Harry Potter vale bene un bosco

La stampa del quinto volume di Harry Potter non peserà sull’ambiente. L’autrice, Joanne Kathleen Rowling, ha infatti chiesto alle case editrici di utilizzare carta certificata che rispetti le foreste.

“Libri = consumo di carta = distruzione di boschi”: questo teorema
non vale nel caso di “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, il
nuovo volume di prossima uscita anche sul mercato italiano. Lo
stimolo è partito dall’autrice Joanne Kathleen Rowling, che
ha chiesto alle case editrici di tutto il mondo di utilizzare una
carta che rispetti le foreste. Qual è la via che rispetta
maggiormente le foreste? Una questione complessa che richiede
approfondimento.

Le foreste primarie, molto importanti per il clima
globale
e per gli habitat che offrono protezione a due
terzi della biodiversità terrestre, alle popolazioni
indigene e a animali come i
primati
, sono seriamente minacciate. Questo
perché abbattere gli alberi di queste foreste per venderli
come legname da costruzione o per trasformali in cellulosa per la
produzione di carta, è diventato una considerevole fonte di
guadagno per molti. Chi desidera realmente di salvaguardare queste
preziose zone boschive, dovrebbe evitare di usare cellulosa
prodotta con alberi di foreste primarie o comunque di foreste di
alto valore ambientale. Di solito questo si fa utilizzando carta
riciclata per produrre nuova carta, una cosa certamente positiva,
ma con un inghippo: potrebbe essere che la carta riciclata sia in
origine prodotta con cellulosa proveniente da foreste di alto
valore ambientale. Il problema può essere affrontato alla
radice solamente se la cellulosa proviene da boschi gestiti in modo
corretto dal punto di vista ambientale e sociale o da boschi di
nuova crescità.

Ma come conoscere la provenienza della cellulosa? Esiste una
certificazione FSC (Forest Steward Council) che garantisce la
provenienza corretta dal punto di vista ambientale e sociale. Si
tratta di un marchio indipendente che Greenpeace e altre
associazioni ambientaliste hanno lanciato e stanno diffondendo, con
successo. Sono già 25 gli editori che hanno aderito alla
campagna. E oltre Joanne Kathleen Rowling anche Margaret Atwood,
Dacia Maraini, Stefano Benni, Enzo Siciliano e altri si stanno
impegnando per convincere gli editori a utilizzare carta
certificata FSC. Tra gli editori italiani la Salani ha raccolto
l’invito della Rowling e di Greenpeace. Il 30% della carta
utilizzata per “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” è
garantita FCS (di più non esiste attualmente sul mercato) il
resto non proviene comunque dalla distruzione di foreste primarie o
di alto valore ambientale.

La casa editrice Salani ha fatto di più, mettendo l’edizione
di questo libro a Impatto Zero con LifeGate, secondo un sistema,
elaborato dal Politecnico di Losanna, che neutralizza l’impatto
ambientale della stampa e della distribuzione del libro. Si pensi,
per esempio, alle migliaia di camion in giro tra stamperia e
librerie! Piantando e conservando 500’000 metri quadri di foresta
in Costarica e di bosco in Italia, l’impatto sull’ambiente viene
neutralizzato.
Dunque, per una volta, si può acquistare un prodotto con la
tranquillità d’animo di non nuocere, neppure indirettamente,
al nostro habitat e all’ecosistema.


Rita Imwinkelried

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