Francia, Spagna, Portogallo e Grecia sono impegnate a combattere gli incendi, alcuni dei quali ancora fuori controllo.
Con Open Foris, Google e Fao collaborano per la raccolta, l’analisi e la divulgazione di dati su foreste e desertificazione. Un’app accessibile a tutti che tiene sotto controllo la Terra.
Il legame tra la tecnologia digitale e le immagini satellitari sta rivoluzionando il modo in cui monitorare la deforestazione e la desertificazione, per contrastarle. Per questo è importante che i paesi che si sforzano di ridurre il proprio impatto ambientale siano dotati degli strumenti giusti. Per aiutare queste nazioni, l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) ha lanciato Open Foris, un’iniziativa che ha l’obiettivo di sviluppare, condividere e promuovere software che raccolgono, analizzano e divulgano dati in modo semplice, trasparente e nel tempo.
Tra i vari strumenti c’è Collect Earth, un’app facile da utilizzare che può stimare il grado di deforestazione di un territorio e qualsiasi altra forma di sfruttamento del terreno. Ciò permette ai paesi di quantificare l’impatto ambientale e le emissioni di gas serra. La app utilizza l’interfaccia e le immagini satellitari di Google Earth – che mette a disposizione di tutti immagini attuali e vecchie ad alta risoluzione – per osservare i lotti di terra. Grazie a queste applicazioni, chiunque può accedere a questi database e osservare, monitorare, paragonare e eventualmente prevenire i cambiamenti che si verificano sul pianeta.
Google ha aperto i suoi archivi mentre la Fao sta decifrando le immagini per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici sulla sicurezza alimentare in tutto il mondo. A utilizzare questi strumenti non sono solo le aziende private o gli enti pubblici: anche i produttori agricoli su piccola scala possono monitorare un appezzamento di terra di massimo mezzo ettaro con il loro smartphone e prevenire i problemi che interessano le colture.
Collect Earth è utilizzato dalla Fao per monitorare le foreste e per fare una stima delle terre soggette a desertificazione in Africa. L’app può essere personalizzata per adattarsi a diversi ambienti e parametri ambientali. Per esempio, sempre tramite l’app, l’organizzazione è riuscita a determinare lo stato di salute di questi luoghi.
In Cile, Namibia, Papua Nuova Guinea, Tunisia, Bhutan e a Panama l’organizzazione ha coordinato dei corsi di formazione per insegnare al proprio staff a usare il software. D’altro canto Google ha creato una divisione chiamata Geo for good, che ha lo scopo di favorire l’interazione tra il motore di Google Earth e l’app della Fao.
Di conseguenza la Fao è riuscita a migliorare le previsioni e il controllo delle invasioni di locuste nel deserto africano, a ridurre la degradazione del suolo e ad analizzare l’andamento delle precipitazioni in aree specifiche. Google aiuta a migliorare l’efficienza, la qualità, la tempestività e l’efficacia della raccolta dati. Anche se i satelliti non riescono ancora a “vedere” gli insetti, possono comunque accelerare l’individuazione di terreni fertili e attuare interventi più efficaci.
Una quantità di dati enorme è disponibile e aumenta ogni giorno. In passato l’analisi di questi dati era complessa, era effettuata principalmente dalle università e i risultati non erano accessibili. Oggi è a disposizione di tutti liberamente. Anche se l’immagine satellitare non può sostituire l’esperienza sul campo, perché la verifica del terreno è sempre necessaria, offre comunque frontiere infinite.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Francia, Spagna, Portogallo e Grecia sono impegnate a combattere gli incendi, alcuni dei quali ancora fuori controllo.
Un indicatore sempre più citato negli studi di climatologia è lo squilibrio energetico della Terra, cruciale per capire i cambiamenti climatici.
Doppio allarme delle associazioni ambientaliste: tagliati i fondi alle Regioni per il ripristino della natura, ritardi sulla giustizia climatica.
Il servizio di monitoraggio climatico europeo Copernicus ha annunciato un nuovo record per le temperature marine per il periodo in corso.
Temperature massime, notti tropicali, tempeste di fulmini: l’ondata di caldo attuale è la più violenta mai vissuta nell’epoca contemporanea in Europa.
Un’ondata di caldo estremo sta colpendo numerose nazioni europee: è il portato della crisi climatica. E andrà sempre peggio.
Alla “pre-Cop” di Bonn numerose nazioni hanno denunciato inediti tentativi di mettere apertamente in discussione la scienza del clima.
Il rapporto Stato del clima in Africa dell’Omm sottolinea gli impatti crescenti del riscaldamento globale sul continente.
Agli eventi estremi occorre abituarsi, perché non sono più l’eccezione: a spiegarlo è il servizio di monitoraggio climatico europeo Copernicus.

