Uno studio dell’Istituto Potsdam rivela che nell’ultimo decennio il riscaldamento globale ha subito una netta accelerazione, a +0,35 gradi centigradi.
Le ondate di caldo eccezionali e precoci hanno fatto impennare le temperature delle acque del Mediterraneo. Alcuni ricercatori francesi lanciano l’allarme.
Una delle conseguenze dirette dell’ondata di caldo eccezionale e precoce che ha investito l’Europa nel mese di giugno 2019 è la crescita della temperatura delle acque del mar Mediterraneo. In Francia, una delle nazioni più colpite dalla canicola (il caldo ha fatto registrare il record assoluto sul territorio transalpino, con 45,9 gradi centigradi), alcuni esperti e scienziati hanno analizzato la situazione del Mediterraneo.
Paul Marquis, meteorologo, ha confermato al quotidiano 20 Minutes i dati allarmanti: la temperature nel mare “è arrivata a 28 gradi centigradi al largo e in alcuni casi, nei pressi del litorale di Marsiglia, ha raggiunto i 32 gradi”. Si tratta, secondo l’esperto, di una situazione “che non ha nulla di normale. Neanche nel 2003 il mare era arrivato a tali valori. E mai nell’epoca contemporanea erano state raggiunte temperature simili. Né all’inizio, né alla fine delle estati”.
#Méditerranée : l’eau de la mer Méditerranée bat des records avec une température anormale de 31 °C voire 32 °C depuis la fin du mois de juin. #ClimateEmergency pic.twitter.com/X1T9fzqsAF
— ECOMNEWSMED (@ecomnewsmed) 9 luglio 2019
E a patire in particolare sono gli ecosistemi acquatici: “I coralli sono quelli che rischiano di più – ha ammonito Christine Ferrier-Pages, del Centro scientifico del principato di Monaco -. Generalmente resistono fino a 24-25 gradi. Ciò dipenderà ovviamente dalla durata del fenomeno”. Inoltre, secondo la scienziata “i pesci potrebbero spostarsi più in profondità”, modificando gli equilibri marini.
Parlando alla radio France Info, Olivier Dufourneaud, dirigente dell’Istituto oceanografico di Monaco, sottolinea che “questa ondata di caldo non è stata accompagnata, in seguito, da un colpo di vento che avrebbe permesso di “mescolare” le acque superficiali e quelle profonde”.
It’s summer, temperature in the Mediterranean Sea is going up, up, up! (heat wave might be helping as well of course…).
Here is the VIIRS SST 10 days ago and today (top row). Difference between them and basin average in bottom row#DINEOF
More at https://t.co/BGrhW31M5O pic.twitter.com/7BWyxGUyJh— Aida Alvera Azcarate (@aida_alvera) 27 giugno 2019
Un parere condiviso da Patrick Raimbault, ricercatore dell’Istituto mediterraneo di oceanografia, secondo il quale se il fenomeno perdurerà “il calore si propagherà in profondità, colpendo ecosistemi che non sono abituati a temperature superiori ai 18 gradi. Nel 1999 a causa di un episodio simile, abbiamo assistito a fenomeni di sbiancamento dei coralli che hanno provocato a sua volta conseguenze su numerose specie del Mediterraneo”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Uno studio dell’Istituto Potsdam rivela che nell’ultimo decennio il riscaldamento globale ha subito una netta accelerazione, a +0,35 gradi centigradi.
Il nuovo rapporto dell’intelligence italiana dedica un focus anche ai cambiamenti climatici e agli impatti sulle migrazioni e sulla sicurezza interna.
Il colosso TotalEnergies deve difendersi dall’accusa di non aver tenuto conto delle conseguenze sul clima derivanti dall’uso dei suoi prodotti.
In Europa danni per oltre 800 miliardi di euro in 40 anni. Senza adattamento rischiamo il 7 per cento del Prodotto interno lordo.
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.
Ondate di caldo marino, uragani sempre più potenti e insufficienti attività di protezione stanno decimando i coralli nel Mar dei Caraibi.
Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
Uno studio conclude che la tempesta Harry che ha colpito il Sud Italia sarebbe stata meno devastante in assenza del riscaldamento globale.
Sicilia, Sardegna e Calabria sono le tre regioni più colpite dalla tempesta Harry. Ingenti i danni, ma non ci sono state vittime.
