Coronavirus

Digital strike ai tempi del coronavirus, gli scioperi per il clima si spostano online

Greta Thunberg e gli attivisti di Fridays for future hanno deciso di scioperare online per rispettare le nuove normative sul coronavirus che vietano i grandi assembramenti di persone. Nascono così i digital strike.

È passato un anno dal primo sciopero mondiale per il clima del 15 marzo 2019. Per dodici mesi i ragazzi dei Fridays for future (Fff), guidati dalla “madre” del movimento, l’attivista svedese Greta Thunberg, sono scesi nelle piazze ogni venerdì protestando per l’inazione dei governi in materia climatica. Nulla li ha fermati: non la pioggia, non il freddo e nemmeno i tentativi di screditarli.

Oggi però, a causa dell’epidemia del nuovo coronavirus che avanza, i grandi assembramenti di persone sono stati vietati in molti paesi, costringendo gli attivisti a ripensare alle loro modalità di sciopero. E ancora una volta, si sono “uniti dietro la scienza” e hanno trovato una soluzione per non fermare le proteste: dar vita ai digital strike, scioperi online in tutto il mondo.

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Scioperare online contro il coronavirus

“Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come tale. E questo ovviamente vale per tutte le crisi”, ha scritto su Twitter Greta Thunberg, “Ora gli esperti suggeriscono di evitare gli assembramenti pubblici per ridurre la diffusione del coronavirus. Personalmente esorto tutti a fare ciò che dicono, specialmente nelle aree più a rischio. Noi giovani siamo meno esposti al virus, ma è imperativo mostrare solidarietà a chi è più vulnerabile e agire nel migliore interesse di tutta la società. Per ora, la crisi climatica è la crisi più grande mai affrontata dall’umanità. Dobbiamo trovare un nuovo modo di creare consapevolezza nella gente e lottare per un cambiamento senza creare masse di persone troppo grandi. Quindi in alto i cuori e affrontiamo una settimana per volta”. 

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Come scioperare da casa propria

Per i prossimi venerdì gli scioperi si spostano dunque nella rete perché anche in tempi come questi, è fondamentale ricordare che la crisi climatica è ancora qui, ed è ben lontana dall’essere risolta. Per unirsi alle proteste sarà sufficiente postare una propria foto con in mano un cartello e usare gli hashtag #digitalstrike e #climatestrikeonline.

I ragazzi di Fridays for future hanno pubblicato sul loro sito un elenco di azioni che si possono fare direttamente da casa, come scrivere delle mail ai politici, continuare a postare notizie sui social, appendere i cartelli sulle finestre di casa propria oppure preparare future attività, pensando a quali potrebbero essere gli approcci più efficaci. E come sempre, l’importante è essere creativi.

Verso il quinto sciopero mondiale (digitale?) per il clima del 24 aprile

Sono quattro gli scioperi mondiali per il clima che si sono svolti finora. Il primo è stato il 15 marzo 2019, seguito da quello del 24 maggio e da quelli tenuti durante la Climate action week, la settimana di azione per il clima che ha avuto luogo tra il 20 e il 27 settembre 2019. L’ultimo è stato il 29 novembre.

sciopero per il clima
Il terzo sciopero globale per il clima del 27 settembre a Milano. Gli scioperi sono ora bloccati a causa del corona virus e gli attivisti si sono organizzati con i digital strike © Alba Russo/LifeGate

Il quinto sciopero mondiale sarebbe previsto per venerdì 24 aprile, ma visto le recenti evoluzioni dell’epidemia di coronavirus, definita ora una pandemia dall’Organizzazione mondiale della sanità, e dal conseguente isolamento optato da alcuni paesi, c’è ancora da capire come e se verrà organizzato.

Una cosa è certa: i ragazzi dei Fridays for future non si fanno scoraggiare da niente e troveranno una soluzione anche questa volta.

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