Uno studio canadese ha osservato il legame tra il consumo di cibi ultra-processati nei bambini di 3 anni e il loro comportamento a 5 anni, rivelandone l’impatto.
Un restyling totale, con una figura sullo sfondo che esprime un gesto di saluto: sarà così il nuovo logo che contraddistinguerà il prodotto del Commercio Equo e Solidale certificato in tutta Europa. Dall’inizio del 2003, in Italia, l’omino bianco e nero che contraddistingueva il marchio TransFair sarà sostituito da una parola e da un simbolo
Un restyling totale, con una figura sullo sfondo che esprime un
gesto di saluto: sarà così il nuovo logo che
contraddistinguerà il prodotto del Commercio Equo e Solidale
certificato in tutta Europa. Dall’inizio del 2003, in Italia,
l’omino bianco e nero che contraddistingueva il marchio TransFair
sarà sostituito da una parola e da un simbolo che
unificherà i marchi di garanzia europei sotto lo stesso
nome: Fair Trade, ossia commercio equo. Così si
è pronunciato alla fine del 2001 il Consiglio dei membri di
Flo (Fair Trade Labelling Organizations), il Coordinamento
internazionale dei marchi di garanzia, in coincidenza con un altro
processo, quello che mira a rendere Flo ente di certificazione
internazionale, sempre in contatto con i produttori del Sud del
mondo, vera anima e motore del Commercio Equo e Solidale.
Il nuovo marchio europeo è stato presentato oggi, 18 aprile
alle 14,30, a Milano, presso la sede delle Acli della Lombardia, da
Paola Ghillani, presidente di Flo che ha illustrato ad un pubblico
ristretto (i soci di TransFair, convenuti in assemblea) sviluppi e
potenzialità di questa evoluzione.
I marchi nazionali sono nati in tutta Europa per creare nuovi
sbocchi commerciali ai produttori, e, negli anni, hanno assunto
nomi e simboli molto differenti fra loro: dapprima Max Havelaar in
Olanda 15 anni fa, poi in Belgio, Francia, Svizzera, Danimarca e
Norvegia; TransFair in Germania, Austria, Italia, Canada,
Lussemburgo, Stati Uniti e Giappone; Fairtrade Foundation in
Inghilterra e Fairtrade Mark in Irlanda.
Con ritmi di crescita del 30% annuo, i marchi di garanzia hanno
cominciato a certificare le storiche Centrali di importazione del
Commercio Equo per poi raggiungere le aziende che vogliono inserire
nella propria gamma di offerta referenze provenienti dal circuito
del Commercio Equo e Solidale. Le imprese vengono sottoposte a
controlli da parte di Flo, devono rispettare i criteri e le
condizioni del Commercio Equo (prefinanziamento ai produttori,
contratti di lunga durata, margini di guadagno sufficienti ad
assicurare percentuali da investire in opere sociali e in beni a
servizio delle comunità) e possono acquistare solo dalle
cooperative inserite in appositi registri, che il coordinamento
internazionale dei marchi di garanzia controlla e alle quali offre
anche assistenza tecnica.
Flo è nata tre anni fa dall’idea di coordinare le diverse
iniziative nazionali in un unico soggetto, con sede a Bonn, che da
allora ha cominciato il cammino impegnativo verso l’accreditamento
presso l’Unione Europea. Un percorso che ha comportato una
riorganizzazione complessiva per separare sempre più
nettamente chi controlla da chi è controllato (produttori e
aziende licenziatarie) e che, con la decisione di unificare nomi e
simboli in un unico logo, arriva ad una tappa molto importante.
Il nuovo logo che Flo sta registrando come test in Germania,
arriverà nel giro di qualche mese anche in Italia con un
vero e proprio codice di condotta che ne regolamenterà l’uso
per le aziende e per gli stessi marchi nazionali. Il Commercio Equo
certificato europeo si adatta così allo spirito dell’Unione:
in questo modo verrà facilitato anche ai produttori del Fair
Trade l’accesso al mercato.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Uno studio canadese ha osservato il legame tra il consumo di cibi ultra-processati nei bambini di 3 anni e il loro comportamento a 5 anni, rivelandone l’impatto.
Uno studio condotto in India ha osservato che sostituendo i fertilizzanti chimici con quelli organici, le verdure riacquistano i nutrienti persi in decenni di agricoltura intensiva.
Una buona caraffa filtrante migliora il profilo organolettico dell’acqua del rubinetto e riduce particelle e sostanze inquinanti. Brita ne ha misurato l’efficacia contro i Pfas e l’impatto ambientale.
Ridurre le emissioni è l’unica via per diminuire il rischio di eventi climatici estremi. Come quelli che hanno colpito lo stato del Minas Gerais in Brasile, dove si coltiva caffè.
Il giusto prezzo tiene conto dei costi di produzione ma anche dei servizi sistemici con cui gli agricoltori bio si prendono cura della salute delle persone e del Pianeta.
Sottoscritta da oltre 30 organizzazioni, la petizione punta all’obbligo per i supermercati francesi di rendere accessibili a tutti gli alimenti più sani, vendendoli a prezzo di costo.
Una revisione della piramide mediterranea introduce il concetto di cronotipo e le indicazioni per allineare il proprio orologio biologico alla dieta mediterranea potenziandone gli effetti benefici per il metabolismo.
Ospiti del podcast, il campione di trail running Francesco Puppi e la medica esperta in nutrizione Michela Speciani, che hanno parlato di sport e carboidrati.
Il ministero della Salute ha autorizzato temporaneamente l’utilizzo del Dormex nelle coltivazioni di kiwi del Sud. La sostanza è vietata in Italia dal 2008, per la sua tossicità.