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Una stazione di monitoraggio sulle Dolomiti per misurare il mercurio nell’aria a 2.550 metri d’altezza è stata attivata nell’ambito di una ricerca finanziata dall’Unione europea con 10 milioni di euro che coinvolgerà 23 centri di ricerca. L’università Ca’ Foscari di Venezia e l’Istituto per la Ddnamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) entrano
Una stazione di monitoraggio sulle Dolomiti per misurare il mercurio nell’aria a 2.550 metri d’altezza è stata attivata nell’ambito di una ricerca finanziata dall’Unione europea con 10 milioni di euro che coinvolgerà 23 centri di ricerca.
L’università Ca’ Foscari di Venezia e l’Istituto per la Ddnamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) entrano così nella prima rete mondiale di monitoraggio del mercurio, metallo tra i più tossici per l’uomo e l’ambiente. Le altre stazioni attive della rete globale Gmos (Global mercury observation system) saranno sia a terra, in aree sensibili, sia anche con strumenti in volo a seimila metri di quota, montati su aerei, e altri attraverseranno gli oceani a bordo di navi.
Secondo gli scienziati i dati provenienti da Col Margherita, nei pressi del Passo San Pellegrino, al confine tra Veneto e Trentino-Alto Adige, saranno poi confrontati con le informazioni raccolte da decine di altre stazioni sparse per il mondo, contribuendo a indirizzare le future politiche ambientali.
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