Earth day, 10 persone che stanno salvando la Terra

Attori, scienziati, politici, attivisti. Tutti spinti da un unico obiettivo: la protezione del pianeta e dell’ambiente. Perché di Terra ne abbiamo solo una.


La storia è ricca di personalità che hanno cambiato il corso degli eventi. E, in occasione dell’Earth day eccone alcune che sono parte attiva nella protezione dell’unico pianeta che abbiamo. La Terra.

Le 10 persone che stanno salvando la terra

Bill McKibben

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Bill McKibben, fondatore di 350.org. Foto credits Nanci Battaglia

Ambientalista americano, è uno dei fondatori di 350.org primo movimento ambientalista che fin dalla fine degli anni ’90 si batte per promuovere la lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni. Non a caso 350 sono le parti per milione di CO2 che dovremmo raggiungere per ridurre gli effetti del surriscaldamento del pianeta. Oggi abbiamo abbondantemente superato le 400 ppm. Scrive sul Guardian ed autore di numerosi libri, tra i quali TerraA, come farcela in un pianeta ostile. “La green economy è l’unica economia che ci possiamo permettere, perché se non rispettiamo i confini della natura quando facciamo economia, non ci sarà più economia in futuro”.

Joahn Rockstrom

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Joahn Rockstrom.

Scienziato e direttore dello Stockholm Resilience Centre. È considerato universalmente uno dei maggiori esperti di sostenibilità. Lavora come consulente per vari Governi a livello globale e insieme al suo team di ricerca ha messo a punto dei modelli scientifici per far sì che l’uomo continui a prosperare in un pianeta sempre più instabile e minacciato dai cambiamenti climatici e dalla riduzione delle risorse. Nel suo ultimo libro “Grande mondo, piccolo pianeta”, dimostra come l’Antropocene sia l’era nella quale sono cambiati per sempre gli equilibri del pianeta e come continuare a vivere seguendo un modello di sviluppo sostenibile. “Lo diamo per scontato, il mondo che amiamo e che stiamo distruggendo così in fretta. La luce dell’alba sulla prateria. Il flash argenteo dei pesci in un ruscello. Il grido di un falco su una foresta. Ognuno ha la propria idea del bello, e ci mancherà sicuramente quando non ci sarà più”.

Jane Goodall

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Jane Goodall.

Scienziata, etologa ed antropologa, ha dedicato la sua vita allo studio e alla protezione dei primati. Ha da poco compiuto 82 anni e ancora oggi gira il mondo per divulgare il suo immenso amore per la natura. Vegetariana e sostenitrice dell’agricoltura biologica, non perde occasione per trasmettere valori di convivenza, sobrietà e pacifismo nei confronti della natura e degli uomini. Presente all’ultima Cop21 come ambasciatrice, ha presentato un documentario sulla protezione delle foreste. “Non passa giorno senza che abbiamo un impatto sul mondo che ci circonda. Ciò che facciamo fa la differenza, dobbiamo scegliere che tipo di differenza sia”.

Leonardo DiCaprio

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Leonardo DiCaprio parla alla cerimonia dell’Accordo di Parigi firmato il 22 aprile da 171 paesi presso la sede delle Nazioni Unite a New York. (Jemal Countess/Getty Images)

L’attore è da anni impegnato nella divulgazione dei temi legati ai cambiamenti climatici e alla protezione dell’ambiente. La scorsa estate ha donato 15 milioni di dollari per la causa. Dalla produzione del documentario “The 11 hour” all’ultimo viaggio in Indonesia, è attivo nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti per promuovere la protezione della foresta tropicale. È già entrato nella storia del cinema il suo discorso durante la premiazione degli Oscar del 2016: “I cambiamenti climatici sono reali e stanno avvenendo proprio ora. Rappresentano la minaccia più grande che la nostra specie deve affrontare. Dobbiamo lavorare insieme e smettere di procrastinare. Dobbiamo sostenere i leader di tutto il mondo affinché non parlino per i grandi che inquinano, ma parlino per l’Umanità intera, per i popoli indigeni del mondo, per le miliardi e miliardi di persone svantaggiate che saranno le più colpite dai cambiamenti climatici”.

Elon Musk

Elon Musk durante il lancio della Model X. Foto credits Justin Sullivan/Getty Images.
Elon Musk durante il lancio della Model X. Foto credits Justin Sullivan/Getty Images.

