Animal Equality

Una nuova tecnologia può porre fine alla strage di milioni di pulcini maschi

La tecnologia in-ovo sexing può salvare la vita a milioni di pulcini maschi. Da settembre arriveranno in Italia le prime uova selezionate in questo modo.

Ogni anno in Italia, 40 milioni di pulcini maschi vengono uccisi per la produzione delle uova. Appena nati, i pulcini vengono infatti soppressi all’interno degli incubatoi, triturati vivi o soffocati in modo brutale. Ma qualcosa sta finalmente per cambiare, grazie all’introduzione di tecnologie innovative capaci di mettere fine a questa strage sistematica.

Considerati come degli scarti all’interno dell’industria delle uova, i pulcini maschi sono vittime silenziose di un processo produttivo che non può ricavarne profitto e che pertanto li ritiene inutili.

Pulcini in un allevamento di galline ovaiole
La maggior parte dei pulcini maschi sono considerati improduttivi e soppressi dopo la nascita © Scott Olson/Getty Images

Perché i pulcini maschi sono considerati degli scarti di produzione

Da oltre cinquant’anni, i pulcini maschi appartenenti alle razze ovaiole non hanno alcun utilizzo all’interno della filiera produttiva delle uova. Questo accade perché – al contrario di quello che spesso si pensa – l’industria delle uova e quella dei polli da carne costituiscono due settori separati che non utilizzano la stessa razza di volatili allevati a scopo alimentare. Per via di questa differenziazione i pulcini maschi non sono utilizzabili né dalla aziende produttrici di uova né tanto meno da quelle produttrici di polli da carne.

L’industria delle uova ha selezionato geneticamente nel tempo la razza di galline ovaiole “più proficua” delle altre in grado di arrivare a deporre circa 300 uova all’anno contro le 36 uova deposte in media da una gallina selvatica in natura.

L’industria che alleva polli per la carne, invece, ha selezionato negli anni una razza di polli chiamata Broiler che ha caratteristiche specifiche. In particolare, questi polli detti “a rapido accrescimento” raggiungono i 4 chili in meno di 50 giorni. Questa crescita ha delle gravi conseguenze sugli animali, che crescono così in fretta da soffrire di problemi agli organi interni e alle zampe tali da renderli incapaci di sostenere il proprio peso.

I pulcini maschi che nascono all’interno dell’industria delle uova non possono pertanto competere con i Broiler in termini di sfruttamento del loro corpo e per questo il loro allevamento non è considerato redditizio dall’industria.

La sorte dei pulcini maschi potrebbe presto cambiare
La sorte dei pulcini maschi potrebbe presto cambiare © Animal Equality

Quelle tecnologie che possono risparmiare ai pulcini maschi una morte atroce

A seguito del lavoro di sensibilizzazione di Animal Equality, è arrivato l’impegno pubblico di Assoavi – l’associazione di categoria che rappresenta i maggiori produttori di uova nel nostro Paese – ad attivarsi per appoggiare l’introduzione di tecnologie capaci di impedire la strage di pulcini maschi anche in Italia.

La richiesta di appoggiare e promuovere pubblicamente l’introduzione di tecnologie che evitino l’uccisione sistematica dei pulcini maschi nell’industria delle uova è stata rivolta, inoltre, anche al Governo italiano.

Nell’Unione europea, dove le stime parlano di 330 milioni di pulcini uccisi all’anno su un totale di quasi 8 miliardi di pulcini allevati, i governi di Svizzera, Francia e Germania si sono già pubblicamente impegnati per sostenere le aziende in questo percorso e per vietare l’abbattimento dei pulcini maschi. In Italia sono tra i 25 e i 40 milioni i pulcini maschi uccisi ogni anno.

La campagna di Animal EqualityFermiamo la strage dei pulcini maschi”, mira a modificare radicalmente l’approccio dell’industria delle uova per prevenire l’uccisione e la sofferenza di milioni di pulcini e offrendo dunque un’alternativa a questo annoso problema etico.

Esiste una tecnologia, chiamata in-ovo sexing, attraverso la quale è possibile stabilire il sesso dell’embrionea pochi giorni dalla fecondazione delle uova così da impedire che venga ucciso nell’arco delle prime 24 ore di vita, mentre è completamente cosciente, per triturazione o soffocamento.

L’in-ovo sexing consiste in un test molto poco invasivo che impiega circa un secondo per stabilire se l’uovo è fecondato e qual è il sesso dell’embrione. La percezione del dolore all’interno dell’uovo è difficile da stabilire con certezza, ma attualmente gli scienziati concordano sul fatto che gli embrioni sicuramente non provano dolore fino al settimo giorno a partire dall’incubazione. In ogni caso sembra, dalle ricerche più recenti, che tra il giorno 7 e il giorno 13 l’embrione non abbia ancora sviluppato completamente i ricettori del dolore.

La rivoluzione dell’ovosessaggio arriva anche in Italia

Dopo anni di impegno e confronto, questa tecnologia è pronta a sbarcare anche in Italia. Grazie all’adesione di marchio Coop alla campagna lanciata da Animal Equality a favore dell’ovosessaggio per contrastare la soppressione dei pulcini maschi, da settembre i supermercati Coop distribuiranno per la prima volta nel nostro Paese uova sottoposte a in- ovo sexing.

Si tratta di un passo storico verso un approccio più compassionevole e rispettoso nei confronti degli animali da parte della filiera produttiva. I pulcini maschi che non saranno più abbattuti, in questo modo, saranno migliaia.

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