Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
Due grafici spiegano in modo chiaro quali sono le nazioni che, in valori assoluti e pro capite, sprecano le quantità maggiori di cibo.
Più di 550 milioni di tonnellate per quanto riguarda le famiglie. Quasi 250 milioni per il settore della ristorazione. Lo spreco di cibo, in tutto il mondo, raggiunge ogni anno quasi il miliardo di tonnellate, secondo un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep). Un dato gigantesco, che appare ancor più inaccettabile se si tiene conto del numero di persone che ancora patiscono la fame in tutto il mondo, a causa di guerre, carestie, catastrofi naturali o povertà.
Mediamente, in ciascun nucleo familiare del Pianeta, vengono buttati ogni anno 74 chilogrammi di generi alimentari di ogni tipo. Non sorprende il fatto che siano i paesi più popolosi del mondo a presentare i dati assoluti più alti. La Cina e l’India, infatti, figurano in testa alla classifica, seguite dagli Stati Uniti e dal Giappone.
I dati cambiano tuttavia sensibilmente se si fa riferimento alla media per ciascun abitante. In questo caso, infatti, sono gli australiani che risultano i peggiori, con ben 102 chilogrammi all’anno sprecati. Al secondo posto ci sono i francesi, con 85 chilogrammi. Terzi a pari merito i britannici e la spagnoli con 77 chilogrammi. L’Italia invece è sesta, con 67 chilogrammi, poco sopra Cina e Giappone (64).
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
2.900 progetti ambientali e sociali in Italia e all’estero con enti del terzo settore. Il bando del servizio civile è aperto fino all’8 aprile per le ragazze e i ragazzi tra i 18 e i 28 anni.
Ecosistemi complessi, le marine animal forests forniscono servizi essenziali per la sopravvivenza di molte specie, inclusa la nostra.
Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Nell’ambito della Forestami Academy, alcune classi di Milano avranno accesso a un programma educativo sulla tree canopy cover, in collaborazione con il Gruppo Prada.
Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
Una densa nube avvolge la capitale dell’Iran. L’aria è irrespirabile ed è caduta pioggia acida che potrebbe contaminare le falde acquifere.