C’è chi lo definisce un visionario, chi un filantropo, chi un miliardario che si può permettere di perdere del denaro. Quel che è certo che questo signore del Sud Africa ha e sta cambiando per sempre il mondo della mobilità. Sia quella sul pianeta, che quella al di fuori dei confini terrestri. Se con Tesla sta rendendo l’auto elettrica una realtà consolidata e presto, se non prestissimo, alla portata di tutti, per quanto riguarda l’esplorazione e i viaggi nello spazio, siamo di fronte ad un rivoluzionario. Con Space X per la prima volta un’azienda privata rifornisce la stazione spaziale con un veicolo capace di tornare sulla Terra. “Alcune persone non amano cambiare. Ma bisogna abbracciare il cambiamento, soprattutto quando l’alternativa è il disastro”.

Amory Lovins

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Amory Lovins durante il National Clean Energy Summit 7.0 a Las Vegas. Photo by David Becker/Getty

Scienziato, scrittore e ambientalista americano, è il fondatore del Rocky Mountain Institute. Definito come un “visionario” dell’energia, da sempre spiega come siamo già nell’era della caduta inesorabile del petrolio e di come le rinnovabili e soprattutto l’efficienza energetica siano il futuro. Vive sulle montagne rocciose, in una casa progettata da lui stesso, senza bisogno di riscaldamento, né di climatizzazione: nel suo giardino indoor raccoglie banane e manghi. Come? Grazie a tecnologie già oggi presenti votate all’azzeramento degli sprechi energetici. “Il fuoco ci ha resi umani, i combustibili fossili ci hanno resi moderni, ma ora abbiamo bisogno di un nuovo fuoco che ci faccia stare al sicuro, protetti, in salute e a lungo”.

Naomi Klein

Naomi Klein durante una conferenza in Australia. Photo by Cole Bennetts/Getty Images.
Naomi Klein durante una conferenza in Australia. Photo by Cole Bennetts/Getty Images.

Scrittrice, giornalista e attivista, da tempo è la più fervente oppositrice del capitalismo in quanto tale, ovvero come sistema economico che crea disuguaglianze e distrugge il pianeta con il suo concetto di crescita illimitata. Divenuta famosa con il libro “No Logo”, forse il primo manifesto del movimento “No Global”, nella sua opera più recente ha concentrato tutti gli sforzi sui cambiamenti climatici, definendo lo stesso volume “un libro sul cambiamento climatico per persone che non leggono libri sul cambiamento climatico”. Critica del sistema economico come lo conosciamo oggi, crede nell’attivismo, nell’onestà, in un cambio radicale. “Ci troviamo davanti ad una scelta difficile: lasciare che sconvolgimento del clima cambi il nostro mondo, o cambiare praticamente tutto ciò che riguarda la nostra economia al fine di evitare questo destino. Ma dobbiamo essere molto chiari: a causa dei nostri decenni di negazione collettiva, non ci restano altre opzioni”.

Andre Bauma

Andre Bauma con in braccio un cucciolo di 4 mesi. Photo by John Moore/Getty Images.
Andre Bauma con in braccio un cucciolo di 4 mesi. Photo by John Moore/Getty Images.

Ranger al Virunga National Park i Congo, salva, protegge e cura i piccoli orfani di gorilla, a causa dell’uccisione degli esemplari adulti da parte dei bracconieri. Lavora in uno dei parchi nazionali più antichi e importanti di tutta l’Africa. È uno dei protagonisti del documentario “Virunga”, candidato agli Oscar nel 2015 come miglior documentario. Indovinate chi è il produttore esecutivo del film? Sì, ancora lui, Leonardo DiCaprio. “Si deve giustificare il motivo per cui si è su questa terra, e i gorilla giustificano il perché io sono qui: sono la mia vita. Quindi, se si tratta di morire, morirò per i gorilla”.

Barack Obama

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Barack Obama.

È stato il primo presidente degli Stati Uniti a parlare apertamente dei cambiamenti climatici e a mettere all’interno della propria agenda politica una strategia di mitigazione, puntando sulla transizione energetica del paese. Nonostante i milioni di dollari impiegati dalle lobby per premere sulle decisioni anche a livello politico, ha avviato un processo per la riduzione delle emissioni e più recentemente con il “Clean Power Plan”, traghetterà gli Stati Uniti verso un futuro a rinnovabili. “Io credo alle parole di Martin Luther King, che esiste il momento in cui è ormai troppo tardi. E quando si parla di cambiamento climatico, questo momento è ormai alle porte. Ma se noi agiremo qui, se agiremo adesso, se metteremo i nostri interessi a breve termine in secondo piano rispetto all’aria che i giovani respirano, al cibo che mangiano, all’acqua che bevono e alle speranze e ai sogni che sostengono la loro vita, allora no, non saremo arrivati troppo tardi”.

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