Il latte materno

Da milioni di anni di evoluzione umana, il latte materno costituisce l’alimento più nutriente

Il latte artificiale viene prodotto partendo da latte vaccino
addizionato con sostanze aggiuntive, ma nessun latte artificiale
è in grado di riprodurre le caratteristiche peculiari del
latte materno umano.
Il latte materno è costituito essenzialmente da acqua,
proteine, grassi, lattosio (un tipo di zucchero), vitamine, sali e
ormoni, ma queste componenti hanno caratteristiche e proporzioni
molto diverse da quelle del latte degli altri mammiferi.
Le proteine del latte materno, ad esempio, proteggono il bambino
dalle infezioni distruggendo i batteri dannosi che potrebbero
trovarsi nell’apparato respiratorio o in quello digerente, e sono
anche più digeribili di quelle del latte vaccino.

Il ferro contenuto nel latte materno è in una forma
più assimilabile di quello degli altri tipi di latte. Il suo
assorbimento è pari al 50%, contro il 4% di quello contenuto
nel latte formulato (artificiale). Anche la proporzione fra
proteine è diversa: ad esempio la caseina, proteina poco
digeribile e fonte di allergie, costituisce il 30% delle proteine
del latte materno contro l’80% di quelle del latte vaccino.

I principi nutritivi che il latte materno contiene sono “su misura”
per i bisogni del bambino. Ad esempio, la percentuale di grassi
è più elevata alla mattina che alla sera, per
favorire la digestione, e si concentra maggiormente alla fine della
poppata, per lasciare al bambino un piacevole senso di
sazietà. Il latte materno contiene anche una sostanza
calmante che dona un senso di benessere al bambino e gli facilita
il sonno dopo la poppata. Inoltre il latte si forma e si accumula
nel seno della madre puntualmente, alla temperatura giusta e nella
densità più adatta a soddisfare fame, sete o bisogno
di coccole.

Il neonato allattato al seno riceve dalla madre sostanze (come la
taurina) che stimolano lo sviluppo cerebrale, e un corredo di
anticorpi che gli dà un periodo naturale di immunità
verso molte malattie virali. Il passaggio di anticorpi da madre a
figlio inizia con la prima poppata dopo la nascita, quando dal seno
non esce ancora vero e proprio latte, ma una sostanza preziosa che
si chiama colostro.

L’insieme armonico delle sostanze che compongono il latte materno
è reso ancora più efficace dall’abbraccio tra la
madre e il bambino nel momento dell’allattamento. Il contatto
stretto fra madre e figlio crea quegli stimoli psicologici che
fanno dell’allattamento al seno la naturale risposta ai bisogni
psicofisici del neonato.

Per tutti questi motivi l’Organizzazione Mondiale per la
Sanità consiglia a tutte le mamme di allattare i propri
bambini per almeno sei mesi.

Paola
Magni

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