Kodo, la via della luce. Il percorso di espressione creativa con i colori per i bambini

Kōdō è un percorso di espressione creativa con i colori per bambini di tutte le età. Per ritrovare attraverso il gesto calligrafico la libertà di sé nel piacere del gioco.

Kōdō è l’immersione nell’energia del colore in uno spazio dove bambini di tutte le età (da 3 a 100 anni), possono riunirsi, una volta alla settimana, a dipingere liberamente, prendendo coscienza di sé e sperimentando la propria autonomia. Uno spazio di libertà. Uno spazio libero dal giudizio. Uno spazio in cui far riaffiorare ciò che siamo, “un po’ per gioco, un po’ per non morire”, come direbbe Madama Butterfly, guidati dal fascino del colore, dalle sue frequenze irresistibili che vibrano dentro di noi indipendentemente dalla nostra volontà. Il rosso che ti impone la sua potenza, il nero che ti guida nella sua profondità, l’indaco che ti accompagna nel passaggio tra il giorno e la notte. E tutti gli altri colori che sanno cantare alla nostra anima, risvegliandola e liberandola, finalmente. Poi sussurrare ad un pennello che seguirà il nostro impulso in armonia con ciò che la nostra mente e il nostro cuore in un unico abbraccio, lo shin giapponese, saprà raccontare.

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Il lavoro di una bambina durante un incontro di Kōdō © Beatrice Spagoni

Cos’è Kōdō

Kōdō è ispirato all’esperienza e alla visione dell’educatore Arno Stern, educatore tedesco che ha dedicato tutta la vita all’educazione creatrice attraverso la pittura, e alla cultura orientale nei confronti del gesto calligrafico, conosciuto come lo shodō: “La ricerca e comprensione della vita tramite la pratica della calligrafia”, spiega Norio Nagayama, maestro di calligrafia e presidente dell’associazione Bokushin, scuola di calligrafia orientale, in Italia.

Leggi anche: Elisabetta Bucciarelli: la scrittura come atto terapeutico

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Una bambina e i suoi fiori durante un incontro di Kōdō © Beatrice Spagoni

“Tutti gli esseri umani, lasciati liberi di esprimersi con pennelli e colori, attingono a segni e a forme che rappresentano una sorta di alfabeto espressivo che prescinde dal luogo o dal contesto culturale in cui si manifesta, ma che induce il bambino – o l’adulto che riscopre la propria dimensione di bambino – a contattare le dimensioni più profonde della propria anima, provando un senso intimo di benessere e una migliore disposizione al rapporto con gli altri e con il mondo esterno.”

(Arno Stern)

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“Ho finito!” © Beatrice Spagoni

Chi può partecipare ai laboratori

Non si richiedono doti particolari o capacità artistiche. Si esprime se stessi mettendo colore sul bianco, senza pensare, dando vita a immagini spontanee con pennelli, colori e carta, già presenti e pronti per essere usati. Così, lasciando sviluppare liberamente l’immaginazione si permetterà di liberare ed espandere anche la coscienza, ritrovandosi con ciò che la persona ignora di sé.

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I lavori terminati aspettano di asciugarsi © Beatrice Spagoni

È una libertà espressiva possibile grazie all’esclusione del giudizio, per rispetto delle tracce di ciascuno, e alla dimensione protettiva del luogo che non consente agli estranei di entrare. In questo spazio rinasce il segno creato con le mani, obbedendo all’impulso naturale di mettere in contatto mente e mano in un’epoca in cui il dominio digitale sta provocando il ritorno alla disgrafia o all’agrafia: “Io scrivo solo lettere a mano, così comunico la mia anima alle persone a cui voglio bene”, racconta il maestro di calligrafia giapponese Usuda Tosen.

Kōdō è il piacere dell’atto senza finalità, il gioco, l’avventura, “prendi un pennello, lui saprà!”. I laboratori si svolgono al Museo Luzzati e al Centro di studi buddisti tibetani Tara Bianca di Genova, per informazioni si può scrivere a questo indirizzo email.

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