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Il 90enne romano da più di dieci anni sfama più di 300 persone al giorno grazie al cibo in eccedenza o di prossima scadenza da commercianti e supermercati.
In Italia intolleranza e razzismo sono in crescita, tanto che, secondo uno studio del Pew Research Center, nel 2017 gli italiani sono risultati il popolo meno tollerante verso i gruppi minoritari in Europa occidentale. In questo scenario desolante si stagliano però esempi positivi di persone che hanno deciso di dedicare la propria vita al prossimo, una di queste è Dino Impagliazzo. “Il razzismo e l’intolleranza che dilagano ci riportano indietro all’età della pietra – ha affermato Impagliazzo, novantenne romano, che da oltre dieci anni sfama più di trecento persone al giorno fra senzatetto e indigenti delle stazioni ferroviarie di Roma. – Il popolo italiano deve ancora crescere da questo punto di vista e comprendere che non ha senso giudicare una persona in base al colore della sua pelle o al credo religioso”.
Nel 2006 Impagliazzo, guidato dal suo desiderio di andare incontro all’altro, di amarlo incondizionatamente e accettarlo così com’è, ha fondato l’associazione Romamor Onlus. “Mi sono sempre impegnato per il sociale e per aiutare le persone in difficoltà, basandomi sul comandamento cristiano amerai il prossimo tuo come te stesso – ci ha raccontato il pensionato romano. – Io considero il prossimo mio fratello e se lo vedo in difficoltà faccio il possibile per aiutarlo, indipendentemente dal colore della pelle, dal genere o dallo status sociale”. Romamor Onlus si occupa di confezionare e distribuire pasti caldi, ma anche vestiario, calzature e materiale per l’igiene personale, ai senzatetto della capitale nelle stazioni Tuscolana, Ostiense e presso piazza San Pietro. Tutto è partito con un piccolo gruppo di volontari che preparava i pasti nelle proprie abitazioni, oggi i volontari sono circa trecento e i pasti confezionati durante l’intero anno superano le 32mila unità.
Si stima che ogni anno, nel mondo, vengano sprecate 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, ovvero un terzo della produzione mondiale. Una quantità che potrebbe nutrire 805 milioni di persone che soffrono la fame. Dino Impagliazzo ha deciso di recuperare questi alimenti prima che vengano gettati, aiutando le persone bisognose e riducendo gli sprechi. “La nostra associazione non ha alcun finanziamento né contributo governativo – ha spiegato – recuperiamo dalla grande distribuzione e dai commercianti romani prodotti alimentari in eccesso o in prossima scadenza. Ci siamo organizzati in gruppi di lavoro: un gruppo passa dai fornai all’ora di chiusura per ritirare il pane invenduto, che andrebbe altrimenti gettato, un altro ritira le eccedenze di frutta e verdura nei mercati rionali. Altri viveri ci vengono donati dal Banco alimentare e da alcune catene di supermercati, che ogni settimana ci forniscono alimenti in scadenza. Riusciamo ormai a raccogliere notevoli quantità di cibo e quello in eccesso lo doniamo a nostra volta ad altre associazioni”.
Lo scorso 30 marzo Chef Rubio, il noto chef televisivo, ha visitato le cucine di Romamor e incontrato Dino Impagliazzo nell’ambito dell’avvio dell’accordo fra la Comunità di Sant’Egidio e la catena di supermercati Todis, che ha lanciato l’iniziativa “La spesa per tutti”, di cui Chef Rubio è testimonial. Chef Rubio ha apprezzato l’enorme lavoro svolto da Dino Impagliazzo, impegnato ogni sera a scaricare merci, prepararle e consegnarle ai clochard di Roma. “Ammazza, dimostri vent’anni de meno ‘co sta forza e con tutto quello che fai per gli altri!”, ha affermato il cuoco romano. Grazie all’iniziativa “La spesa per tutti” i clienti di Todis possono donare parte della spesa acquistata ai volontari di Sant’Egidio che si trovano all’entrata degli esercizi, per aiutare le persone in difficoltà economica e sé stessi perché, come ci insegna Dino Impagliazzo, aiutare il prossimo arricchisce.
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