Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
È il primo caso di risarcimento dall’entrata in vigore della legge per la riconquista della biodiversità, della natura e dei paesaggi del 2016.
La biodiversità ha una straordinaria importanza per la salute degli ecosistemi ed è parte integrante delle società umane, che da essa dipendono tanto da un punto di vista strettamente utilitaristico, ci fornisce infatti cibo, medicinali e risorse, quanto culturale e identitario. Stabilirne l’effettivo valore economico, oltre a rischiare di svilirla, non è semplice, poiché la maggior parte delle connessioni ecologiche e delle cascate trofiche che la caratterizzano, coi loro ramificati effetti, è ancora invisibile ai nostri occhi.
Può essere tuttavia necessario, ed è quanto ha fatto il tribunale di Marsiglia, che lo scorso 6 marzo ha emesso una sentenza storica. Per la prima volta, infatti, è stata emessa una condanna che impone il risarcimento dei danni ecologici provocati.
Quattro bracconieri, che per oltre quattro anni hanno pescato illegalmente nelle acque protette del parco nazionale delle Calanques, nei pressi di Marsiglia, sono stati condannati a pagare un risarcimento di oltre 385mila euro all’area protetta, per i danni ecologici inflitti ai suoi ecosistemi.
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In particolare i quattro, che potranno tuttavia fare ricorso, dovranno pagare 350.060 euro per restaurare l’ambiente saccheggiato, 20mila euro per i danni “alla missione del parco nazionale” e 15mila per i danni all’immagine e alla reputazione del parco.
I pescatori di frodo (già condannati nel 2018 a pene che vanno dai quindici ai diciotto mesi con sospensione condizionale della pena) pescavano di notte armati di arpione, per poi vendere il pescato ai ristoratori locali, e sarebbero responsabili della cattura di svariate tonnellate di creature marine, tra cui cernie, polpi e ricci di mare.
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Si tratta, come detto, di un provvedimento senza precedenti, è il primo caso di risarcimento per danni ecologici inflitti alla natura dall’entrata in vigore della legge per la riconquista della biodiversità, della natura e dei paesaggi del 2016. La legge è stata adottata proprio per “sancire nel diritto francese una visione dinamica e rinnovata della biodiversità – si legge sul sito del ministero della Transizione ecologica e solidale francese – e mira a proteggere e migliorare il nostro patrimonio naturale, per rendere la Francia un Paese di eccellenza ambientale”. La legge prevede, tra le altre cose, un sistema di risarcimento conseguente al danno ambientale.
Décision historique prise ce matin par le Tribunal correctionnel de Marseille sur la réparation du préjudice écologique. Braconniers, restaurateurs et écaillers condamnés à versé plus de 400 000 euros de dommages et intérêts au @ParcCalanques + : https://t.co/Pxgcr8A1Vb pic.twitter.com/7wFwmX2gc7
— Parc des Calanques (@ParcCalanques) March 6, 2020
Stabilire l’effettivo danno ambientale ed economico inflitto agli ecosistemi del parco delle Calanques non è semplice. Per farlo è stata valutata sia la quantità di animali catturati, stimati grazie alle intercettazioni telefoniche, ma anche il ruolo di tali animali nella catena trofica marina. La cattura di predatori apicali come la cernia bruna (Epinephelus marginatus), ad esempio, ha ripercussioni sul resto dell’ecosistema. La cattura di esemplari senili di questa specie ha dunque un costo più alto di quello di altri animali.
I soldi del risarcimento saranno utilizzati dall’ente parco per tentare di riparare i danni ecologici causati dai pescatori di frodo e compensare la scomparsa della biomassa. I biologi dell’area protetta hanno stimato che, considerando il prelievo di migliaia di ricci di mare e di 4,5 tonnellate tra pesci e polpi, sarà necessario restaurare quasi 70 ettari di riserva.
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La vita di un’anziana cernia bruna, incontrastata imperatrice dei fondali rocciosi che può raggiungere i 60 anni, di un polpo, animale dalla sofisticata e stupefacente intelligenza ma dalla breve esistenza, e di tutte le altre creature catturate illegalmente, non potrà essere davvero risarcita. Questa sentenza costituirà però un importante deterrente per i bracconieri e un primo passo verso una maggiore tutela della ricchezza della natura francese. “Dimostra che la natura ha valore e che coloro che la attaccano saranno puniti”, ha commentato Didier Réault, presidente del parco nazionale delle Calanques.
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