatti, non proprio tutti si sono dimostrati contenti. C’era anche chi, come Gabriella Valassina, del ComitatoNavigli, ha esposto lo striscione “Darsena tradita. Storia e cultura cancellate da muri di mattoni”, a ricordare quello che non si vedrà mai, cioè il vero volto della Darsena di fine Quattrocento a causa di un mancato recupero integrale – ormai reso impossibile dall’incuria precedente. Quella denunciata da Valassina è una – ennesima – perdita di memoria, nonostante il bel lavoro fatto per restituire l’area ai milanesi.

 

L’assito, tuttavia, pare non sia andato del tutto perduto. Il Comune di Milano fa infatti sapere che “l’assito ligneo in accordo con la Soprintendenza, è stato ‘conservato’ in loco con le modalità individuate dalla Soprintendenza stessa. È stato opportunamente pulito e ricoperto con adeguato materiale al fine da preservarlo da azioni meccaniche e a garanzia dell’adeguata conservazione in condizioni ottimali con umidità garantita anche nei periodi di secca; l’area è stata delimitata a livello del fondo della darsena ed è stato previsto un impianto idrico per allagare l’area al fine di consentire sempre la presenza di acqua e il mantenimento della necessaria umidità”.

Se volete vedere il vero volto antico della Darsena di Milano e approfondirne la storia, cliccate qui.

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