La legge sulla valorizzazione del mare contiene una norma di principio per la tutela di un ecosistema unico, ma per ora non sono previsti strumenti reali.
In occasione della Giornata mondiale dell’orso polare, il Wwf ci chiede: riuscireste a immaginare un mondo senza orsi polari?
La Giornata mondiale dell’orso polare si festeggia il 27 febbraio. È stata istituita dall’organizzazione no profit Polar bears international allo scopo di aumentare la consapevolezza del pubblico riguardo alle sfide che gli orsi polari devono affrontare ogni giorno a causa del riscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacci, e per invitare ciascuno di noi a compiere un piccolo gesto in occasione di questo appuntamento speciale.
Polar bears international lancia la Thermostat challenge: aumentare o diminuire di almeno due gradi – in base all’emisfero in cui ci si trova – la temperatura del proprio termostato, e regolarla ulteriormente durante la notte o quando nessuno è in casa. In particolare gli studenti possono trovare sul sito vari strumenti per coinvolgere il maggior numero di persone possibile: un’email da inviare al proprio dirigente scolastico, delle linee guida per preparare un discorso da tenere a scuola, una lettera da spedire al direttore della testata locale e delle schede da far firmare ad amici e parenti che accettano di partecipare alla sfida. L’invito è poi quello a condividere sui social la propria esperienza con l’hashtag #ThermostatChallenge.
Tomorrow, February 27th, join us in taking the #thermostatchallenge on International Polar Bear Day to #saveourseaice @PolarBears @NRDC pic.twitter.com/ORP91rF1kI
— Thermostat Recycling (@tstat_recycle) 26 febbraio 2018
Non solo oggi, però, dobbiamo ricordarci degli orsi polari: la loro casa si rimpicciolisce ogni giorno. A gennaio del 2018 la superficie media dei ghiacci artici era di circa 13 milioni di chilometri quadrati: 110mila chilometri quadrati in meno rispetto all’anno precedente e 1,36 milioni di chilometri quadrati in meno rispetto alle medie del periodo 1981-2010, stando ai rilevamenti del National snow & ice data center. In occasione del #PolarBearDay, il Wwf (World wide fund for nature) avverte: “Entro i prossimi 35 anni rischiamo di perdere il 30 per cento della popolazione di orso polare finora stimata tra i ghiacci artici”.
La maggior parte degli orsi polari vive in Canada, ma si stima che nel mondo ce ne siano tra i 22mila e i 31mila esemplari suddivisi in 19 sotto-popolazioni. Sono abili nuotatori e si cibano di foche dagli anelli e foche barbute. Anche le loro prede vivono sui ghiacci e dato che questi si stanno ritirando gli orsi sono obbligati “a percorrere sempre maggiori tratti sulla terraferma, e la difficoltà di trovare sufficiente cibo li spinge ad avvicinarsi pericolosamente ai centri abitati. La riduzione dei potenziali conflitti tra orsi e umani è un’altra delle sfide del Wwf per la salvezza della specie”, classificata come vulnerabile dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn). A minacciare questi mammiferi sono anche le esplorazioni petrolifere nel loro habitat.
L’Unione europea, gli Stati Uniti e altre sette nazioni hanno raggiunto un accordo che vieta la pesca commerciale nelle acque dell’Artico per i prossimi sedici anni, che senz’altro avrà ricadute positive anche sul benessere degli orsi polari. Dalla Thermostat challenge all’adozione, poi, sono tanti i modi in cui ognuno di noi può contribuire a salvare questi mammiferi dall’aspetto tanto tenero.
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