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Grazie al lavoro di centinaia di operatori, navi ed elicotteri, sarà completata per lunedì la ripulitura del mare dai 164mila litri di petrolio fuoriusciti nel weekend da una conduttura rotta nel porto di Yeosu. L’incidente petrolifero è avvenuto venerdì a Yeosu, circa 300 chilometri a sud di Seul, quando la gigantesca petroliera da 318.445
Grazie al lavoro di centinaia di operatori, navi ed elicotteri, sarà completata per lunedì la ripulitura del mare dai 164mila litri di petrolio fuoriusciti nel weekend da una conduttura rotta nel porto di Yeosu.
L’incidente petrolifero è avvenuto venerdì a Yeosu, circa 300 chilometri a sud di Seul, quando la gigantesca petroliera da 318.445 tonnellate Wu Yi San stava svolgendo le operazioni di carico del greggio proveniente dalla raffineria GS Caltex. “Il mare sarà ripulito entro poche ore, mentre per le spiagge occorreranno altre due settimane” ha precisato la Guardia Costiera di Yeosu.
Una serie di boe e sbarramenti galleggianti di contenimento erano subito stati piazzati in acqua per 5 km, poi allungati a 9,5 km, in uno sforzo di uomini e mezzi che ha coinvolto 201 navi d’appoggio, diversi elicotteri e cinque aeroplani. La macchia nera si è comunque espansa per decine di chilometri, a partire dalle acque della provincia di Jeollanam-do fino alla contea di Namhae-gun, nella provincia di Gyeongsangnam-do, dove si è formata una chiazza di 30 km di diametro.
Sull’incidente rimangono aperti diversi dubbi, sui quali sta indagando la Guardia Costiera. Secondo i primi rapporti la petroliera si sarebbe avvicinata troppo rapidamente ai moli di carico. Inoltre, non è ancora stato chiarito quale tipo di carburanti sia finito in mare, se petrolio greggio, nafta o altri più velenosi composti e sottoprodotti di raffineria. La nave è della Singapore’s Ocean Tankers.
Non è il primo incidente petrolifero in Corea del Sud. Nel 2007 è avvenuto il peggiore sversamento della storia del Paese asiatico, al largo delle coste di Taean quando 10.500 tonnellate di veleni inquinanti vennero persi dalla petroliera battente bandiera di Hong Kong, dopo una collisione. Più di recente, nel novembre 2013, un’altra perdita causata da un impianto dal maggiore proprietario nazionale di raffinerie, la Sk Energy, ha sporcato le coste orientali.
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