Due scosse di terremoto hanno causato almeno 1.450 morti e 50mila dispersi in Venezuela. E la crisi economica e sociale del paese complica le operazioni di soccorso.
Via libera dell’Assemblea Nazionale all’articolo che prevede lo stop alle nuove esplorazioni petrolifere. Per la Francia è una scelta soprattutto simbolica.
L’Assemblea Nazionale francese ha approvato, nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4 ottobre, l’articolo-chiave della legge presentata dal ministro dell’Ambiente Nicolas Hulot. Il testo prevede lo stop alla concessione di nuovi permessi per le esplorazioni petrolifere sul territorio della nazione europea. Inoltre, quelli esistenti non potranno essere rinnovati al di là del 2040.
L’article de loi sur la fin de la production d’hydrocarbures adopté à l’Assemblée nationale https://t.co/6fprUXE8X5 @APReboul_AFP #AFP pic.twitter.com/kuDvfgqNRk
— Agence France-Presse (@afpfr) 4 ottobre 2017
“I cambiamenti climatici non conoscono frontiere geografiche e non possono permettersi giochi politici. Abbiamo molto poco tempo per invertire la rotta”, ha spiegato il ministro aprendo il dibattito nel pomeriggio. “Per noi – ha aggiunto – si tratta anche di una risposta a coloro, in particolare gli Stati Uniti, che stanno cercando di affossare l’Accordo di Parigi”.
Dopo la Costa Rica, la Francia punta così a porsi come pioniera mondiale della transizione energetica. Va detto, però, che la norma approvata oltralpe è soprattutto simbolica: la nazione europea produce solamente 815mila tonnellate di petrolio all’anno. Si tratta di circa l’uno per cento di quanto consumato. E la legge non prevede diminuzioni delle importazioni.
Il provvedimento dovrebbe essere adottato definitivamente entro la fine dell’anno.
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