Il senso di una Bentley elettrica in Cina

Il programma del Gruppo Volkswagen prevede un’autentica offensiva di modelli ad alimentazione alternativa in Cina entro il 2018, come anticipato dal Presidente Martin Winterkorn al Salone di Pechino. Ma anche Toyota e Bmw fanno sul serio, con le loro gamme ecologiche.

Il progetto dell’elettro-mobilità del colosso tedesco Volkswagen illustrato a Pechino prevede il lancio locale di numerosi modelli, ma anche Toyota deve recuperare il tempo perduto in Cina, mentre Bmw proverà a proporre la sua gamma “i”.

Volkswagen partirà già entro la fine dell’anno con la commercializzazione delle up! elettrica ed e-Golf che affiancheranno la Porsche Panamera S E-Hybrid già presente nei concessionari cinesi.

Il prossimo anno, il Gruppo introdurrà nel Paese della Grande Muraglia le ibride plug-in Audi A3 e-tron e VW Golf GTE e dal 2016 sarà la volta di altre due ibride plug-in sviluppate appositamente per il principale mercato al mondo, una Audi A6 e una “limousine” di taglia media targata Volkswagen.

Questi ultimi due modelli saranno certamente prodotti in loco attraverso le consolidate joint venture con First Auto Works e Shanghai Automotive.

La Cina dovrebbe accogliere, quando sarà realizzata di serie, la prima ibrida firmata Bentley, la cui Concept è stata appena esposta alla rassegna di Pechino. Il piano sarà possibile grazie alla piattaforma modulare MQB del Gruppo VW dalla quale usciranno auto compatte, grandi berline, elettriche ed ibride plug-in. Già ora, sono 70 le auto del Gruppo a soddisfare le norme cinesi sulle emissioni.

Il governo cinese sta tentando di predisporre piani a favore dell’acquisto di automobili elettriche ed elettriche plug-in nel tentativo di ridurre l’air-pocalypse, l’apocalittica nube di smog che soffoca molte città cinesi. Anche se al momento le vendite di auto a trazioni alternative, stranamente, languono, probabilmente i colossi automobilistici hanno subodorato una perentoria inversione di rotta, con la possibile esplosione di un mercato milionario e, stavolta, ecologico.

In ritardo rispetto alle dirette concorrenti Volkswagen e General Motors, Toyota conta ora di lanciare un’autentica offensiva in Cina dove occupa attualmente la sesta posizione come quote di mercato. L’obiettivo dichiarato è incrementare i volumi di vendita locali dalle 917 mila unità dello scorso anno a circa 2 milioni di esemplari entro il 2025. Per soddisfare l’ambizioso target, il Gruppo giapponese si concentrerà sulla maggiore diffusione delle motorizzazioni ibride e sull’aumento della capacità produttiva. Fermo restando che, come da dicktat del Presidente Akio Toyoda, la Casa dovrà rimanere sempre focalizzata sulla qualità. Toyota è attiva in Cina in joint venture con First Auto Works e con Guangzhou Automobile Group e ha annunciato che dal prossimo anno si concentrerà soprattutto sull’arricchimento dell’offerta ibrida lanciando le versioni ad alimentazione alternativa delle berline Corolla e Levin. Le new entry andranno ad affiancare una gamma ibrida che conta già su Prius e Camry, entrambe prodotte localmente. Pur senza precisare la tempistica, il Gruppo ha ribadito l’obiettivo di incrementare le vendite in Cina a 2 milioni di unità per cercare di ridurre il gap che lo separa dai Gruppi leader Volkswagen e General Motors. Entro fine 2017 lancerà nel Paese 15 nuovi modelli.

Bmw ha già pronta la i3 e la i8, e ha appena svelato la la Concept X5 eDrive, un’anticipazione molto vicina alla realtà di serie di quella che sarà la futura versione ibrida plug-in della X5 equipaggiata con un motore 4 cilindri benzina TwinPower Turbo di 2 litri da 245 CV abbinato ad uno elettrico da 95 CV alimentato da batterie agli ioni di litio ricaricabili anche dalla rete domestica.

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