Germania, attentato nella città di Hanau. Si sospetta un crimine d’odio

Un uomo ha aperto il fuoco in due bar di Hanau, in Germania, e ha ucciso nove persone. Il sospettato è stato poi trovato morto in casa sua insieme al cadavere della madre. Si pensa a un attentato di estrema destra.

È di undici morti e almeno quattro feriti il bilancio della strage di Hanau, in Germania. Nella notte di mercoledì 19 febbraio, un uomo ha esploso dei colpi di arma da fuoco in due bar frequentati dalla comunità turca della città, uccidendo nove persone. La polizia ha poi trovato il corpo senza vita del sospettato nella sua abitazione, insieme al cadavere della madre. Secondo il giornale tedesco Bild, il presunto attentatore avrebbe lasciato una lettera dove afferma che i popoli che non possono più essere espulsi dalla Germania debbano essere “annientati”.

I luoghi dell’attentato sono frequentati dalla comunità turca

La strage è stata perpetuata in due shisha bar dove la comunità turca della città si ritrova per fumare il tradizionale narghilè, la pipa ad acqua profumata diffusa nei paesi arabi. Dovrebbe essere un rito che simboleggia unione, amicizia e fratellanza, ma che ieri sera è stato interrotto dalla follia di una singola persona.

I motivi dietro l’attentato di Hanau

Il Bild parla di un video e di una lettera in cui Tobias R., questo il nome del presunto attentatore, avrebbe spiegato le ragioni del suo folle gesto. Secondo l’uomo, tedesco ed estremista di destra, i popoli che non si riescono a espellere dalla Germania andrebbero sterminati. Il sindaco della città Klaus Caminsky ha detto al quotidiano tedesco di “non riuscire a immaginare una serata peggiore di questa”, mentre questa mattina, il portavoce della cancelliera Angela MerkelSteffen Seibert, ha espresso il suo cordoglio alle famiglie delle vittime tramite un tweet.

Solamente quattro giorni fa a Berlino, un’altra sparatoria aveva ucciso una persona vicino al Tempodrom dove si stava svolgendo una commedia turca.

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