Il Giappone ha puntato troppo sul carbone, e ora fa marcia indietro
Il carbone riveste ancora un ruolo troppo importante per l’energia giapponese. È il momento di cambiare, e i primi segnali concreti arrivano dalle banche.
Il carbone riveste ancora un ruolo troppo importante per l’energia giapponese. È il momento di cambiare, e i primi segnali concreti arrivano dalle banche.
Internazionalizzazione, meritocrazia, sostenibilità. Senza dimenticare le donne. È questo l’elenco delle priorità per tornare a crescere secondo l’economista Alan Friedman. Che non crede nei grandi proclami, ma nei passi concreti.
Il primo development impact bond ha avuto successo su due fronti: ha sostenuto un progetto educativo in India e al tempo stesso ha creato dei profitti.
In Sardegna viene emessa una nuova obbligazione, che serve per raccogliere capitali preziosi per la filiera casearia. E la garanzia è proprio il pecorino.
Per la prima volta in assoluto, un fondo sovrano cede tutti i suoi investimenti nei combustibili fossili. La storica decisione è stata presa dall’Irlanda.
La Chiesa anglicana lancia un monito alle aziende: hanno cinque anni per adeguarsi all’Accordo di Parigi, oppure dovranno fare a meno dei suoi investimenti.
Come funziona la flat tax, com’è andata nei paesi in cui è già in vigore e quali sono le conseguenze per la giustizia sociale e la vita delle persone.
Centinaia di investitori si sono messi all’opera per convincere le grandi azienda a cambiare. Dopo un anno e mezzo di lavoro, i primi risultati si vedono.
I cittadini giapponesi stanno regalando migliaia di vecchi cellulari, da cui verranno ricavati i materiali per le medaglie olimpiche di Tokyo 2020.
Solo se dà valore alle sue eccellenze l’Italia si dimostra competitiva nel mondo. Se ne parlerà con Fondazione Symbola a Treia (Macerata) dal 3 al 7 luglio.