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Sono architettonicamente affascinanti, forse perché solitari e capaci di regalare la luce e quindi garantire “la strada” anche di notte. Di certo, quando ne scorgiamo uno, l’istinto è quello di raggiungerlo. Forse però non tutti sanno che è possibile soggiornarci in un’atmosfera tra il letterario e il sognante. I fari in Italia, una luce diversa
Sono architettonicamente affascinanti, forse perché solitari e capaci di regalare la luce e quindi garantire “la strada” anche di notte. Di certo, quando ne scorgiamo uno, l’istinto è quello di raggiungerlo. Forse però non tutti sanno che è possibile soggiornarci in un’atmosfera tra il letterario e il sognante.
È recente la notizia che il Demanio dello Stato ha lanciato una consultazione pubblica, nell’ambito del progetto Valore Paese Fari, finalizzata a raccogliere suggerimenti e proposte per formulare i bandi di gara che li assegnerà in concessione fino a 50 anni a privati, per realizzare progetti imprenditoriali di turismo culturale ed eco-sostenibile. La maggior parte dei fari oggi nel nostro paese non viene sfruttata e, anzi, è in totale degrado, dunque quest’iniziativa è un’ottima idea, soprattutto se si pensa ai pochi fari utilizzati in ambito turistico.
Un bell’esempio è il Faro di Capo Spartivento nel sud-est della Sardegna, a cinquanta chilometri da Cagliari. La sua lanterna è un punto di riferimento per i naviganti dal 1856, e fino al 1980 ha ospitato numerose famiglie di Faristi. La struttura fu realizzata dalla Marina Militare, e in tempi recenti è stata recuperata in modo magistrale. Il faro ora di proprietà privata, anche se la lanterna è tuttora funzionante.
La struttura è aperta tutto l’anno, dispone di suite, due piccoli appartamenti e una camera singola. Sul tetto è sistemata una bella vetrata da cui nelle ore notturne si ammira il cielo stellato. C’è una piscina, delle vasche idromassaggio, postazioni internet, le vicine spiagge di Cala Cipolla e Su Giudeu, entrambe raggiungibili a piedi.
Altri fari valgono una visita (anche se solo dall’esterno): l’Italia, con la sua tradizione marinara, dall’epoca delle Repubbliche marinare, soprattutto di Genova e Pisa, costruì fari che sono diventati monumenti nazionali come la Lanterna di Genova e il Faro di Livorno, considerati tra i più antichi. Opere imponenti, di grande valore storico, di aspetto slanciato ed equilibrato che rappresentano il rifiorire delle forme architettoniche.
La Lanterna di Genova è stata nel corso dei secoli torre di segnalamento e prigione, oggi è un faro straordinario che identifica la città di Genova ed è riconosciuto come monumento nazionale. Storia più recente ha invece il Faro di Livorno, eretto tra il 1303 e il 1305 a opera della Repubblica marinara di Pisa. Sarebbe stato il più antico d’Italia se le cariche di dinamite delle truppe tedesche non lo avessero fatto saltare nel 1944. Grazie però alla ferma volontà dei cittadini di Livorno, è stato possibile nel 1956 inaugurare una sua fedele ricostruzione, ora monumento nazionale.
Il Faro di Trieste uno dei pochi a essere visitabile e accessibile al pubblico, è sicuramente quello più singolare d’Italia sia per la sua forma architettonica, così particolare da assomigliare a un fusto di una colonna, sia perché è stato l’unico a essere stato inaugurato da un re.
È un monumento commemorativo, nato per essere dedicato ai marinai caduti nella prima guerra mondiale. Prende il suo nome, Faro della Vittoria, dalla statua della Vittoria Alata.
Le sue ali furono progettate in maniera tale da opporre la minor resistenza al vento e in grado di potersi flettere alle raffiche di bora più inclementi, tant’è che la leggenda narra che molti triestini ricordano di aver visto le ali muoversi nelle giornate in cui la bora soffia violentemente.
Altri fari da ammirare sono: Cozzo Spadaro a Porto Palo di Capo Passero in Sicilia e Capo Grecale nell’isola di Lampedusa. Cozzo Spadaro è un gioiello di architettura unico e assomiglia a un faro francese; Capo Grecale a Lampedusa speriamo, in questi giorni, dia luce ad arrivi di speranza sulla costa.
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