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Quali sono gli effetti di un parco auto con un’età media di 12 anni? Da quali cause dipendono? L’usato, ibrido o elettrico, può essere una soluzione?
Partiamo dai fatti. La mobilità in Italia è fatta soprattutto da mezzi obsoleti. Il che vuol dire molto inquinanti e poco sicuri. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra, il parco auto circolante nel nostro paese ha un’età media di 12 anni e 2 mesi, mentre l’età media alla rottamazione sale a ben 17 anni e 5 mesi, con le vetture ante euro 5 che rappresentano il 53 per cento circa (21 milione di unità hanno più di 14 anni). Male anche gli autobus, con 12 anni, e i veicoli industriali destinati alla logistica e all’home delivery, 13 anni e oltre. Insomma, anche se incentivi e limiti alle emissioni stanno favorendo una maggiore diffusione delle auto ibride ed elettriche, siamo ancora lontani dagli obiettivi Ue sulla riduzione della CO2, altro che preoccuparci del (probabile) stop alle auto endotermiche al 2035. Insomma, il rinnovo del parco circolante è un’emergenza che ci trasciniamo da anni e che richiede azioni concrete.
In Italia siamo alle prese con un grande problema: abbiamo il più numeroso e anziano parco circolante d’Europa. Parliamo di quasi 40 milioni di auto, molte omologate nel 2006 o prima. I rischi? Dalla sicurezza (auto vecchie significa auto senza i più basilari sistemi di assistenza alla guida, i cosiddetti Adas), maggiori costi sociali, maggiori emissioni e, dunque, risvolti negativi per la qualità dell’aria nelle nostre città.
Le soluzioni? Sostenere una transizione tecnologica e “anagrafica” del parco circolante, sfruttando i vantaggi della progressiva elettrificazione dell’auto che vede i modelli ibridi ed elettrici non solo più sostenibili in termini di emissioni, ma anche più sicuri perché dotati di innovazioni e tecnologie volti a ridurre gli incidenti e a proteggere pedoni e ciclisti. E visto che la mobilità elettrica ha ancora costi più elevati, serve una transizione accessibile, con sostenga con strumenti e agevolazioni adeguati chi vuole sostituire la vecchia auto con un modello nuovo o più recente, ma a basse o “zero” emissioni.
Insomma, potendo, un’auto nuova di ultima generazione è la soluzione ideale. In alternativa ci si può rivolgere al mercato delle autovetture usate che, secondo l’analisi Unrae, nell’intero 2022 ha fatto registrare quasi 4,6 milioni di trasferimenti di proprietà, in calo rispetto allo stesso periodo 2021. Il diesel si conferma la motorizzazione preferita nel mercato delle auto usate, con il 48,3 per cento delle preferenze, seguito da benzina con una quota al 40,3, Gpl e dalle ibride al quarto posto con una share in crescita al 3,7 per cento. Seguono il metano che si ferma al 2,2 per cento e, fanalino di coda, auto elettriche e ibride plug-in, scelte solo dallo 0,5 per cento degli acquirenti. Il dato allarmante? Nel 2022 sono saliti al 51,4 per cento di quota i trasferimenti di proprietà di vetture con oltre 10 anni di anzianità, mentre solo il 3,7 per cento delle persone hanno scelto auto usate ma recenti, con solo uno o due anni di vita.
Ma quali sono le ragioni che dovrebbero spingere persone e governi a investire su un parco auto più recente? Vediamo le principali
Abbiamo visto che un parco circolante vetusto rischia di diventare una vera emergenza sociale. Una possibile risposta sta arrivando da catene specializzate, grandi network capaci di proporre auto ibride ed elettriche second-hand recenti, certificate e con una serie di garanzie. Fra questi Spoticar, il brand dell’usato di Stellantis che in Italia conta su una rete di 236 showroom, oltre al sito dove attualmente sono presenti 12mila veicoli usati, dei quali più di 1.400 fra elettrici e ibridi.
Qual è il vantaggio di rivolgersi a network come questi? Intanto il presidio sul territorio (nel caso citato si tratta di un’organizzazione europea presente in 11 paesi). Poi, di ogni veicolo usato viene certificato il chilometraggio, effettuati fino a 100 punti di controllo, verificate sicurezza, componenti meccanici, carrozzeria e standard di emissioni. Inoltre, Spoticar offre un’ampia scelta di auto ibride ed elettriche proposte con una serie di utili servizi: consulenza per definire le necessità in termini di autonomia, identificare il tipo di ricarica di cui si dispone a casa o al lavoro (volendo è prevista un’assistenza per l’installazione di una wallbox per la ricarica elettrica), la verifica dello stato di salute della batteria e la garanzia e l’assistenza post-vendita. Insomma, anche l’auto usata può essere un tassello verso una mobilità più sostenibile, a patto che risponda a certe caratteristiche e che sia scelta “guidando le persone verso la vettura più adatta per il proprio stile di vita”, come ha spiegato Roberto Pastore, marketing manager Spoticar.
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