Crowdfunding e rinnovabili, l’accoppiata che piace ai giovani
In Europa cresce il numero di piattaforme di crowdfunding dedicate allo sviluppo delle rinnovabili. Un trampolino verso la finanza sostenibile per i più giovani.
In Europa cresce il numero di piattaforme di crowdfunding dedicate allo sviluppo delle rinnovabili. Un trampolino verso la finanza sostenibile per i più giovani.
Trasformare il nostro modello economico, rendendolo più sostenibile, inclusivo e rispettoso del Pianeta e delle persone, è indispensabile. Non stiamo più parlando di “se”, ma di “quando” e “come”. Nessuno, però, nega il fatto che sia un processo difficile, impegnativo, sfidante. Ci vuole una netta volontà politica, supportata da adeguati strumenti finanziari. Senza andare troppo
L’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile 2017 non poteva trascurare economia e finanza. Temi a cui gli italiani si dimostrano davvero attenti.
Per i ragazzi che studiano economia e management, la Csr è importante. Addirittura più importante di un aumento di stipendio. Un dato che fa ben sperare, visto che stiamo parlando delle stesse persone che, nell’arco di qualche anno, guideranno le grandi aziende. Le aspirazioni degli studenti Questa notizia arriva da uno studio che ha sottoposto
Sono 1.718, in tutto il mondo, i firmatari degli Un Pri (i principi Onu per gli investimenti responsabili). Mettendoli insieme, si raggiungono i 62 mila miliardi di dollari di fondi gestiti (Aum, asset under management). 1.718 investitori che hanno deciso di impegnarsi pubblicamente per una finanza diversa, attenta all’ambiente e alla società. E che negli
Le 20 principali banche europee hanno messo un quarto dei loro profitti al riparo dalle tasse in paradisi fiscali.
Molti investitori stanno chiedendo alle banche che finanziano il Dakota access pipeline di spingere per una deviazione del percorso dell’oleodotto o, meglio, di abbandonare il progetto dal punto di vista economico. L’appello non è caduto nel vuoto.
In tutto il mondo, la sostenibilità sta entrando a far parte a pieno titolo delle scelte di business. E le aziende italiane, seppure con un po’ di ritardo, non fanno eccezione. È quanto emerge dallo studio “Seize the change”, condotto da Dnv Gl e Ey con il supporto di Gfk Eurisko. Le aziende italiane credono
Si poteva pensare che l’elezione come presidente degli Stati Uniti di Donald Trump fosse un duro colpo per la finanza responsabile. La sua marcia indietro su una serie di questioni che vanno dalla transizione energetica al rispetto dell’Accordo di Parigi, passando per le armi, sembrano avere poco a che fare con una finanza che rispetta
«Il board è responsabile per la protezione degli interessi economici di lungo periodo degli azionisti e potremmo votare contro la rielezione di certi amministratori quando crediamo che non abbiano onorato il proprio compito». E onorare il proprio compito, per chi è alla guida di una grande azienda globale, significa anche prendere in considerazione i rischi