Dal governo in arrivo 9 miliardi di incentivi per le rinnovabili

Firmato un decreto che stanzia 435 milioni l’anno per lo sviluppo di energie pulite. Renzi soddisfatto, ma per Greenpeace sono troppo pochi

Nove miliardi di euro di incentivi per le energie rinnovabili. Sono i nuovi fondi contenuti nel decreto firmato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Gli incentivi saranno erogati annualmente, 435 milioni alla volta, e gli obiettivi saranno differenziati: la metà dei fondi – ha detto Calenda – lavoreranno su quelle fonti che hanno un risultato molto positivo immediatamente, quasi in equilibrio, per esempio l’eolico. Il 25 per cento sarà destinato alle tecnologie di frontiera, come il termodinamico, di cui abbiamo la tecnologia ma non un posto per l’implementazione in Italia. L’ultimo quarto (dunque 100 milioni all’anno) va al grande tema dell’economia circolare, quindi biomasse e parti di scarto.

 

La ripartizione dei fondi stanziati dal Governo nel dettaglio

Secondo gli schemi mostrati dal governo, ogni anno andranno 85 per l’eolico on-shore (perché “si tratta di un settore a basso costo incentivo, che ha dimostrato di poter sviluppare un’ampia concorrenza sulle procedure di accesso” spiega il governo nelle slide)  10 milioni per l’eolico off-shore “per recuperare investimenti già avviati nel settore e sperimentare il regime di aiuto su una tecnologia non diffusa in Italia”; 61 milioni per l’idro “che h un buon potenziale di crescita soprattutto di piccoli impianti, e buone ricadute sulla filiera nazionale)  37 per il geotermico “in cui l’Italia vanta una indubbia leadership internazionale”; 105 milioni per le biomasse perché “la valorizzazione energetica di scarti e residui rappresenta un’importante modalità di integrazione tra agricoltura ed energia e di promozione dell’economia circolare; 10 per i rifiuti e in particolare “per la chiusura dei ciclo dei rifiuti 98 milioni per il solare termodinamico (“Si introduce la possibilità di dimostrare tecnologie innovative, su cui il nostro Paese ha sviluppato importanti brevetti, con forti potenziali di sviluppo su mercati esteri) e 29 milioni per i rifacimenti, in particolare indirizzati all’eolico e all’idrico.

 

L'Italia ha superato da tempo il target minimo europeo di produzione elettrica © Mise
L’Italia ha superato da tempo il target minimo europeo di produzione elettrica © Mise

Renzi soddisfatto, Greenpeace no.

Il premier Matteo Renzi, presente alla firma del decreto, si è detto soddisfatto: “Vorrei che fosse chiaro il messaggio, le migliori tecnologie e competenze stanno nelle aziende italiane che lavorano in questo settore”.  Non altrettanto soddisfatto è Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, per il quale “si tratta di una cifra davvero bassa, parliamo di circa 450  milioni l’anno. Inoltre ci chiediamo se il governo intenderò puntare sui grandi impianti a biomasse o se si promuoveranno politiche che aiutino i piccoli produttori di energia  fotovoltaica ed eolica, come indica chiaramente la Ue”.

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