Il caldo eccezionale surriscalda il Mediterraneo: a rischio i coralli

Le ondate di caldo eccezionali e precoci hanno fatto impennare le temperature delle acque del Mediterraneo. Alcuni ricercatori francesi lanciano l’allarme.

Una delle conseguenze dirette dell’ondata di caldo eccezionale e precoce che ha investito l’Europa nel mese di giugno 2019 è la crescita della temperatura delle acque del mar Mediterraneo. In Francia, una delle nazioni più colpite dalla canicola (il caldo ha fatto registrare il record assoluto sul territorio transalpino, con 45,9 gradi centigradi), alcuni esperti e scienziati hanno analizzato la situazione del Mediterraneo.

Grande barriera corallina australiana vista dal cielo
Quando la temperatura dell’acqua supera un certo limite il legame simbiotico tra i coralli e i loro inquilini, microscopiche piante chiamate zooxantelle, si interrompe, causando lo sbiancamento dei coralli © Ingimage

Sul litorale di Marsiglia temperatura del mare fino a 32 gradi

Paul Marquis, meteorologo, ha confermato al quotidiano 20 Minutes i dati allarmanti: la temperature nel mare “è arrivata a 28 gradi centigradi al largo e in alcuni casi, nei pressi del litorale di Marsiglia, ha raggiunto i 32 gradi”. Si tratta, secondo l’esperto, di una situazione “che non ha nulla di normale. Neanche nel 2003 il mare era arrivato a tali valori. E mai nell’epoca contemporanea erano state raggiunte temperature simili. Né all’inizio, né alla fine delle estati”.

E a patire in particolare sono gli ecosistemi acquatici: “I coralli sono quelli che rischiano di più – ha ammonito Christine Ferrier-Pages, del Centro scientifico del principato di Monaco -. Generalmente resistono fino a 24-25 gradi. Ciò dipenderà ovviamente dalla durata del fenomeno”. Inoltre, secondo la scienziata “i pesci potrebbero spostarsi più in profondità”, modificando gli equilibri marini.

Rischio di sbiancamento dei coralli nel Mediterraneo

Parlando alla radio France Info, Olivier Dufourneaud, dirigente dell’Istituto oceanografico di Monaco, sottolinea che “questa ondata di caldo non è stata accompagnata, in seguito, da un colpo di vento che avrebbe permesso di “mescolare” le acque superficiali e quelle profonde”.

Un parere condiviso da Patrick Raimbault, ricercatore dell’Istituto mediterraneo di oceanografia, secondo il quale se il fenomeno perdurerà “il calore si propagherà in profondità, colpendo ecosistemi che non sono abituati a temperature superiori ai 18 gradi. Nel 1999 a causa di un episodio simile, abbiamo assistito a fenomeni di sbiancamento dei coralli che hanno provocato a sua volta conseguenze su numerose specie del Mediterraneo”.

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