L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
La frontiera tra Etiopia e Eritrea era chiusa dal 1998. Dopo due decenni di conflitto e circa 80mila morti, i passaggi al confine sono stati riaperti.
Etiopia e Eritrea hanno compiuto un nuovo passo nel processo di pace avviato nello scorso mese di luglio, dopo due decenni di conflitto. Martedì 11 settembre, le due nazioni africane hanno riaperto la loro frontiera terrestre.
Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, e il presidente eritreo, Issaias Afeworki, hanno partecipato alla cerimonia ufficiale. Quest’ultima è stata effettuata dapprima nel sud-est della linea di confine, nelle città di Bure e di Sebay Sima; quindi nel nord-ovest, a Zalambessa e Serha.
I passaggi erano stati chiusi nel 1998, quando la guerra tra i due paesi – che provocherà 80mila morti – era appena scoppiata. A consentire a Etiopia ed Eritrea di ritrovare il cammino della pace è stata l’apertura effettuata a giugno da Abiy Amhed, che ha disposto la liberazione di numerosi oppositori, ordinato la fine dello stato di emergenza e introdotto importanti riforme economiche. Ma, Soprattutto, ha accettato di rispettare una decisione emessa nel 2002 da una commissione territoriale sotto l’egida delle Nazioni Unite, che concedeva all’Eritrea un territorio conteso tra le parti.
È proprio in questa zona che si sono ritrovati i due leader, in occasione della festa per il Capodanno etiope. A Zalambessa, simbolicamente, i militari delle due nazioni hanno tolto i sacchi di sabbia che bloccavano il passaggio, si sono salutati e hanno danzato insieme. Le immagini sono state trasmesse in diretta dalla televisione nazionale etiope.
Ethiopia reopens embassy in Eritrea in further warming of ties https://t.co/vVoR4ch4ds pic.twitter.com/pnpjdsy7Tq
— Reuters Top News (@Reuters) 6 settembre 2018
“Lavorando insieme anziché distruggendoci, aiutandoci anziché sabotandoci, potremo progredire”, ha affermato il presidente della regione frontaliera del Tigré. “Spero che potremo edificare un modello di pace, di fratellanza e di cooperazione nei prossimi anni”, ha aggiunto.
Per l’Etiopia in particolare, la riapertura della frontiera è molto più che un simbolo. La nazione aveva perso l’accesso strategico al mar Rosso. Ora, grazie allo sfruttamento dei porti eritrei di Assab e Massawa, si potranno sviluppare fortemente le importazioni e le esportazioni.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Non solo petrolio: la guerra in Medio Oriente blocca anche il mercato dei fertilizzanti, con gravi rischi per agricoltura e alimentazione.
Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.
I raid israeliani sul Libano sono i più pesanti da diverse settimane e hanno colpito tanto la capitale Beirut quanto il sud del paese. L’Iran minaccia ripercussioni.
La risoluzione Onu non ha carattere vincolante ma può aprire la strada a scuse pubbliche e risarcimenti. Gli Usa hanno votato contro, l’Italia si è astenuta.
I bombardamenti israeliani sul Libano hanno già causato oltre 900 morti e un milione di sfollati. Israele vuole replicare quanto fatto nella Striscia di Gaza?
Impianti di desalinizzazione, vulnerabilità ambientale, intrecci finanziari: cosa c’entra l’acqua con la guerra in Medio Oriente.
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione economica su Cuba. La situazione è una crisi umanitaria drammatica.
Il conflitto nel Golfo minaccia una delle infrastrutture energetiche più importanti, con effetti su mercati, commercio e sicurezza energetica globale. Qual è la storia, chi sono gli attori e le possibili conseguenze.