Elezioni europee, cosa si aspettano gli italiani dai partiti su ambiente e clima

L’85 per cento degli italiani sarebbe disposto a votare alle elezioni europee un partito che metta al centro le tematiche ambientali, come lotta contro l’inquinamento, sostenibilità, energie rinnovabili.

Manca ormai meno di un mese alle elezioni europee del prossimo 26 maggio e per i cittadini europei una delle più grandi priorità che i partiti dovrebbero affrontare è quello dei cambiamenti climatici. E gli italiani ora si mostrano più sensibili della media sul tema: secondo una ricerca condotta da Ipsos Mori per la organizzazione internzionale no-profit European climate foundation, infatti, almeno l’85 per cento dei nostri connazionali vorrebbe che i partiti politici, in occasione delle elezioni europee, mettessero come priorità le politiche ambientali, in particolare il rispetto degli animali e della natura, la riduzione dell’inquinamento atmosferico, la lotta al riscaldamento globale e lo sviluppo di una agricoltura più sostenibile.

Gli impegni più richiesti sul fronte ambientale

Sarà l’effetto-Greta Thunberg, o una generale e progressiva presa di coscienza della popolazione, fatto sta che i potenziali elettori sembrano essere più avanti dei partiti che puntano a rappresentarli: i cittadini italiani infatti, secondo il sondaggio, sarebbero disposti a indirizzare il proprio voto verso quei leader politici che si impegnassero su alcuni punti specifici. Tra questi:

    • Costringere le compagnie più inquinanti a rendersi più “pulite” e a smettere di distruggere il pianeta (86 per cento degli italiani)

 

 

    • Assicurare il passaggio a energie più pulite e meno costose, visto il crescente prezzo di gas ed elettricità. (86 per cento degli italiani)

 

 

    • Tagliare l’uso di pesticidi e antibiotici in agricoltura per tutelare la salute dei consumatori (e per una produzione alimentare più sostenibile (85 per cento)

 

 

    • Assicurare nuovi posti di lavoro e retribuzioni adeguate nel business della sostenibilità, come l’efficientamento energetico e la produzione di energie rinnovabili (83 per cento)

 

 

Gli italiani chiedono che le tematiche ambientali facciano parte del dibattito politico per le Europee / European Parliament Study
Gli italiani chiedono che le tematiche ambientali facciano parte del dibattito politico per le Europee / European Parliament Study

E ancora, sebbene con percentuali leggermente minori, sarebbero graditi impegni un po’ più generici, di principio, quali: lavorare per proteggere la natura e fermare chi la sta distruggendo; investire nella prevenzione dei disastri meteorologici;  fare dell’Unione europea un leader globale nella lotta ai cambiamenti climatici.

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Il fronte su cui gli italiani si mostrano un po’ più restii al cambiamento è invece quello dei trasporti: “solamente” per il 76 per cento dei potenziali elettori infatti sarebbe importante limitare l’uso di automobili a diesel o a benzina, tra i principali fattori di inquinamento atmosferico.

Italiani più sensibili degli altri europei

Ma si tratta comunque di una percentuale piuttosto alta, e nettamente superiore a quella registrata dalla stessa ricerca nel resto d’Europa, dove questa richiesta si attesa solo al 68 per cento. Più in generale, gli italiani si dimostrano almeno programmaticamente più attenti degli altri europei sui temi ambientali, con percentuali costantemente più alte (la media europea degli interessati alle politiche ambientali si ferma all’82 per cento contro l’85 italiana).

L'attenzione alle politiche ambientali, curiosamente, riguarda le fasce di età di elevate della popolazione / European Parliament Study
L’attenzione alle politiche ambientali, curiosamente, riguarda le fasce di età di elevate della popolazione / European Parliament Study

Ancora più sorprendente è però il dato disaggregato per fasce d’età: curiosamente, i più interessati all’ambiente sembrano essere gli adulti rispetto ai giovani, e addirittura la richiesta di politiche ambientali europee si impenna a oltre il 90 per cento degli ultrasessantenni, mentre risulta molto meno pressante tra i minori di 30 anni. Segno che per la piccola e coraggiosa Greta c’è ancora molto da fare: nel frattempo, ci sarà da verificare se i partiti sapranno effettivamente rispondere alle esigenze dei cittadini.

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